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Legge di Stabilità: l’emendamento è corretto 

Borgo: "Nessuna sanatoria per abusi di qualsiasi natura"

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Il Faro on line – “Ancora una volta la confusione, la strumentalizzazione, il pressapochismo e la cattiva informazione cercano di impadronirsi di un giusto emendamento, (a firma degli onorevoli Sergio Pizzolante e Tiziano Arlotti), che è stato approvato in Commissione Bilancio e che speriamo sia definitivamente inserito nella Legge di Stabilità. Sono coinvolte circa duecento imprese balneari, ubicate in tutta Italia, ormai sull’orlo del fallimento per non essere riuscite a pagare per intero canoni impossibili che riguardano le pertinenze demaniali” – afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.i.b. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio.

Questo emendamento prevede, solo per chi entro il 15 novembre 2015 abbia avviato un contenzioso esclusivamente su questa materia, che siano sospesi tutti i procedimenti amministrativi di decadenza, revoca e sospensione delle concessioni demaniali fino al 30 settembre 2016 e che entro tale data si provveda al riordino della disciplina del calcolo del canone.

“Quindi – continua Borgo – nessuna sanatoria per abusi di qualsiasi natura, nessun attentato alla legalità e nessun favore al malaffare. Anzi l’emendamento in questione prevede che la sospensione dei procedimenti non sia applicata per i beni pertinenziali che siano oggetto di procedimenti giudiziari di natura penale”.

“Per quanto riguarda i problemi specifici di Ostia – afferma Borgo – che ribadisco nulla ha a che fare con questo emendamento e che rischia erroneamente di rappresentare tutta l’Italia balneare – auspichiamo che velocemente sia fatta luce e chiarezza su quanto di illegale e di abusivo ci possa essere lungo quel litorale. Gli operatori onesti di quella città non temono nessuna indagine e ribadiscono con forza che non sono assolutamente implicate con le infiltrazioni mafiose che hanno portato al commissariamento del municipio di Ostia. Sollecitano – conclude Borgo – che sia fatta chiarezza su questa vicenda, che sia perseguito e colpito chi deve esserlo, così da riportare un minimo di serenità, non solo nelle nostre imprese, che rischiano di pagare un prezzo troppo alto, ma in tutte le attività economiche”.  

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