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Le Ambasciate Americane in Italia scelgono Anzio

Gruppi  di “Our Ocean” puliscono il mare del Lido dei Gigli

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Il Faro on line – Il Ministero degli Esteri degli Stati Uniti (US Department of State)  porta avanti, da anni,  una campagna globale in difesa dei mari e delle coste. Il Capo del Dipartimento John Kerry ha fatto della difesa dei mari e delle coste una priorità della sua politica nazionale ed estera. La conferenza chiamata “nostro mare” (Our Ocean) che si è tenuta a Washington D.C., a giugno dello scorso anno ed a cui hanno partecipato ministri, uomini politici, scienziati ed  operatori del mare, ha avuto un grande successo ed è sulla scia di quel successo che l’azione dei gruppi “Our Ocean” viene quest’anno attivata in tutto il mondo a cura delle ambasciate locali, con azioni simboliche in difesa dell’ambiente marino.

Una  manifestazione dimostrativa si è tenuta quest’anno a cura delle tre Ambasciate US sul territorio italiano (Stato, Città del Vaticano e San Marino) in occasione della giornata mondiale della pulizia delle coste (the Coastal Cleanup Day) del 19 settembre 2015.  Per celebrare l’evento, l’ambasciata di Via Veneto ha scelto il litorale di Anzio, forse  incentivata dalla sua bandiera blu ed ha organizzato una bella e significativa manifestazione in difesa del mare e delle coste. La Dr. Federica Signoretti, una giovane funzionaria Italiana che opera nell’ambito dell’ Ambasciata US in Roma, ha individuato in Legambiente di Anzio e Nettuno il partner naturale per organizzare un evento così importante.

Un evento che ha avuto puntualmente luogo in una spiaggia abbandonata da Dio e dagli uomini: quella del lido dei Gigli nell’area del depuratore nord di Anzio. Da un sopralluogo effettuato dai volontari di Legambiente, con Anna Tomassini in testa, prima dell’ora dell’incontro, la situazione in zona è apparsa tragica: sulla duna retrostante la spiaggia montagne di rifiuti di ogni genere giacevano sicuramente da giorni e, un operatore della ditta di raccolta  che passava in auto sulla via limitrofa,  interpellato in merito dal sottoscritto, si è limitato a rispondere che lui si occupava solo di rifiuti di plastica.

A me però sembrava più preoccupato del suo futuro nel posto di lavoro in quanto dipendente della ditta Camassa che sembra abbia avuto la peggio nella gara per l’appalto dei rifiuti in Anzio. Alle 10,30 in punto una mezza dozzina di pulmini targati Corpo Diplomatico ha scaricato un  campionario di cittadini americani dipendenti delle ambasciate. Una trentina di persone di ogni tipo, giovani, meno giovani, donne ed anche un paio di graziosissimi bambini con le loro mamme, tutti armati di guanti e di magliette con la scritta “Our Ocean – US Department of State”.

All’arrivo, dopo il benvenuto della delegazione di Legambiente e la distribuzione a tutti dei cappellini gialli dell’associazione e degli  “strumenti di lavoro”,  è stato dato un cenno di benvenuto e fatto un breve “briefing” storico sugli avvenimenti dello sbarco di Anzio e degli accadimenti tragici di quella  che fu chiamata Peter Beach. Non tutti erano a conoscenza dello sbarco ma tutti  sapevano chi sono  Roger Waters ed  i Pink Floyd. Verso le 11,00, inizio delle operazioni di pulizia, mentre altre auto di funzionari US continuavano a raggiungere la zona di ritrovo  per prendere  parte al “cleanup day”. L’operazione è stata certamente efficace e non solo sul piano dimostrativo ma anche su quello della pulizia della spiaggia.

Decine di persone  si sono distribuite lungo la fascia che comprende la spiaggia e la duna sorprendendo  la sparuta schiera di bagnanti settembrini, alcuni dei quali hanno chiesto un cappellino giallo e si sono messi a dare una mano. Una bella e significativa dimostrazione di buona volontà che forse meritava una conclusione migliore.  Sacchi di nuovi rifiuti si sono sommati ai cumuli esistenti; i rifiuti raccolti sono stati catalogati con apposite schede che verranno utilizzate dal Ministero degli Esteri degli Stati Uniti per ragioni statistiche. Nel contesto della collaborazione, già in atto fra cittadini e Comune di Anzio, nell’ambito del  progetto “Clean”, era stato definito un piano di raccolta dei sacchi (vecchi e nuovi) depositati in differenti punti della duna e la partenza dei rifiuti doveva rappresentare l’atto conclusivo della manifestazione, l’esito positivo di un lavoro in comune: “l’allontanamento della sporcizia dalla spiaggia”.

Accordi erano stati presi e confermati tra il  sottoscritto ed il funzionario comunale Marco Folco dell’Assessorato all’Ambiente. Istruzioni precise erano state impartite dallo stesso alla ditta che doveva eseguire il prelievo con la precisazione della tipologia dei mezzi da impiegare ed l’orario delle ore 14,00 per eseguire il prelievo. Alle ore 16,30 i grandi cumuli neri continuavano a scaldarsi al sole settembrino sporcando una bella giornata di collaborazione e di simboli condivisi. La ditta aveva preferito fregarsene delle istruzioni ricevute.

Abbiamo promesso di inviare le foto dei luoghi di raccolta completamente puliti agli amici americani con cui abbiamo trascorso una bella giornata di lavoro insieme. Ne ho parlato, il giorno successivo, con l’Assessore all’Ambiente il quale ha manifestato il suo rammarico ed ha preso l’impegno di intervenire immediatamente. Speriamo che la nuova ditta, che dovrebbe gestire la raccolta in futuro, dia subito il segno del cambiamento: questo evento è solo il compendio di un’estate da dimenticare anzi, meglio, da ricordare.
Questi comportamenti non potranno più essere tollerati; i cittadini per bene, che sono la maggioranza, dovranno coalizzarsi per debellare vizi endemici da parte delle istituzioni ed atteggiamenti deprecabili da parte di altri cittadini che certamente non amano e non rispettano il territorio che li ospita. Ci sarà battaglia, noi ci saremo e contiamo nell’aiuto di tanti.

Sergio Franchi                                    

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