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Sbagliare è umano ma rimediare è possibile. Volendo

La storia della ferrovia sparita e la possibilità di farla tornare

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Il Faro on line (Appunti di viaggio) – Ci sono momenti nella vita amministrativa di un Comune nei quali si fanno alcune scelte. Scellerate, a volte, ma non sempre c’è dolo. Può anche capitare che le valutazioni del momento portino a sottovalutare un disagio futuro, che l’idea di sviluppo ipotizzato non corrisponda alla realtà che nel futuro si concretizza. Errare è umano, si sa. Ciò però non significa che certi errori vadano ripetuti, né che non si possa e debba porre rimedio agli sbagli del passato.

L’eliminazione della ferrovia di Fiumicino è senz’altro un caso. La dietrologia vuole come motivazione più o meno la stessa che accompagna ogni grande opera, fatta o non fatta: la genuflessione verso i poteri forti, ossia grandi imprenditori.

Col senno di poi, togliere la ferrovia è stato un suicidio. Oggi come oggi, in un momento di crisi “costringere” a trovare lavoro solo all’interno del perimetro cittadino è castrante. Neanche si può pensare di spendere diverse ore della propria giornata per andare a coprire magari una sostituzione di un paio d’ore nella Capitale; il gioco non vale la candela. Per non parlare del calvario degli studenti universitari, ostacolati nella possibilità di gestirsi con tranquillità orari e lezioni.

Ogni Amministrazione ha la giusta aspirazione di lasciare un segno tangibile nello sviluppo di una città. Positivo, possibilmente. E allora ci permettiamo di dare un suggerimento: invece di pensare a scavare sottopassi o “asfaltare” campi di calcio, perché non indirizzare ogni energia per far tornare i binari dentro la città? Sfruttare l’occasione del Giubileo potrebbe essere la carta vincente. Sarebbe come liberare la città e i suoi abitanti da una catena che impedisce loro di muoversi. E potrebbe essere un primo passo per ricostruire una rete da agganciare ai futuri porto commerciale e turistico, con indubbi ritorni anche sotto l’aspetto turistico e occupazionale.

Se Montino arrivasse alla fine del suo mandato con i lavori per il nuovo polo culturale già realmente fatti e la ferrovia ricostruita diventerebbe un “eroe”. Per quanto riguarda la prima, l’acquisizione dell’area è stata fatta, ora bisogna passare al resto, e rapidamente. Per la seconda, le condizioni sono scritte all’interno di un protocollo firmato anni fa. Insomma, le possibilità oggettive ci sono, ora bisognerà vedere se c’è realmente la volontà e la forza politica di realizzarle.
Angelo Perfetti
 

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