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Mushin Karate Eschilo, presentati i corsi della stagione 2015/2016

Tante competizioni ed iniziative scandiranno l’anno agonistico dei karateka della società di Nuova Palocco

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Il Faro on line – Si è aperta la nuova stagione agonistica per il Mushin Karate Eschilo. Domenica 11 ottobre, alla presenza dei maestri di tatami, tra i quali, il maestro Paolo Gabbarini, insieme alla Dott.ssa Libera Del Lungo, gli allievi della società sportiva, nata nel 1997 ad Acilia ed oggi con sede, presso il Centro Sportivo Eschilo 2, ha organizzato la presentazione dei corsi 2015/2016, con lo scopo, inderogabile, di divulgare i valori dello sport e formare la persona prima di tutto, che l’atleta.

Si respira passione e costante sacrificio sul tatami, in una giornata in cui abitualmente, il riposo dovrebbe essere la prima consuetudine. Invece no. Gli allievi, i maestri e i ragazzi più grandi, coinvolti nelle varie attività dedicate ai gruppi più piccoli, si sono trovati all’interno della sala, con quadri sul muro, ideogrammi, trofei e fotografie del maestro giapponese, dello stile del Wadoryu.
 
Il programma della giornata, oltre alla presentazione dei corsi e alla consegna della varie lettere – obiettivo per gli allievi, EduKaraTeam, è stato scandito dagli allenamenti, sia del kata che del kumite, nonché dell’indispensabile metodo del coaching, volto a formare gli atleti.

La presentazione dell’organigramma dei docenti e del gruppo di lavoro, ha completato il cammino di insegnamento del Mushin, che con il suo cuore puro, si appresta anche in questo nuovo anno, a conquistare trofei e a formare uomini e donne del domani. In questo modo, gli allievi, sia iscritti che appena arrivati, hanno potuto conoscerlo. Come succede ormai da tanti anni, esso si caratterizza della presenza del Maestro Paolo Gabbarini, il fondatore della società sportiva, gli allenatori di kata, Diego Del Proposto e Lorenzo Del Proposto, gli allenatori di kumite, Andrea Bianchetti e Chiara Barone ed infine dell’importante presenza della Dott.ssa Libera Del Lungo, la quale, con la sua competenza professionale, anche in questa stagione agonistica, seguirà il gruppo con il metodo del coaching stesso.

In una pausa della giornata, il Maestro Gabbarini ha illustrato i passi dell’evento e gli obiettivi odierni del Mushin : “Avviene la presentazione del progetto Edukarateam. Educare al karate, attraverso i valori del Team, quindi i valori del gruppo”. E Paolo sottolinea come sia importante, la composizione del team stesso : “Rappresenta il punto di arrivo, della formazione dei giovani karateka”.

In seguito, spiega, ad Il Faro on line, come l’evento dell’11 ottobre, abbia avuto svolgimento : “Abbiamo diviso i gruppi, nei Baby Project, quelli che stanno lavorando per diventarlo e quelli che ne fanno già parte, insieme ai candidati del gruppo dei Project. Lo step successivo prima di diventare un atleta del Team”. Sin dalle prime ore del mattino, l’insegnamento del karate ha scandito la giornata dei giovani allievi e dei maestri presenti : “Abbiamo dunque lavorato con i più piccoli, su tre aree tematiche. La prima è stata quella del kata con il tema del Bunkai. Ossia, l’applicazione reale del combattimento, che nel kata, risulta essere immaginario.
Da immaginario, è diventato reale. La seconda invece – prosegue a spiegare, il Maestro Gabbarini – ha riguardato quella del kumite – e chiarisce come per questa, l’attività si sia svolta – abbiamo lavorato in forma ludica, sulla percezione e sull’orientamento spazio/temporale, in funzione di ostacoli, cercando di trovare delle strategie per superarli”. 
Ed esse, come da concetto base del Mushin, vengono riconosciute e perseguite direttamente dagli allievi: “Le strategie insegnate, vengono soprattutto dall’atleta stesso, non dall’istruttore”.

E dunque, la via del karate e della formazione personale, che deve essere riconosciuta direttamente dagli atleti. Nell’ambito delle arti marziali, sono i maestri che indicano la strada. E’ l’allievo stesso, in seguito, che deve identificarla. In questo caso, uno dei metodi che vengono utilizzati, come ampiamente raccontato, nell’intervista dedicata alla storia della Società, al Maestro Gabbarini, dello scorso mese di maggio, è quello della Formazione/ Coaching : “Stiamo lavorando su un nuovo metodo che si chiama Sfera”. E le sue parole, aiutano a comprendere lo scopo di questo lavoro collettivo : “In questo modo, possiamo riscontrare, se la nostra performance, è stata buona e soddisfacente, oppure, se ci sono delle aree su cui lavorare”.

