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Smentita la presunta occupazione dell’ex Scuola Materna Pegaso

Maurizio Giandinoto: ''Ci siamo attivati subito per un sopralluogo, ma non ci sono stati movimenti sospetti''

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Il Faro on line – Tutti i più importanti quotidiani della capitale, cartacei o virtuali, ieri riportavano la notizia che l’ex Scuola Materna Pegaso di Via Ermesianatte, al quartiere Axa, dichiarata inagibile nel 2011 e lasciata lì a marcire, e’ stata occupata dai Rom… pardon, dai ‘diversamente nomadi’. Il Tg di Canale 10 ha mandato in onda un servizio in cui gli intervistati, residenti dell’Axa, lamentavano strane presenze, tanto che persino CasaPound ne ha fatto oggetto di un vibrante comunicato, in cui ha minacciato di scendere in piazza se quei prefabbricati non verranno immediatamente sgombrati e poi abbattuti” – afferma er il consigliere Maurizio Giandinoto, delegato alla comunicazione

“Magari giornalisti e ”casapaudini’ avrebbero fatto meglio a verificare la notizia – continua il comunicato -, come si dovrebbe fare sempre prima di lanciarsi senza rete nell’avventura di credere a un’emerita bufala. Ebbene sì, perché di una bufala clamorosa si tratta. Non che i prefabbricati della scuola Pegaso non siano cadenti, pieni di topi e di serpenti, sommersi dalla vegetazione ormai simile ad una giungla, e persino con i tetti imbottiti di amianto, ma i Rom – pardon, i “diversamente nomadi” – quelli proprio non ci sono. Probabilmente passare la notte lì, tra topi, serpenti e zanzare, fa schifo anche a loro, che invece preferiscono l’assai più confortevole edificio ex Acea lungo Via di Acilia. Dove, tra l’altro, qualche giorno fa erano parcheggiate alcune Mercedes con targa francese, forse per una tavola rotonda dell’internazionale Rom sugli ultimi modelli di cric per scardinare le grate e penetrare nelle abitazioni.

Comunque, non appena ieri sera noi consiglieri del Consorzio abbiamo letto il comunicato di CasaPound, pur nutrendo seri dubbi sulla sua veridicità, ci siamo attivati subito per un sopralluogo sul posto e verificare se fosse sfuggito qualcosa ai controlli giornalieri effettuati del personale della Ditta di manutenzione, del resto già da tempo allertato a tenere gli occhi aperti. Ma non ci sono stati movimenti sospetti né durante la notte, né stamattina. Né c’erano tracce di passaggi attraverso il muro di spine oltre lo strappo sulla rete di recinzione. Una volta ricevuta anche la conferma da parte dei residenti delle abitazioni limitrofe, da noi diligentemente intervistati, che di Rom non se n’erano mai visti, abbiamo chiuso la nostra indagine, concludendo che si è trattato solo di un equivoco, tanto per usare un eufemismo”.

“Equivoco che – conclude Giandinoto -, però, non solo ha messo in apprensione i residenti dell’Axa, ma ha subdolamente insinuato che il Consorzio non abbia fatto abbastanza per risolvere la questione. Invece, più e più volte abbiamo sollecitato il Comune ad intervenire per demolire quei capannoni e ricostruire la materna, indispensabile per il quartiere, o quanto meno per disboscare la giungla che si è creata attorno ai prefabbricati e che da rifugio a ratti e rettili. Invano. Chissà, forse adesso che se parla di nuovo…

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