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Enac: “Dal 2012 abbiamo svolto una puntuale azione di verifica degli investimenti”

Enac: "Solo dal 2012 si è prevenuti all'approvazione del contratto di programma tra Enac e Adr"

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Il Faro on line – “Gia’ nel 2003 l’Enac aveva proceduto con la stipula del contratto di programma con Aeroporti di Roma, contratto mai entrato in vigore in quanto bloccato dai governi in carica nel corso degli anni, a causa della legge sui cosiddetti requisiti di sistema che aveva, infatti, modificato il quadro giuridico preesistente. Solo nel dicembre del 2012, con il Governo Monti, si è prevenuti all’approvazione del contratto di programma tra Enac e Adr nel quale sono contenuti sia gli aspetti tariffari che gli investimenti infrastrutturali che la concessionaria si è obbligata a realizzare per contodello Stato”. Lo precisa l’Enac in una nota in riferimento adalcuni articoli di stampa.    

“Da quel momento – aggiunge la nota -, l’Enac ha sempre svolto una puntuale azione di verifica e monitoraggio di quanto previsto nel contratto che dal 2012 al 2015 ha visto investimenti per complessivi 500 milioni di euro, con la realizzazione, tra le altre, di opere quali: rifacimento pista di decollo 2, pista 3, ampliamento piazzali aeromobili, controlli di sicurezza e, in corso di realizzazione, il Molo C e avancorpo T3.   
In generale, l’Enac ricorda che fino al 2014 ha avuto anche compiti istruttori sulla definizione degli aspetti tariffari del singolo aeroporto tramite i contratti di programma da approvarsi da parte degli organi vigilanti. Inoltre, anche prima dei contratti di programma ha avuto con un ruolo primario edesclusivo, sempre attuato dall’Ente, per gli investimenti connessi con la sicurezza del volo”.   

“Ad oggi la competenza tariffaria è stata ricollocata nell’ambito delle funzioni precipue dell’Autorità dei Trasporti, permanendo ad Enac la funzione di approvazione e vigilanza sui piani di investimento degli aeroporti. E in tale contesto – conclude l’Ente – è stato possibile in questi anni svolgere le funzioni di vigilanza sugli investimenti unicamente nei confronti di quegli aeroporti dotati di tale strumento di regolazione”. 

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