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Stelle Marine, Nando Racani: l’ideatore principale della nascita della Società

In un tempo post olimpiadi romane ha portato la pallacanestro ad Ostia

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Il Faro on line – Tra coloro che hanno avuto il privilegio di fondare la società delle Stelle Marine, lui è stato certamente, uno dei fautori principali. Se non, il protagonista assoluto. Il precursore, di tutti quelli che, grazie ad un grande amore per la pallacanestro, hanno vestito la casacca biancoverde. Lo ha incontrato durante la festa del Cinquantenario, Il Faro on line e Nando Racani, è ancora colmo di gioia e di entusiasmo, frutto, non solo dell’avvenimento storico, ma anche della partita svolta con gli ex atleti. Eredità della sua passione, per una squadra, che lui ha preso per mano, sin dagli inizi. Erano gli anni ’60.

L’Italia si risvegliava dai dolori della guerra ed incantata dalla magia e colossale energia e magnificenza delle Olimpiadi romane, si prestava allo stupore della rinascita.
Anche per la pallacanestro, era così. I Giochi di Roma avevano mostrato la bellezza del gioco delle squadre ospitanti. La finale olimpica tra Usa e Urss, aveva segnato la storia di questo sport e l’oro degli americani, conquistato al Palazzetto dello Sport dell’Eur, aveva fatto nascere tanti sogni, negli appassionati di questa disciplina sportiva.

Anche Nando aveva il basket nel cuore. E da questo amore ed in compagnia di alcuni suoi amici, come lui racconta, ha deciso di donare ad Ostia, alcuni anni dopo la manifestazione a Cinque Cerchi, una consistente fetta della sua passione, per la pallacanestro. Lo descrive in questo modo: “Mi piaceva particolarmente la pallacanestro. Erano le prime volte che si vedeva in televisione”. Mentre il leggendario fondatore delle Stelle Marine, si racconta, la palestra è vuota. Guarda di fronte a sé e ricorda un tempo in cui, tutto quello che ora, esiste, all’ombra della Cupola di Regina Pacis, non c’era.

Continua a raccontare: “Era il 1964. Io giocavo dall’anno prima, dal 1963”. Militava con la Ussi Olimpia dell’Eur, il giovane Nando, ma sperava di giocare in riva al mare. Come abitante di Ostia. Ecco, dunque, che venne l’idea di creare qualcosa che potesse divulgare i valori del basket, anche sul litorale romano: “Qui ad Ostia, avevo alcuni amici e decidemmo di utilizzare alcuni spazi utili, nell’ambito della Parrocchia, per provare a fare un campo”.

Chi volesse vedere con i propri occhi, gli anni raccontati da Racani, basta che alzi i suoi occhi e lassù sulla balaustra, che si erge sul campo del Pala Assobalneari, le immagini di quanto descritto, vengono alla luce. Foto storiche, quelle in bianco e nero. Quelle che per sempre, resteranno nella memoria. E lui, da diretto testimone di quel tempo vissuto a sognare su un campo, ancora non allestito del tutto, conosce, profumi e distanze.
Ecco le sue parole, mentre, descrive: “Il ricordo più bello di allora, era il nostro entusiasmo – e continua mentre si immerge nel passato – rischio di essere forse, un po’ retorico, ma l’entusiasmo di tutti, nel costruire qualcosa che non si sapeva neanche cosa fosse, era speciale”. 

L’oggetto sconosciuto da molti, era proprio la pallacanestro, che raramente, sull’onda dei Giochi del ’60, veniva trasmessa in televisione. Tra coloro che furono i protagonisti della fondazione delle Stelle Marine, solo lui sapeva cosa fosse, il gioco del basket: “Ero l’unico che magari, ne sapeva un po’e giocavamo, non avendo ancora, il campo pronto”.
Schemi e movimenti della pallacanestro, venivano svolti nei locali esterni della Parrocchia di Regina Pacis: “Li facevamo sul piazzale della Chiesa, con un cerchio disegnato sul muro in verticale – continua a spiegare, Nando Racani – ci spingeva il desiderio di fare una cosa, completamente diversa, che ad Ostia non esisteva”.
Nacque il campo. Il famoso rettangolo di gioco in terra battuta, che tanto è stato descritto e raccontato, durante i festeggiamenti dei 50 anni.

