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Emanuela Magnanimi, due titoli mondiali nella K1 e la grande passione per lo sport

Brilla una stella, negli sport da combattimento e punta dritta, alla gabbia dell'Mma

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Il Faro on line – Una grande passione, quella di Emanuela. E si vede dai suoi occhi, come nel suo atteggiamento, mentre ne parla. Con due titoli mondiali in tasca ed appena conseguiti a Montecatini Terme, nel Campionato Mondiale di K1, conserva bene in mente, il desiderio di continuare su questa strada ed ampliare, la sua attività sportiva, negli sport da combattimento.

E’ agente della Polizia di Stato, la campionessa mondiale romana e si allena presso i locali dell’Asd Yoshokan, del Centro Sportivo Heaven dell’Infernetto, e seguita dallo staff dell’associazione del X Municipio, molto, è innamorata del suo lavoro : “Lavoro per la Questura di Roma – dice, continuando a raccontare di sé – la mia divisa, è la mia passione. Io onoro la mia divisa, la rispetto”.

Si sente, dal tono della sua voce, questa sua devozione, per questa sua seconda pelle : “Lavoro per il cittadino – prosegue a chiarire – amo impegnarmi, amo crescere, anche dal punto di vista lavorativo, perché non ci si ferma mai”. Dimostra un grande carattere Emanuela Magnanimi. E’ nel suo Dna, non mollare mai e continuamente, accrescere il proprio bagaglio personale : “Dobbiamo evolvere. Così come nello sport – precisa – ci sono sempre tecniche nuove da apprendere, anche nel lavoro ad esempio, dobbiamo sempre acquisire nuovi moduli operativi”.

La sua anima della combattente, è tangibile e quando racconta, le sue vittorie al Campionato Mondiale, la sua speciale emozione, si mostra, nelle parole : “E’ stata una gara splendida, un’avventura meravigliosa. Ci siamo presentati con il mio maestro, indispensabile – sottolinea – con cui, tutto questo, non sarebbe potuto avvenire”.

Ha gareggiato e vinto, in due categorie differenti, Emanuela. Nei 48 e nei 56 kg. Ma inizialmente, è stata per quest’ultima, che la sua partecipazione al Mondiale di K1, era stata decisa : “Ci siamo presentati per la categoria, dei – 56 kg – racconta ai lettori de Il Faro on line, proseguendo – un torneo che comunque, mi ha vista coinvolta, in diversi incontri, per arrivare alla finale”. Nella stessa giornata poi, in cui si sono presentati in questa competizione, in casa, come lei dichiara, hanno ricevuto la proposta, di gareggiare anche per una categoria di peso, inferiore, quella dei 48 kg, dato la sua leggera stazza fisica : “Abbiamo accettato e ci siamo messi in gioco”. Racconta Emanuela. Ma non è stato affatto facile per lei, combattere in due tornei diversi, all’interno dello stesso evento sportivo : “Ci sono riuscita. Grazie al mio maestro che mi ha dato la sicurezza per affrontare la gara – dice, sorridendo – siamo riusciti a fare tutte e due le finali”. E svolgerle, a poca distanza, l’una dall’altra, è stata davvero tosta : “Durissima – sottolinea, pensando ancora a quei momenti, vissuti sul ring – mi ha dato tanto a livello psicologico. Mi ha fatto superare, un limite in più”.

IL MAESTRO

E la figura del suo maestro, sempre presente, ha avuto un’importanza, ancora più preziosa : “Alla fine, per noi era una prova, perché, il mio maestro, mi sta preparando, per l’Mma, l’incontro in gabbia – spiega la Magnanimi, aggiungendo – è andata, davvero, molto bene”. E due titoli mondiali conseguiti, all’appena debutto, nelle due categorie di peso affrontate, all’interno di una competizione internazionale e sotto il cielo italiano, non sono proprio da sottovalutare : “Sono stata contentissima – racconta Emanuela – ho provato una grande emozione”.

Tuttavia, prima della finale, un fastidioso infortunio ha minato la sua partecipazione : “Ho subìto un forte trauma al ginocchio – spiega, continuando – mi si è creato un versamento, che, durante la notte, non mi permetteva, neanche di camminare – precisa, aggiungendo – abbiamo messo in discussione, persino il fatto, che non avrei potuto, sostenere la finale”. Ma poteva una combattente come lei, tirarsi indietro ? Certamente, no. Ed il suo maestro è stato vitale : “Grazie al lavoro psicologico, da lui fatto, che è mio amico, preparatore atletico, mental coach e grande sostenitore – dichiara, con entusiasmo – tutto è stato possibile – e conclude – avere un angolo, in queste gare, è fondamentale”.

