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Noi Insieme: “Bene mozione sui relitti nel Tevere. Ora bisogna agire”

Satta: "È ora che concretamente l'Amministrazione inizi un percorso di risanamento ambientale"

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Il Faro on line – “L’intervento del sindaco, riferito alla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, e’ stato esaustivo e ha permesso, anche se con una semplice modifica dettata da un codice deontologico del Pd, di approvare quella stessa mozione all’unanimità. Purtroppo fino a oggi nessuna amministrazione e nessun ente preposto ha mai pensato di creare lo strumento giusto per evitare che si creassero quasi naturalmente dei cimiteri di imbarcazioni abbandonate” – lo dichiara Luigi Satta di Noi Insieme.

“Una barca – prosegue Satta – si mantiene in vita fino a quando i documenti di bordo rilasciati dalle autorità preposte attestano le condizioni di navigabilità. Pertanto se gli enti con competenze nel fiume, come l’Ardis e Autorità di bacino Tevere, avessero vigilato costantemente le golene sicuramente avrebbero evitato che imbarcazioni piuttosto importanti venissero abbandonate a un destino certo: l’affondamento. L’amministrazione ha fatto un passo avanti e anche se non di competenza proprio, ha preso un impegno. Auspico che la mozione riesca a far organizzare una commissione allargata con gli enti di competenza, affinché si possano evitare altri abbandoni di imbarcazioni, almeno nel tratto di Tevere che bagna il nostro comune. Per quanto riguarda invece la mozione dei consigliere Chiodi e Antonelli che dire: sono anni che lancio allarmi sul grave problema dell’inquinamento delle acque e dei fondali dell’alveo”.

“Proprio a causa di questo inquinamento – prosegue Satta – nella fossa Traianea da venti anni non viene più espletato l’escavo creando così il problema alla navigazione. La mozione presentata e votata all’unanimità, fa sì che l’amministrazione e il Sindaco si siano assunti l’impegno di fare pressione sugli enti competenti (da sempre a conoscenza dei problemi) e far intraprendere dei controlli seri, anche nel nostro territorio. Spesso le immissioni abusive e non monitorate hanno avuto pesanti conseguenze sulla fauna ittica”.

È ora – conclude Satta – che in maniera concreta l’Amministrazione inizi un percorso di risanamento ambientale pur sapendo che questo potrebbe provocare l’irritazione di qualcuno”. 

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