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M5S: “Nuova vita per l’Università di Civitavecchia”

Manunta: "Il Pd faccia pace con se stesso, a loro lasciamo le chiacchiere noi facciamo i fatti"

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Il Faro on line – Sulle condizioni dell’universita’ di Civitavecchia l’assessore all’istruzione Gioia Perrone ed il consigliere comunale Fulvio Floccari sono stati esaustivi in conferenza stampa. “La situazione era molto semplice, da 5 anni il Consorzio non riceveva i fondi dovuti nonostante Enel erogasse regolarmente il contributo di 500.000 euro l’anno previsti da convenzione. Ovvio quindi che senza avere i soldi promessi, l’Università stava andando verso enormi problemi che l’avrebbero portata inevitabilmente a chiudere prima o poi definitivamente i corsi. Persino lo statuto del Consorzio era scaduto e ci è voluto un commissario, Santoriello, per vederlo rinnovato” – afferma Matteo Manunta consigliere Comunale M5S e delegato alle Politiche giovanili.

“Il Pd, – prosegue Manua – visibilmente contrariato per aver fatto una figuraccia di tale dimensioni, ha fornito due diverse realtà per giustificare l’ingiustificabile. “Sotto la mia gestione non abbiamo dato i soldi all’Università semplicemente perché questa stava scomparendo. Non volevamo sprecare le risorse per pagare i debiti della Tuscia” – è la preoccupante è la versione dell’ex sindaco Tidei, rilasciata al quotidiano Il Messaggero e leggibile nell’edizione del 21 settembre.

Diversa, invece, la versione dei consiglieri di Piendibene-Stella, “L’amministrazione di centrosinistra ha dovuto prendere atto di una convenzione del consorzio universitario già scaduta e conseguentemente si è lavorato per il suo rinnovo, di concerto con tutti i soggetti interessati ed in collaborazione con la Fondazione Cariciv. Nonostante i reiterati tentativi per convocare l’assemblea del consorzio non si è mai riusciti ad avere contestualmente la presenza di tutti i soggetti per la deliberazione dell’atto convenzionale che era tuttavia già predisposto. Poi, come è noto e senza preavviso, l’amministrazione Tidei ha lasciato il testimone”.

“Ci chiediamo – conclude Matteo Manuta –  a quale delle versioni fornite dobbiamo credere? A quella dell’ex Sindaco che ne presagiva la scomparsa? O a quella di Stella-Piendibene che ammettono la loro incapacità anche solo di convocare un consiglio di amministrazione in ‘appena’ 18 mesi di governo? Aspettiamo che il Pd faccia pace con sè stesso e fornisca una unica versione di questo totale fallimento. Noi intanto, gli ‘incompetenti’ come fa piacere loro chiamarci, in 15 mesi abbiamo già rinnovato il Consiglio di Amministrazione e quello Tecnico-Scientifico, riscritto e rinnovato la convenzione, assegnato in distacco del personale che lavori dentro il Consorzio e per il Consorzio, ripristinato il normale flusso di pagamenti dopo cinque anni di vuoto ed aperto il Consorzio alla collaborazione di Roma Tre. A loro lasciamo le chiacchiere, noi facciamo i fatti”.

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