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‘Capocotta deve continuare a vivere’: la petizione sostenuta anche da Legambiente

Legambiente: "Quindici anni di gestione per la riqualificazione e ora il rischio del degrado"

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Il Faro on line – Un gruppo di cittadini ha inviato al sindaco Ignazio Marino e al Consiglio Comunale di Roma Capitale la petizione ‘Capocotta deve continuare a vivere’, in cui si chiede lo stop alla sfratto dei chioschi che si trovano sul litorale perché il rischio e’ quello di tornare ”Ad uno stato di abbandono e degrado”. Petizione che ha incassato nei giorni scorsi il sostegno anche di Legambiente Lazio.

“Sebbene l’esperienza degli ultimi quindici anni di gestione – si legge nel comunicato di Legambiente – sia stata determinante nella riqualificazione turistica ed ambientale dell’intero sistema dune – spiaggia di Capocotta, c’è il rischio imminente che si ritorni ad uno stato di abbandono e degrado. In modo particolare si sottolinea come Capocotta abbia rappresentato, in questi anni, un’esperienza nel corso della quale, gestori e frequentatori insieme, hanno dimostrato come sia possibile coniugare la fruizione di un’area di grande pregio con la sua tutela, a costo zero per la cittadinanza e per l’Amministrazione che ha piuttosto potuto incamerare anche un canone di locazione”.

Al fine di evitare tutto ciò, la petizione chiede: ”La sospensione del provvedimento con il quale il Comune di Roma ha annunciato di volere procedere alla riacquisizione delle unità di servizio comunali collegate alla balneazione del sistema dune-spiaggia di Capocotta; la proroga delle attuali attività di gestione fino ad avvenuto espletamento di una gara pubblica per l’individuazione di soggetti idonei alla gestione dell’area; la concessione della proroga legale della concessione agli attuali gestori fino al 2020, così come è avvenuto per i concessionari degli stabilimenti balneari”.

Nel documento vengono evidenziati gli indiscutibili miglioramenti dello stato di salute delle dune di Capocotta ottenuti grazie all’impegno degli attuali gestori e i vantaggi raggiunti in termini di sicurezza, pulizia e servizi, rispetto alla situazione preesistente, caratterizzata da degrado e illegalità. La chiusura delle attuali esperienze, senza che siano stati individuati tramite una regolare gara, nuovi gestori, metterebbe a rischio l’integrità del patrimonio naturalistico, delle strutture di proprietà comunale e la sicurezza dei frequentatori della più estesa spiaggia libera del litorale romano. 

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