L’anno agonistico che si va ad aprire, sarà ricco di avvenimenti, tra cui, due importanti tappe che Paolo, anticipa : “E’ una stagione particolarmente importante per la Fiam – spiega il fondatore del Mushin e continua – nella quale, Unika, un contenitore che racchiude tante realtà del karate, tra le quali, la stessa Fiam e la Fesik, prende forma”. Ed uno degli avvenimenti fondamentali che si svolgerà, sarà un torneo italiano, nel prossimo mese di dicembre : “Ci sarà il Campionato Assoluto e vedrà impegnate, solo le categorie delle cinture nere”. La competizione che, avrà luogo nei giorni del 5 e del 6, come Paolo racconta, ha modificato il calendario annuale, ma tuttavia, in concertazione con le indicazioni federali, il Mushin continua la sua attività e una delle iniziative importanti, in via di organizzazione, sarà quella della dimostrazione di Natale: “Verterà sul film Mission Impossible, uscito recentemente. Abbiamo voluto giocare su queste parole – sottolinea sorridendo – trasformandolo in Mushin Impossible. E l’insegnamento che vogliamo comunicare è che, attraverso il sacrificio, la volontà ed il desiderio, possiamo realizzare qualsiasi obiettivo”.

Questo lavoro fondamentale di formazione, viene svolto in collaborazione con la Dott.ssa Libera Del Lungo, anche lei presente, la mattina dell’11 ottobre e circondata dagli allievi, sul tappeto del Mushin, ha spiegato ai ragazzi e alle ragazze, i concetti di Sfera, ponendo loro delle domande, che hanno ricevuto, timide, ma chiare e decise risposte. Anche ai lettori de Il Faro on line, la Dott.ssa Del Lungo ha chiarito i passi di questo nuovo metodo : “Abbiamo iniziato a lavorare sul concetto, “alleno il corpo e come posso allenare il corpo, posso farlo con la mente – e spiega come Sfera si svolga, nei confronti degli atleti – è costituito da 5 aree : sincronizzazione, punti di forza, energia, ritmo ed attivazione.

Con i ragazzi andiamo a vedere, cosa significa, ognuna di esse – continua a raccontare, in una delle pause del gruppo di studio – facciamo loro comprendere, quanto è importante che la mente, sia in sincronia con il corpo, quanto sia fondamentale, che gli allievi siano consapevoli, dei loro punti di forza e che siano in grado di metterli in atto, durante il combattimento”. Questi concetti base del metodo Sfera, non sono tappe singole del percorso, ma vengono studiate ed analizzate insieme e le parole della Dott.ssa Del Lungo, lo sottolineano : “Sono degli step, strettamente collegati tra di loro e vengono analizzati tutti insieme”.
 
Il lavoro che viene svolto in collaborazione con i ragazzi e le ragazze del Mushin, è importante per la loro crescita, non solo sportiva, ma anche umana. Continua a spiegare, Libera Del Lungo : “Lavoriamo molto sulla mentalità del ragazzo. E’ importante che si conosca, per poi riuscire a gestire le sue emozioni e la gara – sottolinea con convinzione, proseguendo – più conosciamo noi stessi e maggiormente, riusciamo ad affrontare le difficoltà. Se conosciamo le emozioni, che esse fanno insorgere”.
 
Svela in seguito, il riscontro di questo percorso di coaching, direttamente sulla formazione degli atleti : “E’ risultato che, non si poteva avere una energia bassa ed un ritmo alto. Se l’energia stessa è bassa, anche il ritmo tendenzialmente lo è – e continua a chiarire i risultati avuti – significa che i ragazzi non sono riusciti a mantenere un ritmo adeguato”. E  riuscire a gestire la propria energia, rappresenta lo scopo del metodo Sfera : “Né troppa e né troppo poca – spiega la dott.ssa Del Lungo, concludendo – in base alla lunghezza della competizione che devo affrontare, soprattutto nel kumite”.
 
Il lavoro del mental coaching viene realizzato a livello di gruppo, come continua a spiegare la Del Lungo, chiarendo il concetto dello step dell’attivazione : “E’ ciò che noi abbiamo dentro. E’ la passione che li fa lavorare e li fa lottare – dice, facendo riferimento agli allievi, continuando –  essa li aiuta a migliorare. Se questa, non ci fosse, non riusciremmo neanche a migliorarci nelle altre aree”.

Racconta, in seguito, come siano già molti anni che il suo lavoro si unisce a quello del Mushin e come gli allievi abbiano potuto migliorare le loro caratteristiche e come si siano formati caratterialmente, attraverso la pratica dello sport : “Sono sei anni che collaboro con loro – spiega – il lavoro, sino ad ora svolto, è la dimostrazione di come, molti ragazzi cambiano. Maturano. Dai più grandi ai più piccoli”. E conclude, sorridendo delle tante soddisfazioni sorte dal lavoro del coaching : “Lo scopo è quello di identificare le loro emozioni, comprenderle e non averne paura – dichiara, concludendo – non aver timore di manifestarle. Imparare ad affrontarle. Li aiuta molto e abbiamo avuto delle enormi soddisfazioni”.
 
La passione mostrata sul tatami, ne è la dimostrazione ed il nuovo anno, appena inaugurato, sarà campo e compito d’esame, per gli allievi del Mushin e del loro cuore puro.

Alessandra Giorgi

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