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Un consiglio: mai più un Consiglio così

Sul Bilancio, maggioranza e opposizione hanno mostrato entrambi i propri limiti

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Il Faro on line (Appunti di viaggio) – Nell’ultimo consiglio comunale la politica locale ha mostrato tutti i suoi limiti, da una parte e dall’altra. Sul piatto c’era il pezzo forte dell’attività amministrativa, il Bilancio. Lo strumento cioè dove si chiarisce qual è la posizione finanziaria del Comune, quanto si potrà spendere e su quali voci. E’ uno dei pochi momenti della vita amministrativa dell’Ente in cui ogni singola voce, ogni singolo assessorato, ogni aspirazione al miglioramento della qualità della vita dei cittadini vengono interessati.

Certamente è uno di quei momenti dove la discussione si fa più viva, più aspra, dentro la maggioranza e con l’opposizione. Ciò che da cittadino ti aspetti è ovviamente che si decida per il meglio, ma dato che (quasi) ciascun cittadino ha votato per l’uno o per l’altro schieramento, è innegabile che ci siano delle aspettative anche rispetto ai singoli schieramenti.

Aspettative deluse sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. E mi spiego. Dall’opposizione ci si poteva ragionevolmente aspettare che, in sede di discussione, non solo si votasse contro ma si scoperchiassero altarino per altarino – se mai ce ne fossero stati – quelle voci di spesa ritenute improprie, insufficienti, mal destinate. Era quello il momento per denunciare, mettere a verbale, inchiodare la maggioranza a delle responsabilità che – magari – non tutti si sarebbero assunti alla luce delle evidenze uscite dalla discussione in aula. Invece nulla.

Dalla maggioranza ci si sarebbe aspettato di arrivare al voto finale avendo già superato ogni diversità di vedute nelle riunioni che precedevano il consiglio comunale, in modo da arrivare coesi al voto finale. Non foss’altro perché in questi mesi passati lo slogan del “bilancio partecipato” è stato un mantra. Ma quale “partecipazione” ci può essere se si arriva al voto spaccati? Il fatto che la minoranza non fosse in aula ha reso ancora più evidente questo corto circuito: le diverse sospensioni effettuate per discutere sostanzialmente “in casa”, hanno dato da pensare. Senza l’opposizione in aula, avrebbe dovuto filare tutto liscio come l’olio, e invece così non è stato.

Peraltro, l’assenza di contraddittorio ha portato i presenti ad una rapida esposizione del contenuto in discussione, quasi fosse un passaggio di routine per addetti ai lavori. In realtà, l’assise consiliare è l’alveo dove spiegare alla città il proprio futuro, con le parole più chiare e comoprensibili. Varrà la pena ricordarselo la prossima volta.

Ora arriva Ferragosto, e anche la politica locale tira i remi in barca. Il tempo che passa da qui a settembre, però, potrebbe servire  a maggioranza e opposizione per ripensare le proprie strategie. Non tanto per prevalere l’uno sull’altro né per fare pulizia interna, ma per essere maggiormente utili – ognuno col proprio ruolo – alla crescita della città. Come detto all’inizio, da una parte e dall’altra.

Angelo Perfetti

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