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Un porto leader tra Roma e Napoli? Perché no!

Gina Cetrone: "Recuperare gli spazi dell'ex centro turistico sportivo di via del Molo"

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Il Faro on line – “Credo che la comunicazione che e’ giunta agli organi di stampa da parte del Comune di Terracina non sia altro che un inizio di discussione seria per comprendere se vi sono ragioni valide per avviare un progetto di ottimizzazione e allargamento dell’antico porto Traianeo. E’ un’iniziativa lodevole quella del Commissario straordinario Erminia Ocello, che pur sapendo di essere al comando dell’Ente comunale per una sola stagione, tenta di proporre un momento di riflessione su quello che la città di Terracina, con le sue forze politiche, economiche e sociali vuole fare nell’immediato futuro del porto e della portualità integrata con le foci di Badino e Sisto” – lo dichiara la consigliera regionale Gina Cetrone.

“Pur – prosegue la consigliera – con una grave crisi in atto che coinvolge anche la nautica, un porto nuovo concepito per attrarre flussi turistici, commerciali e per il  trasporto passeggeri per le isole Pontine, oltre ad un diverso assetto per la pesca professionale, lo ritengo un percorso importante e da valutare seriamente, senza infingimenti o parodie da avanspettacolo di chi per decenni su questo tema ha solo generato una quantità industriale di chiacchiere.Il restyling del porto di Terracina è possibile attraverso il recupero degli spazi occorrenti per una nuova grande darsena nella zona dove si trova oggi uno squallido parcheggio ricettacolo di immondizie varie: il piazzale Stella Polare. Insieme alla possibile realizzazione di una darsena in questo luogo, si possono recuperare gli spazi da un altro obbrobrio cittadino: l’ex centro turistico – sportivo di via del Molo”.

“Spazi utili e strategici – incalza la nota – per creare un  luogo qualificato per iniziative turistiche, sportive, commerciali  e ricreative di un certo livello.In questo contesto si può prevedere  poi la costruzione di un ponte pedonale che colleghi le due sponde, l’abbattimento e la ricostruzione di quello dell’ospedale che da tempo è diventato solo un impedimento grave alla circolazione stradale. Questo per iniziare il percorso di restyling del porto più antico della città, riqualificando aree altamente degradate, senza realizzare a mare bracci che potrebbero condurre ad uno stravolgimento del fragile ecosistema marino e mettendo a reddito per l’Ente comunale e gli imprenditori privati che hanno voglia di cimentarsi in questa avventura, un bene pubblico di grande attrattiva oggi perso nell’indifferenza generale”.

“Questo cammino – informa la Cetrone – dovrà essere fatto con il coinvolgimento di tutte le parti in causa, compresi i responsabili della pesca professionale, dell’associazione dei commercianti, di quelle ambientaliste e culturali. Si deve riuscire a creare intorno ad un eventuale progetto di rivalutazione delle potenzialità portuali della città il più grande movimento di opinione possibile. Sono fermamente convinta che la valorizzazione delle opportunità offerte dalla cantieristica e dalla nautica da diporto, il potenziamento della dotazione infrastrutturale portuale, il consolidamento del sistema di depurazione e disinquinamento ambientale, la difesa delle coste dai fenomeni erosivi, la valorizzazione unitaria del sistema turistico-balneare e la promozione della  ricchezza  dei nostri beni archeologici, culturali e ambientali, devono essere messi nella condizione di essere tutelati e utilizzati al meglio per ricavarne reddito. È chiaro – conclude la nota – che spetterà poi alla politica che verrà adottare tutti i provvedimenti e le integrazioni possibili per dare una strambata vigorosa a un lassismo che su questo importante settore economico dura da troppo tempo”.

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