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Don Salvatore Tanzillo nuovo Prefetto della Diocesi di Roma XXVII

DonGiovanni Falbo Parroco di Santa Monica lascia il testimone al Parroco di Sant’Agostino

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Il Faro on line – E’ un messaggio importante quello che la Chiesa di Roma lancia oggi al nostro Territorio una svolta che deve far riflettere in profondità: mentre la Politica Nazionale e Romana cancella il X Municipio di Roma la Chiesa, nella veste dei Parroci di tutte le Chiese Ostiensi, sceglie per elezione un nuovo Prefetto Diocesano: è il primo sacerdote nato a Ostia, don Salvatore Tanzillo. L’attenzione nelle iniziative territoriali di Santa Romana Chiesa passa dal Parroco di Santa Monica, Monsignor Giovanni Falbo, alla guida della Parrocchia Prefettura dal lontanissimo 1977, al Parroco di Sant’Agostino Vescovo della Chiesa nella Zona Stagni, una Comunità che ancora non ha un edificio/chiesa ma che si incontra sotto una grande tenda. Oltre alla grande eredità che don Salvatore riceva da una Istituzione vivente come don Giovanni, per il carisma, la cultura, la lungimiranza, va anche sottolineata e valorizzata la grande importanza della vicinanza, per anni, di don Salvatore a don Franco De Donno il Sacerdote più vicino alla gente, ai giovani, alle persone in difficoltà. Forte di questa di fatto duplice investitura don Salvatore inizia questo nuovo ministero e porta avanti una progressione che ha solide radici.

Ostia è pronta per avere un Sacerdote Parroco Prefetto qui nato, espressione più naturale e concreta di Identità storica e culturale che può, in diversi ambiti, definirsi a livello politico e amministrativo. In questo senso risuonano perfettamente le parole, di ieri l’altro, del Vicario romano di Papa Francesco  Cardinale Agostino Vallini che sottolineava l’importanza di avere “l’intento di condividere gli affanni della città” lanciando l’invito a “ripartire dalle molte risorse religiose e civili presenti” con quella che non ha avuto tentennamenti nel definire “una scossa” e “una nuova classe dirigente”.  

Stupisce la lineare continuità tra il carisma di Papa Francesco, Vescovo di Roma, Monsignor Paolo Lojudice, il vescovo/parroco delle periferie e delle borgate e infine don Salvatore il primo sacerdote pienamente ostiense, Parroco della più giovane, umile, piccola Chiesa locale, ma nello stesso tempo forse più accogliente nella e della sua semplicità, del calore spontaneo della sua Comunità. Questo è un indirizzo pastorale da sottolineare con forza.
Emoziona tanto questa Chiesa che sceglie di cambiare e andare verso la gente, nella prossimità, nell’essenzialità nel concreto messaggio evangelico in Gesù, di una Chiesa veramente ‘tendone da campo’ per essere vicini alle persone e ritrovare in ciascuna Comunità parrocchiale la famiglia dove Cristo vuole essere perpetuamente presente e in questa viva e reale presenza chiamarci ad agire e a pregare.

E’ da ammirare la scelta dei Parroci delle Chiese del nostro Territorio perché questa lineare continuità che stupisce, emoziona per la sua eccezionale naturalezza tra Vangelo e Storia della Chiesa (Santa Monica e Sant’Agostino), questa coerenza mette in mostra l’opera sublime dello Spirito Santo che nel momento della prova e della sofferenza di una Città e un Territorio non lo lascia solo nella disperazione ma viene vicino a lui, gli suggerisce e gli cammina accanto.
Oggi la Chiesa di Roma da un grande insegnamento non solo al Territorio Ostiense, il fu X Municipio Romano, ma al Paese intero, al Ministro Alfano e al Presidente Mattarella che hanno firmato i decreti di scioglimento dell’Amministrazione Locale: l’Amore condivide la Croce, non la fugge, la via dolorosa condivisa ci fa vincere lo smarrimento e la paura della fine e ci prepara alla gioia e alla gloria di una resurrezione. 

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