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Avvisi di garanzia al Sindaco e alla Giunta. La notizia anticipata dall’Amministrazione

Comitato per la legalità: "Non manifestiamo entusiasmo, ma allarme per la città"

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Il Faro on line – “Abbiamo gia’ avuto modo di manifestare che preferiamo la ‘via politica’ alla ‘via giudiziaria’ e di essere stati costretti a intraprendere la scelta di ricorrere agli esposti e alle denunce soltanto a seguito della indisponibilità al dialogo da parte dell’Amministrazione comunale e all’iniziativa intrapresa proprio dalla giunta (che oggi riceve gli avvisi di garanzia) di denunciare chi segnalava le irregolarità dell’attività amministrativa” – lo afferma in un comunicato il Comitato per la Legalità.

“La notizia dell’avviso di garanzia – prosegue il comunicato -, anticipata dalla stessa Amministrazione, arriva proprio nel momento in cui il sindaco, sul caso di Piazza Grande (altra bella storia!!!), aveva chiamato i cittadini alla rissa (anche con eccessi verbali e polemici) per la ‘difesa dell’immagine’ (oggi fa ridere un po’), contro quei personaggi (discutibili, ma di sicura importanza e cultura del territorio) che avevano avuto il torto di affermare ciò che noi viviamo ogni giorno.
Ed è un copione antico. L’accusa di diffamazione nei confronti di chi chiede conto o rileva criticità è uno stile diffuso nella nostra città dove prevalgono oscuri metodi prepotenti, per proteggere oscure trame di oscuri accordi”.

“Già in occasione dei rilievi dell’Autorità nazionale anticorruzione sulla mancata trasparenza del Comune – prosegue il Comitato -,  il Sindaco era arrivato a sentirsi vittima di un ‘disegno diffamatorio’. Altrettanto ha fatto per ogni richiesta di legalità e correttezza, accusando i cittadini di essere ‘allarmisti’. E con la stessa logica ‘sedativa’, per la quale non è mai successo nulla di così grave, abbiamo assistito a segnalazioni di tangenti, denunce di polpette da un milione di euro, accuse di mazzette, conflitti di interesse, assunzioni di parenti, ecc.
Tutto questo è successo nell’indifferenza (o con la compiacenza) della classe politica (che avrebbe il compito di indirizzare e controllare) e nel silenzio assoluto dei partiti che si manifestano attivi nelle celebrazioni emotive e romantiche contro le mafie e per la difesa del territorio, ma non si scandalizzano per nulla del dedalo di illegalità in cui vivono e sopravvivono.

Adesso apprendiamo che gli stessi che ci informavano che tutto era in regola, oggi sono accusati (dagli organi giudiziari) di avere dichiarato il falso. Ci auguriamo che si faccia chiarezza e chi tutto rientri. Ma se fosse confermato, visto che c’è un magistrato che ritiene che ciò sia possibile, verrebbe da chiedersi: se chi ci amministra è così capace di dichiarare, con leggerezza, il falso, come facciamo a essere sicuri che si sia limitato a quella occasione e non lo abbia fatto altre volte?”

“La menzogna, come si sa, è il più grave dei delitti – è quanto si afferma nel comunicato -. Mina nel profondo la fiducia, rende inaffidabili le persone e impossibile una relazione. Ed è ancora più grave se riguarda la relazione tra cittadini e istituzioni che ha bisogno di un rapporto solido, proprio in ragione della funzione di rappresentanza che esercita. Altro che danno all’immagine!
E’ per questa ragione che non ci rende allegri la notizia degli avvisi di garanzia. Ci dispiace persino per quelle persone che si sono fatte coinvolgere per pura stupidità e leggerezza, magari perché “si usa fare così”. Ci rende solo conferma di quanto, da diverso tempo affermiamo, cioè delle prassi irregolari e illegittime della nostra amministrazione comunale.
Ci auguriamo di non dovere aspettare ulteriori interventi della magistratura per fare comprendere agli allegri amministratori tutti (compresi consiglieri e assessori) la necessità di intraprendere una nuova strada connotata da trasparenza, correttezza, legalità e perseguimento dell’interesse pubblico”.

“E poiché recentemente il Pd ha pubblicato una propria nota nella quale manifestava disponibilità a incontrare chi avesse intenzione di confrontarsi (si riferiva alla vicenda Toscani e Sgarbi) – conclude il Comitato per la legalità – rinnoviamo il nostro interesse (già manifestato lo scorso anno) a effettuare un confronto pubblico con il Pd (o con glia altri partiti o movimenti che siano disponibili) , non allo scopo di ingaggiare conflitti o contrasti, ma proprio per delineare, civilmente, un nuovo cammino comune che restituisca ai cittadini il ruolo di soggetti prioritari e attribuisca alla legalità, trasparenza e correttezza un ruolo centrale nella gestione della cosa pubblica”.

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