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Civita, alla scoperta dell’antica città etrusca

L’area archeologica svelerà al pubblico scoperte ancora inedite, portate alla luce durante la campagna di scavi del 2014

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Il Faro on line – La Civita, l’antica citta’ di Tarquinia da cui nacque e si sviluppo’ la religione etrusca, apre le proprie porte per una due giorni di visite ininterrotte. Il 3 e 4 ottobre prossimi, l’area archeologica – che si estende per circa 90 ettari, sviluppatosi dal X secolo a.C. al X-XII d.C. – svelera’ al pubblico scoperte ancora inedite, portate alla luce durante la campagna di scavi del 2014. Il visitatore sara’ condotto dagli archeologi dell’Università Statale di Milano, responsabili dei recenti rinvenimenti, attraverso i tesori della più antica area sacra di Tarquinia, dove il re-sacerdote traeva la propria autorità e la esercitava.
 
Il tempio dell’Ara della Regina, Porta Romanelli e gli scavi più recenti saranno quindi i protagonisti di un affascinante percorso, offerto al pubblico in occasione della 20° edizione di Tarquinia a Porte Aperte, della Giornata delle Famiglie al museo e organizzato dall’Università degli studi di Milano in collaborazione con il Comune di Tarquinia, la Provincia di Viterbo, l’Università Agraria di Tarquinia, l’Istituto superiore ”Vincenzo Cardarelli” e con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale. Sponsor tecnico dell’iniziativa, Skylab Studios, che ha realizzato il primo virtual tour dell’intero Pianoro: con il Qr Code (nella brochure dell’evento), sarà possibile accedervi da qualsiasi dispositivo, smartphone, tablet o computer. Il virtual sarà quindi protagonista di una campagna social che ha l’obiettivo di promuovere l’incredibile bellezza della Civita e la sua storia.
 
L’appuntamento è sul Pianoro (vedi mappa allegata e istruzioni su come raggiungerlo). Tre postazioni fisse, aperte al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 di entrambi i giorni, presidiate da guide e archeologi, accoglieranno i visitatori per organizzare i tour che partiranno ogni ora. Il collegamento fra le postazioni sarà garantito dagli studenti dell’Istituto Cardarelli, affiancati dai membri di tutte le associazioni culturali del territorio che si occupano dei beni culturali del territorio.

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