Seguici su

Cerca nel sito

Tania Cagnotto diventa leggenda. Oro mondiale a Kazan

La tuffatrice più grande di tutti i tempi conquista il suo primo titolo mondiale, ad un anno dalle Olimpiadi di Rio

Più informazioni su

Il Faro on line – Forse il momento più bello di tutta la finale, è stato quello. Tutti intorno a Tania, ad aspettare. Anche insieme al suo papa’ e allenatore. Il grande Giorgio Cagnotto. 
Quando già tutti i tifosi italiani festeggiavano il suo splendido oro, lei ancora non lo sapeva. Lo ha fatto poi, in quell’istante. Quando il suo viso di ragazza ha visto la storia. E scritto sul tabellone, lassù in cima, prima di quelli altisonanti e giganti cinesi, c’era il suo. Il primo oro mondiale, finalmente.

Ma il talento di Tania, espresso in tanti anni di straordinaria carriera, tranquillizzava i suoi ammiratori. Prima o poi, lo avrebbe fatto. E’ arrivato sotto il cielo di Kazan, la sua ultima competizione mondiale. Conquistata, al suo ultimo tuffo, da un metro. Quello dell’uno e mezzo rovesciato carpiato. Uno scivolare perfetto il suo, in acqua. Elegante, determinato e a fil di bollicine. Tante volte, l’acqua la ripagata del suo dono dello sport, al mondo. Otto per lei, i Mondiali disputati, nei quali spiccano, le 4 medaglie di bronzo e le 2 d’argento raggiunte. Queste ultime, messe al collo, due anni fa a Barcellona. La prima vinta, nel suo bellissimo trampolino di un metro e la seconda, conquistata nel sincro, insieme all’amica di sempre, Francesca Dallapè. Splendida campionessa del Centro Sportivo Esercito. Il secondo in questa specialità, dopo Shangai 2011.

Tania, la leggenda dei tuffi, è salita sul gradino più alto del podio. La migliore al mondo. E quella medaglia, l’ha sancito con il suo timbro. Un metallo pesante, mostrato con orgoglio e tanta commozione. Non riusciva a trattenere le lacrime, la campionessa delle Fiamme Gialle, al suonare dell’Inno azzurro. Quanti pensieri dentro al suo cuore. Quante immagini nella sua mente. E tutte colorate di blu, come le migliaia di piscine da lei nuotate, respirate e tuffate. E tutte di colore azzurro. Come la divisa dell’Italia che lei da sempre, ha portato, in giro per il mondo. Con essa, anche quella gialloverde, ha sempre mostrato con orgoglio e ha ringraziato la Guardia di Finanza, nelle sue dichiarazioni post gara, su Raisport 1. Ma anche altre parole, per lei, a caldo, dichiarate con gli occhi lucidi, ai microfoni della Rai : “E’ un sogno che si avvera. Sono al settimo cielo”. 

La qualifica olimpica era già arrivata per Tania, proprio grazie alla vittoria agli Europei di qualche settimana fa, a Rostock, dall’altezza dei 3 metri singoli. La bolzanina aveva registrato il suo 16esimo oro europeo assoluto, tra i 17 messi a segno. E ha visto apparire la bandiera a Cinque Cerchi, là sotto. Sul fondo della piscina. L’appuntamento atteso è quello. Rio 2016. E lei lo sa. Quello a cui tutti i campioni aspirano, per entrare in modo definitivo nell’olimpo dello sport : “Ho sempre messo sullo stesso piano, vincere un mondiale e una medaglia olimpica. Volevo raggiungere uno di questi due obiettivi e finalmente, è successo”. In questo modo, vengono riportate le sue dichiarazioni, post oro mondiale, sul sito ufficiale della Federazione Italiana Nuoto, che a Kazan, registra la terza medaglia vinta. La prima d’oro. 

Tania Cagnotto è una leggenda. Lei, sempre presente. E quell’espressione felice e stupita, di ragazza semplice, mostrata in diretta televisiva, nel caldo pomeriggio italiano, del 28 luglio scorso, sarà sempre ricordato. Le sue mani sono andate a coprire i suoi occhi, che piangevano di gioia. E la magia del cuore di un atleta si è aperta al mondo, mostrando il suo essere interiore. E’ così lo sport ed è in questo modo, che i suoi campioni, per sempre restano nella memoria. Come la splendida emozione, da Tania, regalata a tutti i suoi tifosi.

Resta quel trampolino da un metro adesso, solitario e immobile. Lo fa, dopo la vittoria e quel punteggio di 310,85, che la Cagnotto ha segnato, solcando una strada lunghissima, sulle performance delle cinesi. La prima donna italiana a vincere l’oro mondiale, dopo quelli conquistati da Klaus Dibiasi, nel 1973 e nel 1975. 
E la storia si scrive ancora.

Alessandra Giorgi

Più informazioni su