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Violenza omofoba: individuati i giovani che avrebbero compiuto un’aggressione ai danni di un ragazzo

L'Anddos elogia i carabinieri di Civitavecchia e sottolinea le carenze nell'educazione dei giovani

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Il Faro on line – Violenza omofoba a Civitavecchia: individuati i giovani che avrebbero compiuto  un’aggressione ai danni di un ragazzo di 19 anni, prima insultato e poi picchiato come si evince dalla denuncia della vittima, accusati di lesioni personali ed ingiurie, aggravate da finalità discriminatorie. Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente due minorenni ritenuti responsabili dei reati di lesioni personali e ingiurie, aggravati della finalità discriminatoria. In particolare i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Civitavecchia, a seguito della denuncia presentata da un giovane civitavecchiese che, venerdì 16 ottobre, era stato ingiuriato pubblicamente da due ragazzi con frasi dal contenuto omofobo, mentre uno di questi lo aveva anche aggredito fisicamente, causandogli lesioni giudicate guaribili dai sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Civitavecchia in gg 15 s.c. per frattura di un dito della mano sinistra, hanno condotto mirate indagini che hanno consentito di individuare i responsabili, identificati in due sedicenni che dovranno rispondere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma dei reati di lesioni personali e ingiurie, aggravati della finalità discriminatoria.

L’Associazione Nazionale Anddos, il più grande movimento italiano Lgbti con 153.000 iscritti, elogia la brillante operazione di indagine compiuta dal Comando dei Carabinieri di Civitavecchia.“Il nostro plauso – dichiara il presidente nazionale Mario Marco Canale – al capitano Piero Orlando della Comando CC di Civitavecchia per l’ottima azione di investigazione portata avanti contro i responsabili di questa aggressione di matrice omofoba”.

“E’ importante – dichiara l’Anddos in un comunicato – che le forze dell’ordine diano un segnale di forza e presenza per tutelare la collettività contro ogni forma di violenza e discriminazione. E’ inquietante però che i responsabili di questa violenza  possano essere dei minorenni, a conferma di una società moderna che mostra sempre maggiori difficoltà e carenze nell’educazione: occorre una prevenzione efficace nella famiglia, nella scuola, negli spazi di contatto sociale ed anche nei media perché il linguaggio e la comunicazione sono importanti.

I comportamenti violenti danneggiano in ogni caso tutti: le vittime, la società e anche gli stessi giovani colpevoli. Una giusta prevenzione ed una successiva rieducazione, che mirino a ridurre o evitare questo tipo di fenomeno, fanno quindi gli interessi di tutte le persone coinvolte. Occorre quindi adottare in tempi brevi misure operative coordinate che permettano di arginare i comportamenti violenti e problematici dei ragazzi, individuando strategie atte a promuovere e consolidare nei giovani i valori della convivenza pacifica, del rispetto della propria e dell’altrui integrità, dell’integrazione sociale nelle sue diversità”.

“La responsabilità educativa e formativa verso la gioventù – conclude l’Anddos -, è di ogni adulto, indipendentemente dalla sua funzione, dal suo ruolo sociale o del vincolo personale: al fine di evitare il classico rimpallo delle colpe e la costante ricerca del capro espiatorio, un’efficacia e strutturata sinergia famiglia-scuola-società-istituzioni è condizione necessaria per una corretta formazione ed educazione dei giovani contro bullismo, violenza ed ogni forma di discriminazione”.

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