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50° Stelle Marine Basket, Il Faro intervista Don Tonino Lotti e Piero Bartoloni

Tanti anni dedicati alla squadra lidense, insieme all’amico Bartoloni. Don Lotti ne è stato il protagonista, fino al 2014

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Il Faro on line – La storia delle Stelle Marine gira intorno alla sua figura. Durante la celebrazione dei 50 anni, l’attenzione dei protagonisti storici della vita di questa società, sono stati illuminati dalla sua presenza. Guidati, ancora, dai suoi consigli e insegnamenti. Dal 1975, Don Tonino Lotti, parroco di Regina Pacis, è parte della storia della squadra lidense.  Anche lui, è stato presente, alla festa del Cinquantenario. Una presenza indispensabile. Una colonna portante, ma forse il cuore pulsante delle Stelle Marine. Con la sua umiltà ed il suo sorriso semplice, ha salutato e festeggiato anche lui, questo traguardo importante. 
A fine serata, durante la cena di gala, Il Faro lo ha incontrato. Lo ha fatto insieme, ad uno dei dirigenti storici delle Stelle Marine, Piero Bartoloni. Memoria autentica di tutti i protagonisti del parquet. Fonte di informazioni statistiche e sportive.

Don Lotti racconta come è avvenuto lo sviluppo strutturale del Pala Assobalneari. La casa delle Stelle Marine. Lui che ha visto nascere, sin dai primi anni, questa realtà importante del territorio del X Municipio di Roma : “Abbiamo costruito la palestra – esordisce – avevamo il campo ricoperto, da una specie di tettoia. Dal 1975 invece – continua – siamo entrati in modo definitivo, all’interno di questo meraviglioso impianto, dove è stato sviluppato, il discorso dei giovani”.

Tiene particolarmente a questo lato umano delle Stelle Marine, Don Lotti. Lo fa con molta attenzione e molta passione. Fino al 2014, ha prestato la sua esperienza, a questa squadra. Non solo come sacerdote, ma anche come semplice persona. In ascolto, delle tante esigenze, materiali e spirituali, di questo gruppo. Continua a raccontare, Don Lotti : “Lo sport tiene lontano, da tante distrazioni strane. Abbiamo profuso entusiasmo, come vissute tante gioie, insieme a qualche delusione e tristezza”. Il suo pensiero in questo caso, va a coloro che al Cinquantenario, non hanno potuto partecipare, fisicamente. Ma che, nella mente e nel cuore di tutti, ci sono stati : “Nel corso degli anni – spiega Don Tonino – è venuto a mancare qualcuno. Tanti giovani che erano qui con noi e che abbiamo voluto ricordare, alla Santa Messa, del 29 maggio”.

Anche lui, presente. In quell’occasione. In piedi sull’altare, accanto al fondatore principale delle Stelle Marine, Don Renato Pucci. Due cuori pulsanti biancoverdi. Due padri. Due stelle polari, oltre che storicamente, “marine”: “E’ stata un’esperienza bellissima – racconta serenamente, il sacerdote del Pala Assobalneari e continua – questa è una festa straordinaria”. Si guarda intorno, mentre parla e facendo riferimento non solo alla felicità espressa, dai presenti ed invitati alla cena, ma anche all’atteggiamento che per anni, si è mostrato all’interno delle Stelle Marine, sottolinea : “Spero che questo spirito così bello, così amicale e familiare, possa continuare a vivere, in questo gruppo”.

Anche Don Lotti tuttavia, non manca di descrivere quale possa essere stato per lui, l’episodio più emozionante, delle sua vita sportiva, vissuta, sotto il tetto del Pala Assobalneari. Anche lui dunque, torna ad una partita particolare. Quella della trasferta romana, contro il San Paolo, durante la stagione ‘81/’82 : “Abbiamo vinto solitamente, una partita che nello sport, non si vince”. E quello di cui parla, Don Lotti, è significativo. In inferiorità numerica, infatti, non si può uscire vive, da una gara combattuta, fino all’ultimo secondo. Normalmente. Ma non per le Stelle Marine. Racconta, ancora : “Siamo rimasti in tre contro cinque e abbiamo vinto”. 

