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Piazza Califano: rimossa la targa stradale 

Abate: “Quest'amministrazione si è contraddistinta per aver dovuto revocare buona parte degli atti deliberati"

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Il Faro on line – “L’amministrazione di Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due. Ancora non si è placata la polemica per la demolizione di una fontana abusiva sotto la rocca di Ardea ancor meno si è placata le polemiche per i dossi eseguiti non a regola d’arte, che continua quella dell’intitolazione abusiva della piazza al maestro Franco Califano artista di talento che con le sue canzoni ha portato gioia a tanti cittadini. Questa mattina è stata rimossa la targa stradale posta in pompa magna per caparbietà del sindaco Di Fiori con tanto di banda musicale comunale e con la presenza di tanti artisti famosi degli anni sessanta, certo la loro presenza un lustro per Ardea.

Soltanto che oggi dopo le denunce del consigliere Luca Fanco, e degli articoli di apparsi sui diversi quotidiani la targa viaria è stata rimossa e quindi ad Ardea non esiste alcuna piazza “Franco Califano”.  
Quindi lo slargo rimane ancora in cerca di un nome. “Abate capocartello del Pd, dice: “Quest’amministrazione si è contraddistinta per aver dovuto revocare buona parte degli atti deliberati dimostrando così di averli fatti con i piedi senza usare mai la testa ‘Puccini docet’.” 
“Ora – continua Abate – addirittura la farsa dell’intitolazione di uno slargo senza le dovute autorizzazione prefettizie solo per mettersi in pompa magna con tanto di banda musicale con alcuni dei  suoi sodali consiglieri e assessori, oggi dopo la diffida  del prefetto di Roma Franco Gabrielli finalmente il sindaco, l’ha fatta rimuovere, precedentemente ignoti l’avevano coperta con una busta nera con scritto: “Intitolazione abusiva della piazza al grande maestro Franco Califano”. Ci onora la presenza nel nostro cimitero delle spoglie del maestro Califano ma con questo atto si è mancato di rispetto all’artista, ai suoi amici, ai consiglieri ed ai cittadini, l’arroganza politica di questo Sindaco non ha limiti”.

Abate conclude : “mi auguro che il sindaco e la sua maggioranza vadano a fare penitenza in qualche Santuario”. A chi è giovato tutto questo clamore non certo al paese, infatti già alcuni consiglieri sembra abbiano chiesto al presidente della commissione trasparenza di indire una commissione per capire se e chi a speso soldi  per asfaltare la piazza, se e chi sono eventuali finanziatori.

Il consigliere Luca Fanco dal canto suo ha già presentato un accesso agli atti per leggere la diffida, documento che ancora non riesce a visionarlo in quanto come ha detto, che gli  è stato risposto verbalmente che la diffida avendola ritirata breve mani non la fa vedere.
Questa mattina Fanco ha mobilitato diversi settori della prefettura comunicando quanto ha saputo ritenendo che la diffida ad un sindaco è cosa pubblica.
A chiedere che venga resa pubblica anche diversi consiglieri e cittadini, risentiti della cattiva pubblicità che il paese sta subendo, soltanto per non aver voluto ascoltare i consigli della valente segretaria comunale dott.ssa Marina Inches.

Luigi Centore

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