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Crz: “Incendio alla pineta di Focene, fuoco avvelenato”

Il Comitato Rifiuti Zero: "Il Sindaco che parla di dolo su chi ritiene di poter puntare il dito stavolta?"

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Il faro on line – “E’ un fuoco avvelenato quello che ha distrutto la pineta di Coccia di Morto,  un’area di massima protezione dentro la Riserva del Litorale, a totale inedificabilita’, classificata sito di interesse comunitario, un polmone verde stretto fra i cumuli di rifiuti di via del Pesce Luna e le piste dell’aeroporto, assediato da un futuro che prevede 800.000 metri cubi di cemento collegati al porto commerciale” – affermano in un comunicato i portavoce del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino

“Sono anni – prosegue il Comitato – che quella pineta veniva presa di mira, dava fastidio al decollo degli arei (anche se i piloti dicono che non sia vero), dava fastidio al porto, dava fastidio agli interessi di Adr ed ad un certo modo di intendere lo sviluppo di questo nostro territorio”.

“Se si scorre la cronaca  degli ultimi anni – continuano i protavoce del Comitato – troviamo decine di roghi di dubbia origine, tagli di alberi, interventi del Tar, denunce e ricorsi. I pini piantati nei primi anni del secolo scorso e che erano riusciti a resistere a questi numerosi attacchi sono stati distrutti da quest’ultimo rogo sviluppatosi dai cumuli di rifiuti abbandonati su via di Pesce Luna. Riifuti di ogni tipo e quindi rogo avvelenato di diossina, fumi e polveri tossiche”. 

“Quante sono state le vittime di questo rogo? Nessuno ne parla, – incalzano dal Comitato – come per il disastro del kerosene di Eni si è alzato subito un gran polverone, il Sindaco stesso ha subito riconosciuto l’evidente gravità della situazione e parlato di dolo. Ma se per il kerosene il dito fu subito puntato sui ladri di carburante anzichè sull’Eni proprietaria dell’oleodotto colabrodo, per questo rogo su chi potrà essere puntato il dito se non sull’incuria colpevole con cui viene trattato il territorio?”

“Chi deve fare in modo che le strade, i fossi, i campi non si trasformino in discariche abusive, che le aree verdi, sia pubbliche che private, vengano curate e manutenute a dovere?  – continuano a chiedersi i portvacoe del Comitato Rifiuti Zero – Il Sindaco che parla di dolo su chi ritiene di poter puntare il dito stavolta? I cumuli di rifiuti su via del Pesce Luna non sono emersi dal nulla l’altro ieri, le sterpaglie secche, la presenza di impianti pericolosi, del parcheggio a ridosso della pineta…”.

“Sono tutte situazioni – afferma il Comitato –  che chiamavano il disastro che si è verificato. Sono giorni e giorni che nel territorio comunale scoppiano incendi di piccole e medie dimensioni, i rifiuti sparsi ovunque, poi, facilitano la combustione”.

“Ogni fine settimana – concludono i portavoce del Comitato – le località del litorale vengono prese d’assalto dai turisti romani, le auto fanno file chilometriche per finire parcheggiate in aree del tutto prive di qualsiasi sistema di prevenzione incendio, a ridosso della macchia mediterranea, della Riserva, dei campi incolti coperti di sterpaglie. Non vogliamo essere allarmisti, vogliamo soltanto sottolineare che certe tragedie non arrivano come fulmini a ciel sereno, possono essere evitate od almeno se ne possono limitare gli effetti devastanti”.

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