Conclude il suo intervento Don Lotti, spiegando che nel suo ruolo sacerdotale, non ha pesato molto, con il discorso religioso, nella vita sportiva, della società. Tuttavia, essendo essa strutturata e animata, da persone, la storica figura delle Stelle Marine non ha potuto prescindere, dalla sua mansione spirituale : “Il mio ruolo, portava le persone, in termini molto confidenziali, a venire da me. A parlare dei loro problemi, con me – sottolinea – però, più che una catechesi, era un rapporto umano, dove si trasmettevano i valori – e conclude Don Lotti, convinto – i veri valori con contano”.

Dopo di lui, anche Piero Bartoloni torna a ricordare, quella storica partita, dallo straordinario risultato finale : “All’epoca, questa squadra del San Paolo era una potenza, nel basket femminile giovanile”. Ex atleta e dirigente, degli anni ’70 biancoverdi, Piero ha avuto la fortuna di accompagnare l’esperienza sportiva delle campionesse delle Stelle Marine, di quella stagione conclusa, in maniera sorprendente. Lui stesso lo spiega : “L’anno finì con quella partita che è entrata nella storia delle Stelle Marine”. Una rivincita per le ragazze, che nei due anni precedenti, erano state sempre sconfitte, da questo quintetto romano. 
La partecipazione in questa splendida avventura, era arrivata grazie allo speciale invito di un amico, come Bartoloni racconta : “E’ capitato che un vecchio amico, Patrizio Riga, mi ha chiesto di accompagnare la squadra. Una squadra di ragazze. Un bel gruppetto”.

Un quintetto importante, che durante l’incontro contro il San Paolo, fu messo a dura prova : “Le ragazze giocarono anche un po’ contro se stesse. Contro la paura – spiega la memoria storica della società e continua – furono raggiunte in pareggio, due volte. La prima allo scadere dei tempi regolamentari e la seconda, durante gli attimi conclusivi, del secondo supplementare”. E’ in questo periodo di gioco, che combatterono sul parquet, in tre contro cinque : “Le voglio ricordare e nominare, furono grandi : Rossella Santagata, Alessandra Tamburini e Barbara Liberino”. 

Come Piero racconta, nacque un grande ciclo sportivo di successi continui, da questa squadra. Un quintetto, che poi ha fatto la storia delle Stelle Marine, partendo dall’incontro contro il San Paolo : “Vincemmo di un punto, in maniera incredibile”. Le ragazze protagoniste di questa partita a Testaccio, come ha raccontato a Il Faro, anche Cinzia Chieppa, una delle atlete presenti in quell’occasione, raggiunsero le finali nazionali. Bartoloni racconta : “La squadra composta da queste atlete ha contribuito alla promozione in serie A. un’esperienza fantastica”.

Come nei discorsi dei suoi tantissimi e commossi amici delle Stelle Marine, anche il dirigente ed ex atleta degli anni ’70, ci tiene particolarmente a sottolineare uno speciale discorso, che tuttavia è abituale nel mondo dello sport. Per uno sport, come la pallacanestro, che trasmette tanto, a chi lo respira quotidianamente : “Mi piace ricordare che ho prestato qualche ora della mia vita, alle Stelle Marine, ma ne ho avuto in cambio, delle emozioni straordinarie. Comprese quelle di questa sera – spiega, facendo riferimento alla cena di gala e ai tanti protagonisti, presenti.

E conclude –  ho provato un’emozione grandissima”. Solo immense emozioni, sotto il canestro biancoverde. Ai piedi della Cupola di Regina Pacis, a pochi passi dal mare. 

Alessandra Giorgi

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