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Maker Faire Roma, al lavoro per superare i limiti del ‘Sistema Italia’

Bianchi (Sel): "L'innovazione deve entrare nelle imprese e nella vita dei cittadini"

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Il Faro on line – “Il piu’ grande evento mondiale sull’innovazione che si è svolto a Roma deve essere anche un’occasione di riflessione su come collegare il mondo dell’innovazione con il mondo delle imprese per creare lavoro, sviluppo e una migliore qualità della vita. La Regione Lazio, anche con l’evento di oggi, si candida a questo ruolo di ponte tra le capacità di inventare e progettare di giovani makers e la necessità di innovazione e cambiamento del sistema produttivo. Creare nuovi beni e servizi, nuovi modi di produrre in maniera più efficiente ed ecosostenibile è l’unica strada in grado di garantire un futuro alla nostra economia” – così Daniela Bianchi, Consigliera Regionale indipendente del gruppo Sel e vice-Presidente della Commissione Cultura presente oggi all’inaugurazione di Maker Faire Rome, il più importante evento sull’innovazione del Mondo, presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma.
 
“Le due azioni annunciate dal presidente Nicola Zingaretti – prosegue il consigliere di Sel alla Regione – vanno in questa direzione. La prima riguarda la nascita del un portale www.regione.lazio.it/innovazione  dedicato all’innovazione permetterà di far incontrare imprese, makers e startup. Mentre la seconda è la diffusione delle stampanti 3D da subito in 250 scuole del Lazio e nei prossimi anni in tutte, così da rendere le aule luoghi dove far crescere il futuro”.
 
“Resta però ancora tanto lavoro da fare – sottolinea Bianchi – e tanto investimento da mettere in campo per il potenziamento  del nostro capitale umano. Siamo infatti ancora indietro rispetto ad altre Nazioni come Germania e Inghilterra. Al momento abbiamo startup troppo piccole, che in media impiegano 2 lavoratori contro i 15 della Germania. La percentuale di investimenti privati nel settore è ancora troppo bassa, 32% contro il 77% tedesco, e soprattutto manca  la propensione tutta americana all’exit, cioè l’ acquisizione delle piccole startup da parte di aziende più grandi. Sono solo 28 le exit di startup italiane negli ultimi 5 anni, contro le 125 della Germania. Parliamo di un meccanismo  fondamentale perché permette di inserire subito tante innovazioni in imprese già consolidate, rendendolo più competitivo tutto il sistema produttivo”.

“L’innovazione raccontata da tanti maker presenti oggi a Roma – conclude il consigliere Bianchi – non è ancora diventata sedimentazione culturale nello sviluppo dell’Italia tanto da cambiarlo e renderlo al passo con altri Paesi avanzati. Siamo comunque decisi a riempire il gap per sostenere anche nel Lazio l ‘economia dell’innovazione e della creatività per la diffusione di una ‘Orange Economy’. Nonostante questi limiti, infatti, oggi nel solo Lazio possiamo contare  429 imprese innovative, di cui 388 nella capitale, 29 a Frosinone e 26 a Latina, seconda regione per numero dopo la Lombardia. L’obiettivo di giornate come questa è quello di non isolare l’innovazione ma al contrario renderla quotidiana, farla entrare facilmente nella vita delle persone e delle aziende. Con Maker Faire il mondo dell’Università, le scuole, gli studenti, imprenditori, le istituzione e anche le famiglie stanno venendo a diretto contatto con un futuro alla portata di mano, magari ideato all’interno delle nostre stesse comunità e capace di dialogare con il mondo.

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