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Il Cilap chiede un’audizione al Senato sulla legge di stabilita’

Teodosi, presidente del Cilap: “Chiediamo una strategia contro la povertà, con un piano globale, gli stanziamenti sono insufficienti”

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Il Faro on line – In occasione della presentazione della Legge di Stabilita’ al Senato, Nicoletta Teodosi presidente del Cilap, Collegamento Italiano di Lotta alla Poverta’, sezione nazionale di Eapn, European Anty Poverty Network ha inviato una lettera al Presidente del Senato Pietro Grasso, ai capigruppo del Senato e ai Presidenti della Commissione Bilancio per chiedere un’Audizione e presentare la posizione del Cilap. “Temiamo che le ‘misure contro il disagio’ siano l’ennesima misura spot, disorganica perchè frutto della sommatoria di voci di spesa diverse ed emergenziale, che non arrivano fino in fondo l’obiettivo annunciato di ridurre drasticamente la povertà assoluta. Chiediamo quindi una strategia complessiva contro la povertà, con un piano globale che tenga conto delle varie problematiche” – si legge nella lettera.

“Sul Titolo III ‘Misure per il disagio’ – prosegue Teodosi – temiamo che le risorse a disposizione non saranno sufficienti, giacchè da una disamina e circoscrivendo i beneficiari alle sole famiglie in povertà con figli minori, ogni nucleo otterrebbe circa 1.250 euro all’anno, molto meno dei contributi che i Comuni già erogano senza questi finanziamenti. Le fondazioni bancarie alimentano il ‘Fondo per il contrasto della povertà educativa’, in cambio una riduzione fiscale. Concretamente lo Stato riconoscerà un credito d’imposta pari al 75% del versamento effettuato alle fondazioni bancarie che finanzieranno determinati progetti di rivolti, in particolare, ai minori in condizione di povertà. Il credito d’imposta alle fondazioni ci fa comprendere che nella proposta di legge di Stabilità non si consideri la lotta alla povertà all’interno di un ragionamento più ampio sulle politiche di redistribuzione”.

“Crediamo – prosegue la lettera – che il reperimento di risorse dai redditi più alti o dai grandi patrimoni sia più efficace per favorire il welfare, senza attendere atti di generosità da parte delle fondazioni bancarie. Il benessere dei cittadini e delle persone in povertà ha sempre meno bisogno della beneficenza e sempre di più dei diritti sociali.
Inoltre ci appare del tutto evidente l’impossibilità di configurare nelle Misure contro il disagio una misura di reddito minimo, essendo gli stanziamenti assolutamente insufficienti persino a coprire l’intera platea di persone in condizione di povertà assoluta. Come sapete, rispetto a questo tema l’Italia continua a rimanere drammaticamente indietro rispetto al resto d’Europa, continuando ad essere l’unico paese insieme alla Grecia ad non aver mai previsto delle forme di sostegno del reddito”.

Due paesi con un alto tasso di povertà, non a caso. E ancora – conclude Teodosi nella lettera – leggiamo che è decisione del Governo di eliminare l’imposta sugli immobili di proprietà (Imu). Noi crediamo che cancellare totalmente questa imposta rischia di ridurre il gettito delle entrate verso gli enti locali, erogatori di servizi sociali essenziali: assistenza domiciliare per anziani e disabili; attività educative per minori; sostegni alle famiglie. Vi chiediamo di mantenere tale imposta esentando coloro che hanno redditi inferiori a 25.000,00 euro annui, siano pensionati o lavoratori”.

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