COSA E’ LA “K1”

Ma cos’è esattamente, la disciplina in cui Emanuela Magnanimi, detiene ben due titoli mondiali, in due categorie di peso, differenti ? Lei la descrive, per i lettori de Il Faro on line e per tutti gli appassionati di sport da combattimento : “Il K1 prevede, come movimenti tecnici di base, i pugni, i calci e le ginocchiate – racconta – ma non c’è il clinch – precisa la campionessa mondiale, proseguendo – siccome nell’Mma, queste gestualità esistono, insieme alla lotta in piedi e a quella a terra, questo torneo per noi – precisa Emanuela – era un banco di prova, per cominciare a strutturare la parte, che riguarda lo striker”. Ma Emanuela non ha combattuto, per questo sport, all’interno di una gabbia, che è di particolare appartenenza dell’Mma, ma su di un ring, come quelli del pugilato : “Sono stati 3 round, da 2 minuti per incontro. Ne abbiamo sostenuti 4, di incontri, di cui due finali. E abbiamo avuto – conclude felice – questa nostra vittoria”.

LA CARRIERA SPORTIVA

Arriva da una lunga carriera sportiva, Emanuela, già atleta di salvamento : “Sono un ex nuotatrice delle Fiamme Oro – spiega, sorridendo – mi sono in seguito, appassionata a questo sport da combattimento, perché quando sali lì sopra, ti metti in gioco. Non combatti contro un avversario – sottolinea la Magnanimi – ma lo fai contro te stesso. Sei tu il limite, non è il tuo opponente”. Pensieri importanti, che Emanuela cerca di divulgare anche nella sua attività, da istruttore di difesa personale, presso la Polizia di Stato, come lei dichiara : “Mi piace trasmettere, al di là del rispetto, che fa parte della nostra divisa – sottolinea – anche la preparazione, la sicurezza in noi stessi, la tranquillità, il controllo del lavoro, sotto stress e mantenere la lucidità. In un momento in cui, c’è tanta confusione – aggiunge – risulta importante, riuscire poi, a vedere, dove lo stress non lo permette. Mettere ordine nel caos”.

Parla da vera atleta, Emanuela. Con i valori olimpici, scolpiti dentro : “I miei valori li ho appresi nello sport – racconta – a nove anni, già, facevo agonismo e fino ad ora, che ne ho 37 – dice la Magnanimi – ho continuato, a seguire questa strada. Nello sport abbiamo dei valori puliti – aggiunge, spiegando poi, le diverse modalità di espressione di essi – concentrarsi su se stessi, ordinarsi nella vita di tutti i giorni. Riuscire a mantenere fede a tutti gli impegni. Questo è importante, per raggiungere i grandi risultati”. Li ritrova poi, nella vita di tutti i giorni, questi ideali sportivi, che come uno specchio, durante le gare agonistiche, rappresentano una metafora, della quotidianità : “C’è un rispetto là sopra – dice Emanuela, parlando della sua disciplina del K1 – che non si può vedere da fuori, c’è un rispetto che viene dalle arti marziali, è straordinario”.

GLI IDEALI

Oggi, nella società odierna, c’è un grande bisogno di questi ideali, che gli atleti, attraverso la loro pratica sportiva, insegnano, tramite l’amore per il loro sport di appartenenza. Anche per Emanuela, è così : “C’è caos. Grazie a questo sport, anche i ragazzi di oggi, riescono a ritrovare quell’ordine mentale, che secondo me, un po’ si sta perdendo – riflette l’atleta romana – quindi, io pratico lo sport. Ma posso farlo ed anche studiare, allo stesso tempo. Posso fare sport, studiare e lavorare”. La tenacia e la costanza nel proprio progetto personale, apre orizzonti nuovi e regala grandi momenti di crescita : “Non tolgo niente al mio lavoro – sottolinea Emanuela, continuando – perché lo adoro, riesco ad allenarmi. Sono stanca ? Ce l’ha posso fare –chiarisce – è possibile superare ogni volta, un limite nuovo. Non c’è limite. Quello che ci prefissiamo, è quello che dobbiamo superare”. Volere è potere e lei lo sa bene : “Possiamo fare qualsiasi cosa. L’importante è che, nella nostra testa, siamo convinti di volerla fare”.