Ciò che preme oggi, tuttavia, come emerge dalle sue parole, è il trasmettere il significato di quegli anni, ai bambini. Nando lo chiarisce in questo modo: “Lo scopo è riuscire a far capire, che esisteva una certa realtà senza pretendere, di farli entrare in quella mentalità”. Sono tanti i giovani del minibasket, che vestono la casacca biancoverde. Figli di un tempo diverso. Generazione con cellulare e i-pad in mano. Ogni epoca ha le sue abitudini e le sue mode. L’importante è comunque, restare accanto a quei valori fondamentali, che mai moriranno. Lo sport è veicolo di essi e la storia delle Stelle Marine ne è, un grande esempio.
Fatta e scritta, da uomini e donne, che con il loro amore e rispetto di quegli ideali, hanno costruito, la società che tutti, nel 2015, conoscono. 50 anni, dopo: “Oggi il mondo è cambiato e la situazione è differente. Per i primi 50 anni è stato fatto questo ed è la dimostrazione, di quanto affetto ed entusiasmo ci sia tra i vecchi”. Sottolinea questo aspetto, Racani e continua a spiegare : “Esso è assolutamente tangibile, però c’è da fare dell’altro”. Sono gli strumenti dell’epoca, dei secondi 50 anni delle Stelle Marine, che secondo lui, dovrebbero essere utilizzati: “Tempi, modi, diverse tecnologie, i rapporti con i genitori e quelli con le vite dei ragazzi, per i prossimi 50 anni. Ci saranno i nostri figli a perpetrarli”. 

Poter poi, regalare carriere importanti a quei giovani che per divertimento e passione, scendono sul parquet biancoverde, come quelle che sono state percorse, dai loro beniamini più grandi, è una speranza, mai dissolta. Anche Racani lo visse. E lo fece nella pallacanestro nazionale, di allora: “Parliamo del 1966. Fui ingaggiato dalla Lazio. Feci il mio primo campionato”. Restò per due anni con la polisportiva biancoceleste e lo fece, nel momento in cui, la situazione alle sue Stelle Marine, era collaudata e protesa ad andare avanti, da sola. Ma siccome, il primo amore non si dimentica mai, anche nello sport, il suo ha ascoltato un richiamo speciale: “In seguito, sono tornato qua. L’ho fatto un po’ per l’affetto, un po’ per i risultati. Un po’ per tutto. Ho continuato a fare l’allenatore ed in seguito, il dirigente. Non ho avuto un’unica strada percorsa”. 

Come lui ci tiene a raccontare, sono arrivate certamente le prime vittorie con le Stelle Marine e i ricordi di esse, hanno caratterizzato la sua partecipazione alla vita di quella società, che lui aveva contribuito, a far nascere. Ecco, cosa descrive, con particolare trasporto : “Una bella emozione che mi ricordo, è stato il primo campionato che abbiamo vinto, nell’ambito del Csi. Era il primo momento, in cui le Stelle Marine arrivavano a livello nazionale e ci cominciavano a conoscere”.
 
Tuttavia, la commozione profonda, è giunta anche nel 2015. E nei giorni della celebrazione del Cinquantenario. Sono stati giorni particolari, quelli. Momenti unici, in cui il passato è tornato a farsi strada, nella vita di ogni membro della società e nel quale, tutti si sono ritrovati e abbracciati. Anche per Racani, è stato così: “Per me è stata una sorpresa straordinaria – dichiara con entusiasmo, continuando – ci siamo visti e incontrati, anche se per questa festa, ci siamo tutti, tenuti in contatto”.

A lui, in modo speciale, molti si sono rivolti e hanno rivisto, le proprie origini biancoverdi. Ecco, come lui lo ha vissuto : “E’ stata una cosa veramente commovente – dice, sorridendo – ho notato e ho avuto dei riscontri di affetto, di amicizia, da parte di tutti”. E riflette Nando, su questo aspetto, mentre lo racconta: “Sapevo in qualche maniera, di avere contribuito alla crescita di questa realtà”. Continua a riflettere, Racani, comunicando che quella creatura sportiva, avviata tanti anni prima, è stata fatta, nascere e crescere, con il contributo di tutti. Continua dunque, a precisarlo: “Come tutte le cose che si fanno in gruppo, non conta mai il lavoro di uno, ma conta sempre il lavoro di tutti”. Già uno spirito di squadra.
Sin dall’inizio e sin dalle origini di questa avventura, sotto canestro. Tuttavia, quegli abbracci e saluti ricevuti, nei suoi confronti, sono stati un linguaggio. Un ringraziamento al lavoro svolto e per quell’idea avuta, con alcuni amici, dopo le Olimpiadi romane : portare la pallacanestro ad Ostia. In riva al mare.

Da buon ex atleta e dirigente delle Stelle Marine, si sente Nando, di dover condividere quel momento storico, con tutti coloro che hanno auto un ruolo prezioso, nella nascita della squadra. E lo ha sottolineato, con le sue parole: “Ricordare, mi ha fatto veramente molto piacere”. 
Foto : Francesco Currà

Alessandra Giorgi

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