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Valle Porcina: gli abitanti del residence spiegano le ragioni della loro protesta

Problemi con il buono casa e tempi stretti per trovare un nuovo alloggio motivano la loro lotta

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Il Faro on line – C’e’ tensione tra le persone che vivono nel residence di valle Porcina ad Acilia dopo i primi sgomberi avvenuti nei giorni scorsi. Una tensione che si percepisce sin dal parcheggio dello stabile, dove giace uno striscione polemico che recita: “Se eravamo profughi ci davate un alloggio?”. Nei pressi due palazzine ci sono alcuni militanti di casapound, che ha messo il cappello alla protesta. Davanti agli stabili invece sono state poste delle transenne, per evitare l’accesso al residence e scongiurare ulteriori sgomberi.

La maggiornaza delle persone che vivono a Valle Porcina provengono da 2 zone della capitale: Nuova Ostia e Bravetta. I primi lottano per il proprio diritto alla casa fin dal 2005, quando arrivarono ad occupare una delegazione in municipio. Poi il trasferimento temporaneo al Borghetto dei pescatori ed infine ad Acilia.
In questa microcomunità sono tanti i bambini e gli anziani, due categorie fragili che più di tutte rischiano di soffrire per lo sgombero da Valle Porcina.

Il futuro delle 90 persone che vivono nel residence a Valle Porcina è pieno di incognite, nonostante il Comune di Roma abbia provveduto a stanziare un buono casa ( la cui graduatoria uscirà però solo il 30 dicembre) a loro disposizione per pagare l’affitto da un privato.

“Sono andato a cercare un’appartamento in affitto con il buono casa ma senza successo. Le agenzie immobiliari non ti danno retta se non hai un contratto di lavoro. E non si fidano neanche del comune perché dopo un certo lasso di tempo non paga” – spiega un abitante del residence.

“Abbiamo saputo che entro il 31 gennaio le case vanno lasciate libere. Ma la graduatoria del buono casa esce il 30 dicembre, e i tempi per trovarsi un altro alloggio sono stretti”. Ribadisce un giovane di Valle Porcina.

“Siamo disponibili a pagare il buono casa la titolare dei due immobili nei quali adesso viviamo” – dichiara un’altra donna.
Lunedi sono state sgomberate 4 famiglie, ed entro venerdì, affermano gli abitanti altre 6 dovrebbero lasciare gli alloggi presso i quali sono ospitate. La tensione è destinata a crescere se la situazione non cambierà, ma dal Comune di Roma, affermano gli abitanti del residence, non sono arrivati segnali confortanti.

Marco Orlando

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