Anche per lei, esistono momenti di forte stanchezza, ma li affronta, sapendo che poi, c’è un traguardo nuovo da raggiungere : “Anch’io ne soffro, facendo tutto – dice sorridendo, riflettendo su se stessa – ma è lì, che poi il mio maestro interviene – continua, con decisione – mi dice che ce l’ha posso fare. Lì trovi la forza, per fare tutto”. Conclude sorridendo, con dolcezza. Ed è con lo stesso sentimento, che racconta il suo percorso agonistico, vissuto dalla scorsa estate, fino a Montecatini Terme : “Mi sono allenata, ad esempio, con un ex lottatore delle Fiamme Oro – dice – che praticava la lotta greco romana. Mi sono preparata sulle tecniche di questa specialità. Cerchiamo di apprenderle tutte e da tutte le arti marziali, per accrescere le nostre conoscenze. Per renderle più ricche”.

L’Mma di queste tecniche ne comprende parecchie, ed è per tale motivo che, Emanuela, avendo lo scopo di praticare questa disciplina sportiva, sta completando il suo cammino di preparazione e di conoscenza, per essere poi pronta, ad entrare in gabbia : “Il mio progetto per il futuro è infinito – dichiara la pluricampionessa mondiale di K1, continuando – adesso, è venuto il campionato del mondo – dice sorridendo – poi, cominciamo con l’Mma – aggiunge – chissà, forse andremo anche all’estero, perché no ? – ammicca con dolcezza, proseguendo – intanto, iniziamo questo viaggio – sottolinea la Magnanimi – per ora il limite non lo abbiamo. Stiamo già comunque, lavorando per l’Mma”.

E la K1, come lei conferma, a domanda, è una base ed un pezzettino di disciplina, che può preparare all’Mma. Quest’ultima è un misto di arti marziali: “E’ il nonplusultra di esse. In realtà, chi sale là sopra, deve essere preparato, a lavorare, sia con le percussioni, sia con la lotta, in piedi e a terra. Devi essere un artista marziale, completo. Non devi avere lacune e non devi offrire il fianco – racconta Emanuela, spiegando le particolarità della lotta in gabbia – devi essere consapevole, di aver fatto, un ottimo lavoro alle spalle. Lì dentro, devi mettere in gioco, tutte le tecniche che hai appreso e che hai fatto tue. Essendo uno sport situazionale – continua a chiarire, Emanuela – ogni incontro che dobbiamo fare, è diverso dall’altro. Potrai avere, di fronte a te, magari il lottatore, con cui dovrai giocare di più, sullo striker. Avrai lo striker, quindi dovrai fare di più il lottatore”.

LA TATTICA

E’ importante, allora, sapere sempre, come muoversi e quale atteggiamento tattico, assumere : “Devi capire come muoverti. Infatti, in quel momento – dice ridendo, consapevole del momento critico – è lì, che rientra il maestro. Quando tu non riesci a focalizzare – continua, sorridendo – hai il suggerimento, al tuo angolo, che ti guida. A mano a mano, che tu vai avanti. Devi tuttavia, essere sempre presente, durante il combattimento e avere, allo stesso tempo, la testa ed un occhio, anche nel tuo angolo. Devi – conclude dolcemente – essere connesso, sempre, con tutto”.

Ed in gabbia, come sul ring, ma anche nella vita, comprendere tempi e modi di comportarsi e fare le scelte giuste, è fondamentale per raggiungere traguardi sempre nuovi : “Adesso, mi alleno su due fronti – spiega Emanuela – sia all’Heaven, che a Roma – precisa, continuando – ho cominciato, poi, tanti anni fa, con il sandà, che è una tecnica di combattimento, del kung fu. Ho iniziato da lì e poi, le ho praticate tutte, per mia passione – aggiunge ridendo, divertita – mi piace tuttavia – continuando a ragionare su se stessa – ogni volta, mettermi in gioco. Quando approfondisco, la parte del pugilato, voglio gareggiare. Un conto, è farlo in una palestra ed un conto invece, è salire su di un ring e vedere sotto stress, mentre fai la prova su te stessa, come hai appreso le tecniche. E’ fondamentale, secondo me”.

Ed Emanuela, appena laureatasi campionessa mondiale di K1, come nella sua amata magistrale, lo fa nello sport e continua a farlo, nella vita. Sempre con questa mentalità vincente e sempre, con dedizione e passione. Facendo sempre attenzione, al suo prezioso angolo, dove stanno tutti i suoi tesori.

Alessandra Giorgi

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