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Rifiuti, Fare Verde: “No a nuovi inceneritori. Sit in di protesta”

Fare Verde Onlus: "Con la scusa dell'interesse nazionale, si fanno scelte in contrasto con la tutela dell’ambiente e della salute umana"

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Il Faro on line – “Il 9 settembre, alle ore 10, Fare Verde sara’ in piazza Montecitorio, in concomitanza con la conferenza Stato-Regioni, per protestare con le altre associazioni contro il progetto del Governo Renzi di costruire 12 nuovi inceneritori di rifiuti”.
Fare Verde annuncia la mobilitazione generale contro il provvedimento governativo che prevede la costruzione di 12 nuovi inceneritori: due in Toscana e in Sicilia, uno a testa in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo e Puglia. Dodici nuovi impianti che vanno ad aggiungersi ai 42 già funzionanti e ai sei autorizzati ma ancora in costruzione”.

Con questi impianti saranno bruciate ulteriori 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti, il 37% in più rispetto ad oggi. Il 29 luglio scorso, il governo Renzi ha inviato alle Regioni la bozza di decreto legislativo che attua quanto previsto nell’inquinante Decreto Sblocca Italia e cioè la costruzione di 12 nuovi inceneritori che per il governo Renzi sono infrastrutture e insediamenti strategici di interesse nazionale.

“È la stessa tecnica usata per la Tav, le trivellazioni petrolifere e gli impianti di stoccaggio del gas – dichiara Fare Verde – con la scusa dell’interesse nazionale e di motivi economici, si pongono in essere provvedimenti in contrasto con la tutela dell’ambiente e della salute umana. Il Parlamento Europeo, lo scorso 9 luglio ha invitato con una risoluzione tutti gli stati membri a estrarre fino all’ultimo grammo di materiale riciclabile dalla massa dei nostri rifiuti. Esattamente quello che Fare Verde chiede almeno venti anni: ridurre la produzione di rifiuti, riusare il più possibile e riciclare”.

L’obiettivo del Parlamento Europeo è molto pragmatico: assicurare la competitività delle imprese europee approvvigionando l’industria con materiali riciclabili estratti dai nostri scarti invece che con materie prime importate dall’estero a costi sempre crescenti. Per l’Italia, seconda realtà manifatturiera d’Europa, si tratta di agire su un flusso di 2,4 miliardi di tonnellate di materiali ogni anno, con un enorme vantaggio in termini di riduzione dei costi e aumento della competitività.

“Per il governo Renzi, invece, l’importante è bruciare più immondizia possibile – conclude Fare Verde – una scelta altamente inquinante e antieconomica: con la raccolta differenziata dei rifiuti si aumenterebbe l’occupazione e anche bruciandoli, il 25% del peso dei rifiuti inceneriti andrebbe comunque in discarica, senza contare l’inquinamento dell’aria e i gravi danni per la salute pubblica provocati da questi impianti”.

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