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Vertenza Consorzio di Bonifica Agro Pontino, un Ente al collasso

Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto alle Organizzazioni datoriali ed Enti locali, il sostegno e l’adesione all'iniziativa del 3 novembre

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Il Faro on line – Le Organizzazioni Sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Filbi-Uil del Lazio e Territoriali di Latina, hanno chiesto alle Organizzazioni datoriali ed Enti locali, il sostegno e l’adesione alla iniziativa del 3 novembre a difesa degli Enti di Bonifica del Lazio, ed in particolare del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, in grave situazione finanziaria che non consente allo stesso il pagamento delle retribuzioni spettanti ai lavoratori, il pagamento dei fornitori, di effettuare gli interventi di manutenzione alle auto di servizio ed ai mezzi d’opera e di conseguenza di garantire neppure i servizi essenziali ai consorziati né di  intervenire  in presenza di  allerta meteo.

L’attuale condizione finanziaria, ormai  non riconducibile  ad una situazione transitoria né straordinaria, bensì strutturale, vede l’Ente di Bonifica dell’Aro Pontino al collasso con ricadute gravissime per la tutela del Territorio, il personale occupato, l’economia agro-alimentare pontina,  l’indotto e più in generale, l’intero tessuto sociale ed economico della Provincia con inevitabili drammatiche conseguenze.  

Per questi motivi le Federazioni Regionali e Territoriali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Filbi-Uil del Lazio, hanno organizzato, per  il giorno martedì  3 novembre  2015  una manifestazione a Latina  davanti la Sede del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, in Corso Matteotti 101- Latina e corteo dalla Sede del Consorzio a  Piazza della Libertà, davanti la Prefettura per chiedere il superamento dell’attuale situazione  alla vigilia della Legge di Riordino degli Enti di Bonifica del Lazio.
Ricordano le Federazioni regionali, che nel primo incontro con l’Assessore all’Ambiente Refrigeri del 14 gennaio 2015 lo stesso  aveva fatto proprie le istanze del Sindacato impegnandosi a trovarvi soluzione nelle more della nuova Legge di riordino del Sistema dei Consorzi di Bonifica del Lazio.

In particolare nel Verbale veniva assunto da parte dell’Assessorato l’impegno a tutelare il personale occupato  e a garantire la regolarità delle retribuzioni e delle attività consortili; nel secondo incontro, tenutosi in Regione il 23 luglio u.s.  l’Assessore all’Ambiente Refrigeri  comunicava  che entro i primi giorni di agosto sarebbero stati  stanziati 3,4 milioni euro a favore del Sistema consortile, il che avrebbe consentito, nei giorni immediatamente successivi il pagamento degli  stipendi arretrati, mentre, riguardo  ai circa 48 milioni di euro richiesti dai Consorzi del Lazio, per saldare quanto dovuto dalla Regione per i servizi svolti dal 2010 al 2014, l’Assessore faceva presente  di poter coprire l’80% di tale cifra (circa 40 milioni di Euro), causa la mancata rendicontazione per il restante 20%. Trattandosi comunque di debiti fuori bilancio, per il relativo riconoscimento si sarebbe dovuto attendere la preventiva autorizzazione della Corte dei Conti e solo dopo la Regione avrebbe potuto erogare l’intera somma in tre rate nell’arco di tre anni.

“Fin qui gli impegni assunti, e comunicati dalla Regione Lazio alle Organizzazioni Sindacali, ma ad oggi, lamentano Fai-Cisl, Flai-Cgil e Filbi-Uil, “nessuno di questi impegni è stato mantenuto”, inoltre, le tre sigle sindacali fanno presente che permangono le seguenti partite debitorie della Regione nei confronti dei Consorzi del Lazio: mancati   pagamenti,   per lavori di Manutenzione Pir ” Opere di Bonifica di Preminente Interesse Regionale” e Spm “Servizio Pubblico di Manutenzione opere di  Bonifica.  Infine, “ci preme sottolineare, affermano i Sindacati,    che i lavoratori dei Consorzi  di Bonifica  non possono essere più umiliati nella loro dignità come  persone e come  lavoratori; Il “Sistema Bonifica del Lazio” necessita di interventi  concreti e risolutivi, non più procrastinabili”.

“Si parla dei costi dei Consorzi di bonifica, ma si dimentica che la Legge Reg. n. 53 che regolamenta la loro funzionalità demanda alle Province – attraverso le Ato – e alla Regione la stipula delle convenzioni che poi serviranno a gestire al meglio il mantenimento e la sopravvivenza del Territorio, a tal proposito ricordiamo che il Lazio è una delle Regioni a più alto rischio idrogeologico in Italia e che necessità di costante monitoraggio ed interventi”. 

Intanto rimane attivo il presidio c/o il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino in Corso Matteotti a Latina, dove, anche oggi domenica 25 ottobre, i lavoratori, unitamente ai dirigenti sindacali, hanno incontrato cittadini di Latina, esponenti politici della provincia e responsabili delle Organizzazioni che hanno espresso solidarietà ai lavoratori dell’Ente di Bonifica e manifestando il proprio sostegno ed adesione alla manifestazione in programma il 3 novembre.

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