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L’eterno calvario dei lavoratori del Trasporto Aereo

I Sindacati: "Manifestazione 1° ottobre. Non c'è più tempo! E' il momento di assumersi la responsabilità sociale e Istituzionale"

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Il Faro on line – “A ormai pochi giorni dalla fine di qualsiasi copertura sociale e dopo anni di proteste e richieste, migliaia di lavoratori ex Alitalia Lai non hanno alcuna prospettiva per il proprio futuro. La storia della privatizzazione di Alitalia, una delle peggiori ristrutturazioni italiane per i danni al patrimonio collettivo (economico, professionale e sociale) che ha causato, ad oggi ha creato la seguente situazione, migliaia di ex lavoratori tra i 40 e i 60 anni destinati al nulla, senza reddito, senza pensione e senza una prospettiva di rioccupazione; in più il paradosso di lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione, e in virtù di questo, espulsi nel 2008, che si troveranno per molti mesi senza alcuna copertura in attesa della finestra per la decorrenza della pensione” – affermano con forza in una nota il Coord. Mobilitati del T.a. in Filt Cgil Roma e Lazio, Usb Lavoro Privato, Cub Trasporti ed il Comitato CoRiSTa.

“A questa tragedia sociale – proseguono nella nota -, e se ne sono aggiunte negli anni altre, Argol, Groundcare, nuovi licenziamenti di Alitalia Cai e, ultima, la crisi che ha investito Alitalia Maintenance System, mentre permane sempre il dramma di una moltitudine di precari ipersfruttati, carne da macello di un aeroporto sbagliato che distrugge lavoro invece di crearlo.
Tutte queste crisi portano con se l’identico paradosso, licenziamenti in un settore e in un aeroporto stimato in crescita costante; ricorso massiccio del precariato ex novo in presenza di cigs e mobilità (si calcola solo per Alitalia Cai non meno di 7000 contratti precari durante i suoi 5 anni di vita); le ristrutturazioni si sono concentrate sul solo taglio del costo del lavoro che ha solo accentuato la polverizzazione produttiva e aziendale, ma senza sviluppare economie di scala e tanto meno investimenti; assenza di qualsiasi intervento istituzionale teso alla creazione di bacini di ricollocazione, nonostante le previsioni degli accordi, e esclusione di gran parte di queste vertenze da qualsiasi progetto di riqualificazione e ricollocazione; mancato controllo istituzionale sull’applicazione corretta degli ammortizzatori sociali”.

“Nessun lavoratore – concludono nel comunicato – è al sicuro se si permetterà che tutto questo avvenga nel più desolante silenzio delle parti sociali! Noi non vogliamo la carità! Noi vogliamo il lavoro che in aeroporto non manca!Noi vogliamo certezze e coperture per raggiungere la pensione!
Non solo per noi, ma per il futuro di tutti quelli che oggi lavorano.
Su questo chiamiamo tutti i lavoratori, coinvolti direttamente o indirettamente, a manifestare insieme il 1° ottobre 2015 a Fiumicino Aeroporto alle ore 10,30 per reclamare il diritto al lavoro, alle pensione, alla dignità, alla vita. Ci sono le risorse e c’è il lavoro per poter dare risposte immediate a questo dramma sociale.
Non c’è più tempo! E’ il momento di assumersi la responsabilità sociale e Istituzionale per affrontarlo. Quanto accaduto negli ultimi anni in aeroporto rappresenta il paradigma di quello che non si deve e non si può fare nel gestire le crisi industriali e sociali in un Paese normale. Per questi motivi, il 1° ottobre è il momento di dire con rabbia e con forza che tutto questo non deve accadere Mai Piu”.

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