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Migranti: la marcia delle donne e degli uomini scalzi

Il Movimento Nonviolento ha raccolto anche per Fiumicino l'appello di Venezia e dà appuntamento a tutti alle 17:30 di venerdì a Piazzale Mediterraneo

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Il Faro on line – “Scalzi, silenziosi, con le bandiere della Pace e della Nonviolenza, esprimiamo con cartelli le ragioni della nostra presenza”. Con queste parole Daniele Taurino, responsabile del centro territoriale “Litorale romano” del Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, raccoglie l’appello lanciato a Venezia per la Marcia delle donne e degli uomini scalzi. Iniziativa che si sta moltiplicando in molte città d’Italia in contemporanea per l’11 settembre. Per Fiumicino l’appuntamento è alle 17:30 a Piazzale Mediterraneo. 

“Ci auspichiamo la partecipazione della cittadinanza e del mondo associativo – afferma Daniele Taurino -. Fiumicino è un territorio di frontiera con una forte presenza di comunità straniere nel tessuto sociale, ma dove la politica stenta a prendere una posizione chiara sia dal punto di vista culturale che degli interventi concreti. Noi invece diciamo che è arrivato il momento di decidere da che parte stare”. 


Per le adesioni alla marcia di Fiumicino contattare: nonviolenzaroma@gmail.com o il 3283736667

Riportiamo l’appello lanciato da Venezia da diverse personalità per una “marcia a piedi scalzi” che richieda il cambiamento delle politiche per i profughi.

È arrivato il momento di decidere da che parte stare.
È vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa.
Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.
Noi stiamo dalla parte delle donne e degli uomini scalzi.
Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere.
E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.
Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.
Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.
Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.
La Marcia delle donne e degli uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà.
E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie.
Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione delle ricchezze.
Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi.
In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.
Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.
Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino
Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

Primi firmatari
Lucia Annunziata
Don Vinicio Albanesi
Gianfranco Bettin
Marco Bellocchio
Don Albino Bizzotto
Elio Germano
Gad Lerner
Giulio Marcon
Valerio Mastrandrea
Grazia Naletto
Giusi Nicolini
Marco Paolini
Costanza Quatriglio
Norma Rangeri
Roberto Saviano
Andrea Segre
Toni Servillo
Sergio Staino
Jasmine Trinca
Daniele Vicari
Don Armando Zappolini
 

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