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Filippo Sugar: per una SIAE dalla parte degli autori

Il faro on line - Cosa si fa quando qualcosa non funziona? Una qualunque cosa come potrebbe esserlo la macchinetta del caffè, una relazione sentimentale o un’azienda. Le strade percorribili sono diverse: si può decidere di buttarla, decisione estrema ma in alcuni casi inevitabile, di guardarsi intorno alla ricerca di alternative valide o, ancora, si prova a ripararla dal di dentro.Da anni è aperto il dibattito sulla cattiva gestione della SIAE e le varie parti in causa non si risparmiano accuse più o meno gravi.Nel 2010 Filippo Sugar, allora Presidente della Fem (Federazione Editori Musicali), in un’intervista rilasciata a laRepubblica, affermava senza mezzi termini che la Siae, con la sua gestione burocratica e clientelare inefficiente, impediva agli autori ed editori musicali italiani di essere competitivi.  

Il 19 marzo, lo stesso Sugar è diventato il nuovo Presidente della SIAE e promette ora di soddisfare l’aria di cambiamento che tutti vorrebbero respirare.Questa sembra essere l’occasione propizia per la SIAE di riemergere dalle sue stesse ceneri riformandosi per diventare un’organizzazione efficiente, trasparente e finalmente pronta a adempiere all’originario scopo per cui fu creata a fine ‘800: promuovere e difendere gli interessi degli autori permettendo loro di vivere del loro ingegno. Ci riuscirà? Di certo sembra essere propizia l’elezione di Filippo Sugar che per primo ha sempre criticato le inefficienze della SIAE suggerendo l’ideazione di un piano strategico industriale al passo con i tempi grazie al quale la Società si potrà confrontare con il mercato, svolgere gli adeguati controlli sulle entrate dall’estero ed effettuare le negoziazioni opportune con le nuove realtà digitali.

Tutti gli occhi ora sono puntati su di lui e sui cambiamenti che potrà effettivamente portare per trasformare quella che oggi in tanti vedono solo come un’odiosa idra dalle molteplici teste voraci e pronte a divorare chiunque le si avvicini.Si prospettano importanti cambiamenti, una parola che lo stesso Sugar ripete spesso nelle interviste rilasciate. Le premesse ci sono tutte, chissà che non si stia davvero aprendo uno spiraglio di luce che allarghi le prospettive, accolga le contraddizioni e le muti in nuove possibilità di crescita per chi della creatività ha fatto (o vorrebbe fare) il suo pane quotidiano.Filippo Sugar, presidente tra l’altro della Sugar Music, ha dimostrato in più occasioni di non essere solo un uomo di parole, ma di fatti. E la Siae oggi ha un bisogno estremo di fatti, fatti concreti realizzati da persone oneste che si schierino per davvero al fianco degli artisti e ne promuovano i diritti. Chissà che questa non sia la volta buona. Le dita rimangono incrociate!

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