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Il FondiFilmFestival, la sezione “Cinema &/è Scuola

La sezione è dedicata al legame tra il pittore Domenico Purificato e il regista Giuseppe De Santis

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Il Faro on line – Il FondiFilmFestival, come ormai da diversi anni, apre le porte agli studenti con la sezione “Cinema &/è Scuola”, pensata per avvicinare le giovani generazioni ad una conoscenza consapevole ed analitica delle immagini in movimento. Nel 2015 la sezione è dedicata al legame tra il pittore Domenico Purificato e il regista Giuseppe De Santis, entrambi nativi di Fondi. Nella mattinata di Venerdì 25 alcune classi delle Scuole Medie effettueranno una visita guidata alla Mostra allestita presso il complesso di San Domenico in occasione del centenario della nascita di Purificato. Successivamente, presso la Sala Carlo Lizzani, sarà loro riservata la proiezione della copia restaurata digitalmente di “Giorni d’amore”, film del 1954 diretto da De Santis e di cui Purificato curò scenografia e costumi e ne fu anche consulente artistico per il colore.
Alle ore 17.30 nell’ambito della retrospettiva su Gianni Amelio è in programma la visione di “Il primo uomo” (2011), tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus. Nella vicenda di Jacques Cormery, alter ego dello scrittore che torna nei luoghi natii accettando l’invito dell’università di Algeri a tenere una conferenza, Amelio rispecchia la propria storia e torna ad indagare il rapporto tra padri e figli e il tema dell’infanzia rubata.Alle ore 21.00, per la sezione “Immagini dal lavoro, avrà luogo l’incontro con Carlotta Bolognini e la presentazione del suo volume “Manolo Bolognini. La mia vita nel cinema” (2014), cui seguirà la  proiezione di “Metello” (1970) per la regia di Mauro Bolognini. La storia dei Bolognini coincide con uno splendido cinquantennio del cinema italiano.

Mauro e Manolo, con ruoli diversi – regista il primo, produttore il secondo – hanno infatti lavorato con i migliori registi, attori, tecnici del grande schermo. “Manolo Bolognini, La mia vita nel cinema” è il libro-intervista a cura di sua figlia Carlotta che racconta la storia di una delle famiglie più importanti di cineasti italiani, apprezzati in tutto il mondo.Nato a Pistoia nel 1925, Manolo segue ben presto a Roma il fratello Mauro, più anziano di due anni, e inizia anch’egli la sua avventura nel mondo del cinema nei primi anni ‘50, talvolta incrociando la strada del fratello, più spesso in maniera del tutto indipendente.

I suoi esordi sono, secondo copione, da gavetta: è prima aiuto segretario, poi segretario di produzione in una quindicina di film, infine ispettore di produzione. Già in questa fase collabora a pellicole di grande rilievo, tra cui “La romana” (1954) di Luigi Zampa, “Il bidone” (1955) e “Le notti di Cabiria” (1957) di Federico Fellini. Passato alla direzione di produzione, inizia ad occuparsi dell’organizzazione generale nella lavorazione dei film. Appartengono a questa fase della sua attività una ventina di pellicole, realizzate da alcuni dei migliori nomi del cinema del tempo, come Pasolini (“Il Vangelo secondo Matteo”, 1964) e Rossellini (“Il generale della Rovere”, 1969), collaborando anche con suo fratello Mauro (“Il bell’Antonio”, 1960). Ha svolto a lungo anche il ruolo di Produttore esecutivo. In questa veste ha collaborato ad un’altra importante serie di opere, tra le quali “La cicala” (1980) di Alberto Lattuada, “Sogni d’oro” (1981) di Nanni Moretti, “Nostalghia” (1983) di Andrej Tarkovskij. Il ruolo più significativo nella sua lunga carriera cinematografica è però quello di produttore, attività che ha svolto di conserva con le altre, incrociando ancora le strade di registi del calibro di Pasolini (“Teorema”, 1968) o di Corbucci (“Django”, 1966) e di attori quali Kirk Douglas, Roger Moore o Ben Gazzara.
I suoi film hanno partecipato ai maggiori Festival europei, anche con importanti riconoscimenti; altre volte le sue pellicole sono risultate premiate dal pubblico o dalla critica.

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