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Guardia Costiera: maxi sequestro di ricci di mare

Sardone: "Il riccio di mare è una risorsa tipica del nostro territorio che sta rischiando di scomparire dalle nostre tradizioni"

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Il Faro on line – “Esprimo tutta la mia soddisfazione e l’apprezzamento, anche a nome dei pescatori subacquei professionisti civitavecchiesi, per il lavoro degli uomini della Guardia Costiera di Civitavecchia relativamente al maxi sequestro di ricci di mare effettuato nei giorni scorsi. Approvo pienamente la collaborazione con la Polizia stradale, ritenendo che, per la repressione della pesca abusiva dei ricci di mare, è necessario mettere in campo vere e proprie operazioni di polizia volte alla cattura dei responsabili ed all’emanazione di sanzioni esemplari” – lo afferma in una nota Massimiliano Sardone, Delegato alle problematiche del settore ittico.

“Il riccio di mare – prosegue il comunicato – è una risorsa tipica del nostro territorio che purtroppo l’ignoranza e la malversazione stanno rischiando di far scomparire dalle nostre tavole e, soprattutto, dalle nostre tradizioni. La speranza è che questo tipo di operazioni continuino e che coinvolgano non solo i “forestieri” ma anche i nostri concittadini che, duole dirlo, hanno la brutta abitudine di raccogliere abusivamente gli echinodermi e di offrirli in vendita, non solo senza alcun riscontro fiscale, ma, ancor più grave, sottraendosi a qualsiasi tipo di controllo sanitario”.

“Stiamo lavorando alacremente con la Asl e con la Regione Lazio per la classificazione delle acque finalizzata alla pesca professionale dei ricci di mare, con i pescatori professionisti per giungere ad una gestione condivisa e responsabile della risorsa e con le istituzioni preposte per giungere ad una regolamentazione completa sulla pesca degli echinodermi. In questo senso è interesse di tutta la cittadinanza che i comportamenti illegali vengano repressi con la massima severità e, in qualità di delegato del Comune di Civitavecchia alle problematiche del settore ittico, ho già offerto la massima collaborazione in questo senso alla Guardia Costiera ed a tutti gli enti istituzionalmente preposti al controllo” – conclude Sardone.

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