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Epatite A, sanità allo stremo: la Asl ha un solo medico di profilassi per 300.000 abitanti

Summit con i genitori. Esce un dato: su 120 famiglie allertate, solo 37 hanno accettato di vaccinarsi

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Il Faro on line – Si è tenuta ieri, presso la Sala Consiliare, la riunione sul caso di diffusione dell’epatite A nella scuola comunale dell’infanzia “Lo Scarabocchio”, richiesta dai genitori in una lettera aperta al Sindaco. All’incontro hanno partecipato l’assessore Calicchio; la Trovarelli, responsabile dell’ufficio scuola; il direttore sanitario del distretto di Fiumicino, dott.ssa Elisa Gullino; il dott. Labriola e la dott.ssa Reggiani del Dipartimento di Prevenzione della Asl RmD; la dott.ssa Stivani responsabile del servizio infermieristico della Asl RmD.

Il Faro on line era presente, e ciò che proponiamo è una sorta di “minuto per minuto” di un summit di particolare importanza per la collettività, dove sono uscite fuori notizie anche inaspettate. Come il fatto che dopo la sollecitazione della Asl solo 37 famiglie su 120 abbiano accettato di vaccinarsi, o come la notizia choc del medico di profilassi per le malattie infettive: un solo dottore per 300.000 abitanti.

Entriamo nel dettaglio

L’assessore Calicchio
“Per quanto riguarda il Comune, tutto quello che poteva essere fatto è stato fatto. Il nostro compito era quello di chiudere la scuola e informare i genitori per evitare il contagio. Dal primo caso accertato è stato messo un avviso per i genitori in bacheca ed è stata chiesta una pulizia più a fondo. Questo era quello che potevamo fare in base alle procedure” – queste le parole con cui l’assessore Calicchio ha aperto l’incontro, chiesto dai genitori al Sindaco, sul caso di diffusione dell’epatite A nella scuola comunale dell’infanzia ‘Lo Scarabocchio’.

La dott.ssa Gullino
Presente, all’inizio dell’incontro, anche la Dott.ssa Elisa Gullino, direttore del distretto Asl RmD Fiumicino: “Vogliamo garantire lo screening a tutti i 120 bambini della scuola. Abbiamo preso accordi con l’Ospedale Bambin Gesù e nei prossimi giorni comunicheremo la procedura ai pediatri”.

Il dott. Labriola
“Sono l’unico medico in profilassi delle malattie infettive su un territorio di 300mila abitanti e con più di un centinaio di scuole tra pubbliche e private – è stato lo sfogo del Dott. Labriola, del Dipartimento di prevenzione della Asl RmD – che ha fatto il punto sul decorso degli eventi. “Sono in totale 22 i casi di epatite A conclamati, di cui 15 riguardano i bambini e 7 i genitori. La comunicazione del primo caso di epatite A che ci è stato comunicato dall’Ospedale Bambin Gesù è arrivata in data 6 giugno – ha spiegato il dott. Labriola -. Ci siamo attivati con una comunicazione all’ufficio scuola, in merito alle informazioni sulla malattia e alle relative raccomandazioni e abbiamo attivato la sorveglianza sanitaria. Dopo circa un mese, il 7 luglio ci è pervenuta dall’Ospedale Bambin Gesù la comunicazione del secondo caso di epatite A, che ha fatto scattare il provvedimento essenziale per legge che è la vaccinazione. Su 120 famiglie solo 37 hanno accettato di fare la vaccinazione”.

I genitori degli alunni
Tante le domande e i dubbi posti dai genitori: Perché non è stata fatta la prevenzione subito dopo il primo caso? – Il primo caso c’è stato il primo giugno e ci si è attivati solo dopo 5 giorni, mentre per il secondo caso, che c’è stato il 22 giugno, ci si è attivati il 7 luglio, di chi è la colpa? – Quanta precauzione c’è stata fino alla chiusura della scuola? – Non c’è stata nessuna informazione ai pediatri… – la situazione è stata gestita in modo approssimativo, attivandosi nei tempi giusti si sarebbero evitati dei casi? – Cosa è stato fatto a tutela dei bambini che torneranno a scuola? – La situazione è stata mal gestita, siamo garantiti? ….

Le conclusioni
Le risposte del dott. Labriola hanno chiarito ai genitori che, in merito ai ritardi che si sono avuti dalla data di accertamento della malattia a quella di attivazione della Asl, per quanto riguarda i primi 2 casi, sono dovuti ad un ritardo di comunicazione da parte dell’Ospedale Bambin Gesù, in quanto – ha precisato il dott. Labriola – noi come Asl possiamo attivarci solo dopo una comunicazione ufficiale, così come previsto per legge. 

In merito alle procedure attivate – il dott. Labriola ha tenuto a precisare che: “le nostre sono solo raccomandazioni previste per legge e, in quanto tali non sono un obbligo per i genitori, in particolare per quanto riguarda le vaccinazioni. Comunque è fondamentale attenersi scrupolosamente alle norme di igiene, soprattutto dare la massima importanza al lavaggio delle mani”.

L’incontro è terminato con l’assessore Calicchio che ha voluto tranquillizzare i genitori sulle misure adottate per la prossima apertura delle scuola: “Abbiamo disposto, in tutti i plessi gestiti dal Comune, una pulizia accurata e la disinfestazione del locali e dei giardini, lo stesso per i locali mensa e cucina. Inoltre, per le scuole materne, ho chiesto di reperire i fondi per l’acquisto di saponi disinfettanti”.
 
V.T. 

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