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43° edizione di “Unità è Festa” al Parco dei Ravennati

Gli organizzatori: "Migliaia di persone hanno ceduto al fascino dell'evento"

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Il Faro on line – Marino e Sabella chiudono “Unità è Festa” 2015: da Ostia Antica un segnale di rinnovamento e di speranza: “Adesso che abbiamo rimesso i conti in ordine e riportato la legalità, dobbiamo occuparci della qualità della vita delle persone”. La 43esima edizione di “Unità è Festa” si è chiusa con le parole incoraggianti del sindaco di Roma Ignazio Marino. Dal 24 giugno al 5 luglio, oltre 40mila persone hanno visitato il parco dei Ravennati di Ostia Antica per assistere a dibattiti, spettacoli musicali, esibizioni teatrali, proiezioni.

Nei punti di ristoro sono stati distribuiti circa 25mila pasti e i ‘must’ della festa hanno fatto registrare numeri da record: migliaia i cappelletti e le ciambelle vendute in dodici giorni. Etica e legalità, donne e mafia, mobilità e lavoro, economia, cultura e territorio: questi i temi affrontati nel corso della manifestazione, insieme a figure di spicco della politica locale e nazionale: da Matteo Orfini a Laura Puppato, da Stefano Esposito a Marta Leonori, da Michele Meta a Roberto Giachetti, da Ernesto Carbone a Guido Improta.

Per chiudere con il sindaco Marino e il delegato per il X Municipio, nonchè assessore capitolino alla Legalità, Alfonso Sabella.

“Non è sul numero dei frequentatori che analizzeremo il successo della manifestazione – spiegano gli organizzatori Giovanni Zannola e Fiorenza Tarroni – ma migliaia di persone sono passate al parco dei Ravennati cedendo al fascino dell’evento, perché esso è piacevolmente connesso con lo spazio che lo ospita. E’ un territorio che lo vive interamente come una proiezione di se’ stesso e delle proprie caratteristiche, prima che come interesse per la politica”.

“Il circolo realizza la Festa da 43 anni  – concludono Zannola e Tarroni – mettendo in campo le migliori energie del Partito Democratico. Centinaia di persone per bene: quelle di sempre, ma anche tante nuove. Ecco come rispondiamo ai detrattori inclini al populismo che negli ultimi giorni hanno provocatoriamente chiesto cosa avessimo da festeggiare”.

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