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Russo D’Auria: “Sicurezza, l’allarme della polizia è un segnale di resa preoccupante”

Il leader di Gil: "Quando denunciavamo noi, si diceva che esageravamo. E adesso?!"

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Il Faro on line – “Il recente allarme del sindacato di polizia sulla disastrosa situazione del Commissariato di Fiumicino è devastante”. Lo sottolinea Mario Russo D’Auria, leader di Gil (Gruppo indipendente libero per Fiumicino), che analizza in maniera critica l’uscita del Sap.
“Con tutto il rispetto per il sindacato – spiega Russo D’Auria – la notizia che siamo praticamente indifesi contro la criminalità non può certo trovarci solidali. Pur capendo i limiti di un’organizzazione che non funziona, non posso non rilevare come a fronte di un’inefficienza reale, ci sia il continuo esborso che i cittadini hanno anche per garantirsi la sicurezza.
Le tasse che paghiamo servono anche per sostenere la macchina statale, polizia compresa. E allora perché chiedere la sponda dei cittadini? Ci si attivasse nelle sezioni interne, si chiedesse ai superiori, non solo locali ma nazionali. Il cittadino già paga di tasca sua, dunque quei soldi ci devono essere. Non può pagare per un servizio che non c’è e scendere pure in piazza per garantirlo”.

“Con questo – prosegue D’Auria – sia chiaro che non me la prendo con gli operatori di polizia, che fanno il massimo. Il punto è che se il loro massimo non mi garantisce, è evidente che qualcosa non funziona”.

“Siamo stanchi come cittadini di sentire che la sicurezza non funziona, la sanità non funziona, la viabilità non funziona e continuare a pagare tasse per tutto questo. E’ inconcepibile in un Paese civile; continuano a prenderci i soldi dalle tasche per poi dirci, tramite i sindacati, che ci sono solo problemi. Sembra una presa in giro, e non è più tollerabile”.

“Ribadisco – conclude D’Auria -: come dobbiamo considerare una denuncia pubblica che assomiglia a una resa, del tipo ‘niente soldi, niente sicurezza’?
Per la verità che la sicurezza non era garantita ce ne eravamo accorti da soli, contando i furti e le rapine, le incursioni. Ma ci è sempre stato detto il contrario, che tutto sommato eravamo nella norma, che il territorio era presidiato, che non c’era un allarme particolare. Ora ci accorgiamo che invece avevamo ragione noi. Ma questo non fa che aumentare la rabbia”.

Ilaria Perfetti

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