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Papa Francesco: il monito all’aiuto ai profughi ha due seguaci

Don Plinio e Don Roberto: "Un'immagine di aiuto reale ai tanti fuggitivi con l'aiuto dei parrocchiani"

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Il Faro on line – A poche ore dalle importanti parole di Papa Francesco da San Pietro che invita i Cristiani, le Chiese e le Strutture Religiose, ad accogliere almeno una famiglia tra poveri e migranti, soprattutto in quest’anno di Giubileo della Misericordia che e’ alle porte, arriva pronta la risposta… l’eccomi’ dovremmo dire in questi giorni dedicati a Maria, dei Parroci di San Nicola di Bari e di Stella Maris che rappresentano le Chiese Cristiane Universali del Territorio di Ostia Levante.

“Attenzione particolare alle famiglie, ai bambini, per una Scuola di tutti che non ceda alla colonizzazione ideologica e ai falsi miti del progresso – dichiara don Plinio di Stella Maris – e strutture docce per i poveri e i senza tetto, i profughi delle guerre – ci anticipa don Roberto Visier, di San Nicola – costruite proprio all’interno degli ambienti parrocchiali, organizzate dagli stessi fedeli”. 

“Che bella questa immagine che ci viene dalla Germania nella quale la gente accoglie chi fugge dalla guerra con canti e festa – esprime don Plinio all’omelia della Santa Messa dei ragazzi, circondato da tante famiglie, dai bambini e da molti ragazzi con chitarre, tamburi, flauto traverso e organo, tutti coordinati da altri stessi ragazzi più grandi che li hanno preparati a suonare insieme – preghiamo affinché in questi giorni dedicati a Maria, l’Immacolata Concezione e il Nome di Maria, riescano i nostri Politici e Governanti a fare scelte giuste. Preghiamo per l’accoglienza e anche per le decisioni in merito alla Scuola Pubblica che deve essere ‘sacrosanta’ per aiutare le famiglie, i papà e le mamme a crescere con grande responsabilità”. 

E in accordo con le intenzioni del Cardinale Agostino Vallini, vicario del Vescovo di Roma Papa Francesco, don Roberto sta predisponendo insieme al responsabile elemosiniere vaticano la costruzione di docce, proprio secondo l’esempio di Francesco in Piazza San Pietro.”È un servizio che faremo partire una volta a settimana – dichiara il Parroco di San Nicola, in Via Passeroni – e speriamo di riuscire nel periodo estivo di poterlo tenere attivo tutti i giorni grazie al prezioso aiuto di tutti i parrocchiani specialmente aiutati dalle dame di San Vincenzo.” 

È una Chiesa sempre più unita in Cristo quella del Territorio Ostiense che ci ricorda come la Fede Cristiana chiami all’azione, alle opere e nella prossimità, sul territorio, tra le strade, le piazze le case, mettendoci in guardia dalla tentazione di fuggire via a destra e a sinistra scappando dalla responsabilità in una dimensione tanto intimistica quanto comoda della religione. E’ una Chiesa semplice e forte della e nella sua praticità operativa e positiva che da una grande lezione di coraggio a quelle componenti politiche che da un lato non sanno che allontanare i problemi rispedendoli oltre il territorio nazionale esprimendosi con rabbia, dall’altro a quelle che si perdono nella complessità dei ragionamenti, delle utopie, delle parole troppo spesso fine a se stesse, degli slogan esprimendosi con sfiducia.  

Non si tratta di accoglienza indiscriminata quella di cui la Chiesa si fa portavoce ma ‘oculata, razionale, paziente, reale’. Non c’è posto per il ‘terrorismo’ comunicativo e per l’ansietà sociale, molto utile per veicolare i consensi politici di chi ha paura delle invasioni incontrollate  e incontrollabili, ma si ha la forza, nella Preghiera, di accettare la sfida epocale e organizzarsi, come sanno fare i Cristiani e gli Italiani, da sempre considerati da tutto il mondo, ‘brava gente’.  Sembra quasi di vedere subito applicata l’esortazione del Vescovo Ostiense Mons. Paolo LoJudice, pronunciata solo qualche settimana fa alla Chiesa Sant’Agostino Vescovo: “Dio è Amore in una dimensione Concreta, non può essere solo qualcosa di spirituale: bisogna fare, faticare, soffrire. Non basta vivere la Fede solo come esperienza di pratica religiosa. Questo anche Sant’Agostino lo sapeva, non si è risparmiato, è entrato nelle questioni, ha disputato con le filosofie, ha preso su di sé la responsabilità della croce”.

Don Paolo, come tutti lo contunuano a chiamare, già nella prossima settimana inizierà a partecipare ai Consigli Pastorali delle varie Parrocchie Locali per essere vicino ai Sacerdoti e testimoniare, con semplicità e concretezza, l’azione di unità cristiana che può ‘riscattare il territorio ostiense’ e aiutare chi bussa disperato alla porta della Chiesa di Cristo.

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