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“Momento difficile, ma confidiamo nei commissari”

Parla il Presidente del Consorzio Axa, Donato Castellucci

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Il Faro on line – Sono oramai note, per averne scritto più volte, le “tribolazioni” del Consorzio Axa per la mancanza di un apporto collaborativo da parte del Comune, a livello di Organi ed Uffici sia municipali che capitolini. “A provarlo inconfutabilmente – afferma il presidente del Consorzio, Donato Castellucci –  sono arrivate le azioni giudiziarie nei confronti dello stesso Comune, dopo che i nostri molteplici, pressanti, solleciti sono rimasti sistematicamente senza riscontro, compreso l’accorato appello rivolto al Sindaco Marino con una “lettera aperta”, pubblicata (NB: a pagamento!) su un quotidiano nazionale”.

“Tra le questioni deferite all’Autorità giudiziaria c’è stato, in particolare, il persistente mancato pagamento da parte del Campidoglio, a decorrere dal 2011, oltre che del contributo obbligatorio per legge per le spese di manutenzione stradale, anche di quello ordinario, dovuto come consorziato. Ora che i relativi decreti ingiuntivi emessi sono divenuti esecutivi confidiamo, come abbiamo già auspicato, nell’interessamento dei Commissari per ottenere quanto dovuto senza ricorrere ad ulteriori procedure con aggravio di spese, che poi finiscono per ricadere sulla collettività.Analogamente, confidiamo di poter evitare ulteriori azioni per la mancata ottemperanza da parte del Comune a quanto statuito del TAR Lazio, che ha ordinato il riesame delle percentuali del contributo obbligatorio per legge da  attribuire ai singoli Consorzi per gli anni 2011 e 2012. Prescrizioni conseguenti all’annullamento, da parte dello stesso TAR, delle delibere della Giunta Capitolina, che per le predette annualità aveva attribuito, in modo discriminatorio ed illegittimo, al Consorzio AXA la percentuale del 35%, in misura – ingiustificatamente – ridotta rispetto a quella del 50% riconosciuta ad altri Consorzi”.

“Peraltro non risulta che siano state ancora attribuite le percentuali del contributo obbligatorio per gli anni 2013, 2014 e 2015 che la Giunta Capitolina era tenuta a stabilire annualmente con apposita  delibera. In mancanza la contabilizzazione del contributo per tali annualità è stata contenuta nella misura minima di legge pari al 20%, assolutamente insufficiente al fabbisogno. E che, comunque, non ci è stata erogata. Quanto alle questioni tuttora aperte con il Comune, c’è quella dello scarico nel Depuratore consortile delle acque pluviali provenienti dalla Via – comunale! – di Macchia Saponara. La situazione si è fatta insostenibile in quanto il Depuratore, per l’avvenuto incremento dei  residenti nel Comprensorio, è al limite della capienza essendo stato a suo tempo progettato per circa 8 mila residenti, cioè l’originario insediamento previsto dalla Convenzione. Il quantitativo di acqua proveniente dalla strada comunale, inoltre, altera il procedimento di depurazione e riduce l’efficienza stessa dell’impianto.Inoltre non è ulteriormente accettabile il mancato riscontro alle richieste di riduzione della TARI alle voci dei servizi effettivamente svolti dall’AMA, escludendo una volta per tutte quelle relative ai servizi svolti dal Consorzio.Un caso di manifesta ingiustizia e d’indebita riscossione che non può continuare ad essere ignorato dall’Amministrazione”. 

“È paradossale, infatti, che gli oneri concessori finalizzati ad opere di urbanizzazione vengono riscossi dal Comune, senza alcun corrispondente intervento da parte dello stesso, dal momento che tutte le opere in ambito comprensoriale, ivi comprese quelle di adeguamento e potenziamento delle infrastrutture, sono svolte esclusivamente dal Consorzio. Lo stesso dicasi per gli oneri corrisposti al Comune dalle Società di servizi per la posa di cavi e di linee elettriche nell’ambito del Comprensorio, il cui territorio è tutto di proprietà privata.Il Consorzio, risultati vani i tentativi di dialogo su tali questioni con le Autorità politiche, ha messo a punto le proprie argomentazioni al fine di farle valere in sede giudiziale. Tuttavia con la sopravvenuta nomina dei Commissari, si ritiene di poter procedere ad un esame congiunto di quanto sopra per pervenire, nell’interesse della collettività, a soluzioni concordate scongiurando l’inevitabile avvio di nuove controversie giudiziarie dalle quali il Consorzio, in rappresentanza dei residenti, non potrebbe esimersi”.

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