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Il Ministero delle infrastrutture si impegna a garantire il diritto alla mobilità

Il comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia: "Manca ancora un impegno formale"

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Il Faro on line – “Il Ministero delle infrastrutture per tutelare il diritto alla mobilita’ locale si impegna a garantire che gli accessi alla Farnesiana e Pantano di sopra rimarranno aperti anche dopo l’apertura dell’autostrada, ma manca ancora un impegno formale. Il 16 settembre 2015 una delegazione composta da Italia Nostra, Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia e i legali che rappresentano i ricorrenti contro Sat al Consiglio di Stato, è stata ricevuta presso il Ministero delle Infrastrutture in presenza dei rappresentanti del Ministero e dei massimi vertici della Sat” afferma in una nota il comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia.

“L’incontro, – prosegue il comitato – che faceva seguito ai due precedenti, era stato chiesto per ottenere aggiornamenti circa lo stato di avanzamento dell’iter approvativo della variante al lotto 6A, contenente il ponte sul fiume Mignone e le altre complanari mancanti per la parziale ricucitura della viabilità alternativa all’autostrada. A seguito della presentazione delle proposte di variante da parte della Sat relative all’anticipazione dei lavori concernenti la viabilità secondaria del lotto 6A, previsti nella variante al lotto 6B, da realizzarsi contestualmente ai lavori sul lotto 6A, il Ministero dell’Ambiente, con provvedimento del 26.06.2015, nel recepire il parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del 12.06.2015, si era determinato in favore della sussistenza delle condizioni per l’approvazione della variante di cui sopra da parte del Soggetto Aggiudicatore”.

“In tale sede il Ministero dell’Ambiente aveva imposto la prescrizione per cui per l’attraversamento del Mignone si fosse mantenuto il Ponte esistente, evitando la realizzazione di un nuovo ponte traslato di 30 metri rispetto all’attuale. All’incontro di oggi – spiega la nota del comitato – è stato confermato che a seguito dell’opposizione dell’Ardis all’utilizzo del vecchio ponte è stato raggiunto un accordo per cui già sarebbe stato dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’impatto ambientale rettificato il parere n. 1807 del 12.06.2015 su richiamato, mediante l’eliminazione della prescrizione di cui sopra, con la realizzazione del nuovo ponte nel Mignone, con la prescrizione di utilizzare il vecchio ponte come pista ciclopedonale”.

“Il ministero ha speso parole rassicuranti sulla circostanza che il Mit prescriverà che fino alla realizzazione del nuovo ponte (che per motivi logistici non potrà essere contestuale alla chiusura dei lavori del lotto 6A e quindi all’apertura dell’Autostrada) gli accessi all’Autostrada in località Farnesiana (uscita Nord) e località Pantano di sopra (uscita sud) resteranno aperti al fine di garantire la mobilità dei residenti in tale periodo transitorio. È inoltre necessario – sottolinea il comitato per il diritto alla mobilità – che la definitiva approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture della variante di cui sopra, contenente anche l’impegno/prescrizione al mantenimento degli accessi già detti anche successivamente all’apertura dell’autostrada e fino alla realizzazione del nuovo ponte sia dal Mit formalizzato e trasmesso prima della pubblica udienza innanzi al Consiglio di Stato.

“Nel corso dell’incontro odierno è stata confermata la necessità di mettere a gara l’esecuzione dei lavori che ammonterebbero a circa 5 milioni di euro. A questo punto è certo che l’autostrada verrà messa in esercizio prima della realizzazione delle opere mancanti ed è fondamentale che il Ministero e Sat garantiscano formalmente ai residenti che gli accessi rimangano aperti fino alla realizzazione della variante. L’intenzione sembra esserci, – conclude il comitato – manca la decisione ufficiale e la certezza che tutto sarà realizzato e non soltanto annunciato, per questo il Comitato ha depositato una richiesta di accesso agli atti per ricevere tutti i documenti così da seguire l’iter della variante e informarne la cittadinanza (cosa che a quanto pare preoccupa solo noi), anche in vista dell’imminente discussione al Consiglio di Stato sul tema del diritto alla mobilità”.

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