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Assalto Saraceno, l’assessore D’Antò: “Una polemica da campagna elettorale”

Piendibene e Stella: "D'anto mistifica l'assenza di supporto all'Assalto Saraceno come una volontà di non mettere un cappello del M5S alla manifestazione"

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Il Faro on line – “L’amministrazione Comunale non ha colto il nostro invito a seguire l’esempio della Pro Loco, vista la stizzita replica dell’assessore D’Anto’, evidentemente la nota di ieri deve aver toccato un nervo scoperto. Tuttavia ci bastano poche righe per rendere risibili le giustificazioni addotte dal membro della Giunta: D’anto mistifica l’assenza di supporto (economico, logistico e organizzativo) da parte dell’Amministrazione Comunale all’Assalto Saraceno come se fosse stata una precisa volontà di non mettere un cappello del Movimento 5 Stelle alla manifestazione” – lo dichiarano i consiglieri del Partito Democratico Marco Piendibene e Rita Stella. 

“Forse D’Antò – proseguono i consiglieri – pensa che un contributo economico del Comune gli avrebbe consentito di issare le bandiere pentastellate a contornare l’evento? Non riesce a distinguere il ruolo di Assessore (di tutti i cittadini…) da quello di uomo di partito? Troppo facile tirarsi fuori dagli oneri e poi, se tutto va bene, condividere gli onori…. Fa sorridere la scusa della mancata richiesta dei fondi Arsial che sarebbe stata concordata con i comuni firmatari del protocollo d’intesa per l’Etruria Meridionale…
Intanto perché tra i tanti comuni assegnatari di quei fondi ci sono alcuni dei comuni che D’Anto cita a sproposito e poi, visto che le bugie hanno le gambe corte, fa sorridere rileggere la dichiarazione rilasciata dall’Assessore ad un quotidiano locale dove candidamente afferma, evidentemente a caldo, che quel bando gli era sfuggito…”.

L’Assessore D’Antò. “Mi sarei aspettato di tutto tranne un attacco all’Amministrazione sulla riuscita dell’Assalto Saraceno. Leggo con stupore la preoccupazione dei Consiglieri Piendibene e Stella per il ritorno alla ribalta, dopo inspiegabili anni di assenza, di manifestazioni storiche come i carri di Carnevale e l’Assalto Saraceno. Sempre attenti all’opinione pubblica hanno forse temuto che il ritorno dei due eventi potesse essere associato al MoVimento Cinque Stelle”.

“In occasione della presentazione dell’Assalto Saraceno l’Amministrazione comunale, – prosegue l’Assessore – come già avvenuto per il Carnevale, ha sottolineato l’intenzione di non voler mettere il cappello su manifestazioni che appartengono alla città e non certo a qualche forza politica. Anzi approfitto di questa occasione per ringraziare i tanti civitavecchiesi che si sono dedicati con impegno alla riuscita di una bella tradizione per la nostra città”.

“Questo tentativo di strumentalizzazione – continua D’Antò – mette ancora una volta in evidenza la differenza tra chi lavora per il bene della collettività e chi invece vive in una perenne campagna elettorale”.

“Per quanto riguarda i finanziamenti per la promozione all’Expo sarebbe bastato chiedere ai Comuni firmatari del Protocollo d’Intesa dell’Etruria Meridionale perchè nessuno di loro si è presentato al bando. I consiglieri avrebbero di certo compreso la ragione della rinuncia a partecipare singolarmente, poiché gli stessi Comuni si sono infatti uniti in un progetto condiviso, dotato evidentemente di maggiore forza e impatto. Basterebbe guardare con interesse alle iniziative dell’attuale Amministrazione per cogliere ad esempio la presenza di un Consigliere della Città Metropolitana, tra l’altro del Pd, che in occasione della Maratona del mare Venezia – Montecarlo è venuto ad illustrare il successo del brand Etruria Meridionale e della guida inviata insieme all’Expo”.

“Tra l’altro – conclude l’Assessore – proprio ieri abbiamo presentato il Buon Pescato, un progetto di promozione del nostro territorio finanziato con fondi Europei.Ai Consiglieri Piendibene e Stella suggerisco di mettere in pratica un’opposizione costruttiva dedicando magari il loro tempo a promuovere le tante bellezze che la nostra città è in grado di offrire e che fino ad oggi sono state sottovalutate”.

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