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Menaechmi è una commedia di Plauto scritta verso la fine del III secolo a.C

Rappresentazione degli equivoci, risate ma anche approfondimento storico

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Il Faro on line – I Menaechmi attraversano vincitori secoli e mode e ci riportano intatta la loro potente teatralità, la loro inesauribile inventiva, la loro genialità stimolante e ispiratrice che, dalle amplificazioni shakespeariane si affaccia alla soglia dei labirinti pirandelliani dell’essere e dell’apparire, della realtà e della finzione che si confondono e si smarriscono una nell’altra. Pieno di deliziosi equivoci l’adattamento in napoletano eseguito dalla regista Iolanda Zanfrisco, fa di questo testo un racconto che scorre fra le dita come fili impalpabili di seta, sciorinando gag e situazioni divertenti che si susseguono con un ritmo incalzante, tutte convergenti sugli immortali temi della commedia classica, la fame, il sesso, la miseria, quindi nel pieno rispetto dell’originale plautino. 

A rendere la storia più credibile e unica è un cast affiatato, energico e gioioso: Vincenzo Di Sarno, un istrione che magnetizza il pubblico per il suo saper essere presente e sorprendente  nel doppio ruolo di Menecmo che, con l’uso superbo del dialetto offre ai personaggi che interpreta una particolarità comica degna di attenzione. Deliziosa e sempre interessante nel suo ruolo l’intrigante Iolanda Zanfrisco, l’amante Erozia, e Rosaria Valery , la gelosa moglie Mirrina, affiancate dalle simpaticissime ancelle Rossella Bove e Anna Mele. Fanno da contorno i divertenti servi interpretati da Vincenzo Coppolino, Mauro De Socio e Jerry Caruana, e la comicità esilarante della vecchia madre Santippe interpretata dalla eclettica Carmela Pennino e l’ormai veterano Gennaro Donti nel ruolo dell’arcigno medico. 

Lo spettacolo, ambientato in una Neapolis carnale e lussuriosa, si accende di magia in un culmine di esplosione, di colori e di passione attraverso la  perfetta sincronia nelle entrate e nelle uscite, l’abile uso dei tempi e degli spazi  il tutto inserito in una scenografia, testimone di scontri ed incontri, a sottolineare la napoletanità che pervade l’intero spettacolo, dove tutto si svolge “in miez a via”. La scenografia è stata ideata e realizzata da Salvatore Agnello. I costumi sono di Iolanda Zanfrisco , le coreografie di Nerima Hasanefendic ed il coordinamento e la direzione di scena è di Nicoletta De Paolis.

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