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Il problema dei rifiuti di Anzio non è solo una responsabilità del Comune

Comitato per Lavinio: "Abbiamo inviato una proposta al Sindaco per tentare di risolvere insieme il problema dei rifiuti"

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Il Faro on line – “E’ stato e lo e’ ancora l’argomento principe della stampa locale. Tutti i periodici di zona, i blogs, le radio locali ed  anche una Tv nazionale si sono cimentati nel trovare aggettivi adatti a descrivere una situazione che definire indegna di un nucleo urbano italiano degli anni 2000 e’ forse un’approssimazione per difetto. Ogni cronista ha riportato aspetti di un degrado senza fine, il cittadino ha espresso il proprio sdegno, il politico ne ha fatto motivo di attacco all’avversario, il turista ne e’ rimasto negativamente sorpreso, alcune associazioni si sono mobilitate e coloro che amano questo territorio si sono vergognati di essere rappresentati da chi ha permesso un’altra estate di schifo ad Anzio” – lo afferma in un comunicato Sergio Franchi, del Comitato per Lavinio.

“Il gruppo di volenterosi del Comitato per Lavinio vanno annoverati in quest’ultima categoria – continua il comunicato – ma hanno deciso, al contrario di tutti coloro che si sono limitati a critiche e invettive, di passare ad un’offerta di collaborazione per dare una mano. La teoria del ‘piove governo ladro!’ è la sintesi di una realtà che vede, si, un’Amministrazione incapace, ma vede anche tanti sporcaccioni occasionali ed endemici che contribuiscono in modo determinante a quanto è successo e succede. Il Comitato per Lavinio ha inviato una proposta al Sindaco di Anzio, che ha chiamato col nome beneaugurante di C.l.e.a.n (Coordinamento Locale Ecologico di Anzio) e che consiste in una collaborazione sul piano operativo fra una rappresentanza dell’utenza ed il Comune al fine di tentare di risolvere insieme un problema che ha visto Anzio  immersa nei rifiuti per un’intera estate (ed oltre)”.

“L’assessore Placidi – prosegue il Comitato -, responsabile dell’Ambiente ha accettato tale proposta. Si stanno selezionando coloro che vogliono far parte delle piccola schiera di cinque persone che si confronteranno in modo costruttivo con la dirigenza in ambito comunale allo scopo di fare proposte migliorative a livello del servizio di raccolta dei rifiuti in tutti i suoi aspetti attuativi. Alcuni cittadini si sono fatti avanti, dando chiaro il segno che ad essere sdegnati per le carenze del servizio,ma anche per l’atteggiamento di una consistente parte di un’utenza incivile, siamo in molti.
Affinchè la collaborazione sia seria  e produca qualche risultato coloro che vogliono collaborare e far parte del gruppetto devono necessariamente abitare in Anzio, non fare attività di partito, saperne un po’ di raccolta rifiuti, avere un minimo di disponibilità per partecipare a riunioni sia fra i partecipanti sia al Comune e siano operativi in rete”.

“Coloro che si sono proposti – si afferma nel comunicato -, purtroppo, hanno avuto finora un unico limite: nessuno abita in Anzio ma si tratta di proprietari di seconda casa nel nostro Comune. E’ comprensibile che tali persone possano collaborare con contatti e coordinamento on line ma non possono certamente essere presenti nel lavoro che deve essere necessariamente svolto sul territorio.
Poi c’è chi, troppo impegnato politicamente non potrebbe mai collaborare in modo intellettualmente onesto a contribuire al successo di un progetto che darebbe lustro ad un politico dell’opposizione. Tra le reazioni che il progetto, appena nato, già suscita ne rilevo una che si può così sintetizzare: ”i cittadini hanno diritto ad un servizio; chi si propone di collaborare con le istituzioni per sanare una situazione di degrado lo fa per mania di protagonismo”; come se tutte le schifezze che si trovano per strada le abbia gettate l’Assessore all’Ambiente coadiuvato dal suo Dirigente. Non è così.

Una buona fetta delle responsabilità è di una parte dei cittadini ed il progetto Clean si pone l’obiettivo anche di lavorare nella direzione dell’utenza. Un concetto, quello espresso da chi rivendica il diritto assoluto al servizio perfetto, che proviene da chi oggi attacca duramente, politicamente e legalmente colui che ieri, quando ne ricava dei benefici, aveva adulato e difeso. Difeso anche da chi rivendicava la necessità di un maggiore impegno in difesa del verde comunale. Finchè le critiche provengono da chi è destituito da qualsiasi credibilità esse suonano solo come complimenti. Rivendico il diritto all’azione esclusivamente finalizzata  ad un progetto.

Per quanto riguarda il progetto Clean, ai cittadini resta, invece, sempre il sacrosanto diritto di misurare i risultati del lavoro di coordinamento e di  trarne le conseguenze. Chi rifiuta il confronto e la collaborazione nella risoluzione di un grave problema sociale o lo fa per antagonismo politico o non vuole impegnarsi in processi complessi e difficili; non c’è una terza possibilità se non quella di appartenere al grande mucchio di chi se ne frega e sta a guardare. Chi afferma questo è persona aperta a qualsiasi confronto se lo scopo è quello di risolvere il problema dei rifiuti di Anzio, qualunque sia il colore politico dei suoi interlocutori”.

“Sembra – conclude il Comitato – che la diatriba senza fine per l’appalto si sia conclusa, la ditta che eseguirà la raccolta è stata definita e darà inizio alle nuova gestione il 1 ottobre 2015. Facciamo in modo che inizi un’era nuova e mettiamoci a lavorare per dare al nostro Comune una parvenza di territorio civile. Invito i cittadini che vogliono collaborare all’attività del progetto Clean a contattarci clean.anzio@hotmail.com.

Tutti possono collaborare, se non con la diretta partecipazione, anche solamente nel lavoro di formazione delle opinioni e delle proposte”.

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