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Il “Bike sharing”: un cittadino si accorge di…. 

Bike Ladispoli, Sasso: "Servizio oppure spreco di denaro pubblico?"

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Il Faro on line – Riceviamo e pubblichiamo da un cittadino di Ladispoli: “Non tutti sono a conoscenza della delibera n. 138 del 14-07-2015 con cui l’Amministrazione Comunale di Ladispoli rinnova la convenzione Bike Sharing con un privato (soc.Fi.Bi. srl Cicli De Simone) dopo la non certo positiva esperienza di questi anni passati. Questo in sintesi e’ stato il servizio dal 2011 ad oggi: il gestore privato del servizio ha installato 4 postazioni (piazza G. Falcone, Stazione, Cerreto, Palo Laziale) ognuna delle quali ha (aveva) 4 biciclette a disposizione degli utenti” – lo dichiara Rosario Sasso.

“All’utente – prosegue Sasso – dietro pagamento di una cauzione di euro 20, è stata consegnata una chiave personalizzata ed univoca (numero identificativo) la quale viene inserita per prelevare la bici, la chiave rimane attaccata allo stallo e l’utente è costretto a riportare la bici esattamente nel posto dove l’ha prelevata. Questo servizio è stato finanziato dal Comune di Ladispoli (almeno 20.000 euro l’anno) per la manutenzione etc. Peccato che come tutti avranno notato spesso le bici erano ridotte in condizioni pietose, parcheggiate sotto la pioggia, adesso addirittura introvabili (provate a trovarne una nello stallo a 10 metri dall’ingresso del Comune)”. 

“Quindi – precisa Sasso – con il nuovo contratto (sempre finanziato da noi cittadini) cambierà qualcosa? Sono previste nuove postazioni di bici, il servizio sarà a pagamento (l’utente dovrà sborsare 35 euro per 6 mesi), quali cambiamenti? Non mi pare cambi qualcosa circa la possibilità, come avviene in tantissimi altri posti, di poter lasciare la bici in una qualsiasi postazione presente in città. A questo punto perché non si valuta la possibilità, come avviene in altre realtà, di avere un servizio a pagamento ma un servizio efficiente (bici ben manutenute, possibilità di parcheggiarle in tutte le postazioni, la prima ora gratis e le successive a pagamento)? Non sarebbe un modo per sviluppare un turismo di qualità? Dare la possibilità al turista di godersi la città passeggiando, magari con la creazione di altre piste ciclabili? Mi chiedo – conclude Sasso – se il Comune di Ladispoli, al di là delle buone intenzioni e dei proclami, abbia mai avuto l’intenzione di una politica del traffico “a misura d’uomo” come avviene in tantissime città dove la bici è più utilizzata rispetto alle auto che inquinano?Infine come mai non si ha nessuna notizia in merito a questi cambiamenti? Forse il Comune ed il gestore sono in vacanza oppure non hanno interesse ad informare, correttamente, i cittadini? Per la cronaca il sottoscritto ha riconsegnato la chiave al gestore ritirando la cauzione di euro 20”.

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