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Una grande festa dei nonni, nelle location di Villa Traniello e la Scuola Mazzini

Un abbraccio corale rivolto a tutti i nonni, per ricordare l’inestimabile contributo che ognuno di loro apporta alla vita familiare

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Il Faro on line – Non ha tradito le aspettative la grande festa organizzata dall’Amministrazione Comunale di Gaeta in collaborazione con i tre centri anziani S. Carlo, S. Erasmo e Via Amalfi. Tre generazioni a confronto attraverso il coinvolgimento degli studenti della scuola Mazzini che grazie alla disponibilità della sua Dirigente la Prof.ssa Maria Angela Rispoli, ha aperto le porte della palestra accogliendo i numerosi intervenuti. L’evento – come sottolineato dal presidente del circolo S. Carlo, Amalio Di Lorenzo – è stato un momento di condivisione in allegria, un abbraccio corale rivolto a tutti i nonni, per ricordare l’inestimabile contributo che ognuno di loro apporta alla vita familiare.

Una festa ben riuscita anche grazie al prezioso supporto dei titolari del bar la Villa, i Sig. Luciano ed Antonietta Ciaramella che hanno svolto un ruolo sinergico con gli organizzatori dell’evento. Una festa che ha preso il via alle ore 16 con giochi per i più piccini in piazza Traniello, per poi svolgersi nel momento clou della premiazione all’interno della sala polifunzionale del vicino istituto scolastico di via Faustina. E proprio il Sindaco di Gaeta, che ha accolto con grande soddisfazione questa iniziativa dei 3 Centri Anziani della città ha altresì ringraziato i partecipanti e soprattutto l’attivo Dirigente Scolastico la Prof.ssa Rispoli per essere sempre sensibile alle iniziative del territorio avvicinando il mondo della scuola alla società civile ed aprendo i propri spazi scolastici quando necessario.

Per gli organizzatori della manifestazione Damiano Fustolo, collaboratore del Sindaco delegato ai Centri Anziani, e Giovanna Mancini, responsabile dei Centri Anziani, questa festa celebra l’importanza della pienezza della vita che chiede di riferirsi a valori non effimeri e superficiali, ma solidi e profondi, quelli che, appunto, i nostri nonni ci insegnano.

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