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Stefano Maniscalco a Monte Bianco : le esperienze vissute e gli insegnamenti ricevuti

“L’essere umano che scala una vetta, è una cosa straordinaria. Sei tu che scali la natura”

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Il Faro on line – A più di 3000 metri di altezza, lassù, dove il cielo sembra toccarsi, con un palmo di mano, l’anima di un karateka ha sfiorato cime impossibili. Il suo Bushido in verticale ha descritto un cammino, che per quasi un mese, lo ha visto protagonista, di un reality tutto italiano. E Monte Bianco, per il pluricampione mondiale di kumite Wkf, ha rappresentato una nuova sfida, affrontata e superata. Alla fine, Stefano Maniscalco non ha vinto il programma, ma ha imparato insegnamenti che la montagna gli ha suggerito, rafforzandolo dentro, mentre con la sua guida alpina, Anna Torretta e nella cordata gialla, a loro assegnata, ha segnato passi e solchi sulla neve. 

La sua prima trasmissione televisiva, di prima serata, in onda su Raidue. Una grande occasione per farsi conoscere, dal grande pubblico. Già ammirato e osannato dal popolo mondiale del karate, Stefano ha potuto parlare di sé e della sua passione della vita, quella per il tatami, a chi, di karate, non ne sentiva parlare tutti i giorni e con entusiasmo ed anche per questo, ha accettato di prenderne parte : “Il mio agente mi disse, che c’era la possibilità di partecipare ad un adventure game – racconta Stefano ai lettori de Il Faro on line – e subito ho dato la mia disponibilità”. 
La curiosità di sperimentare un ambiente naturale diverso, da quello che lui stesso frequenta abitualmente poi, ha stuzzicato il suo spirito di campione sportivo : “Sono sempre stato un amante della natura – confida e continua – ma fino in fondo la montagna, non l’avevo mai vissuta”. Stefano è nato e cresciuto a Palermo e vivendo a Roma, un’altra città di mare, non ha assaporato mai completamente la montagna. Lui lo racconta in questo modo : “Essendo siciliano e vivendo il mare – dice – la natura l’ho sempre apprezzata. Ho cominciato ad amare la montagna, quando sono entrato in Finanza. Nei raduni di Predazzo”.

 In queste occasioni, Stefano ha incontrato la sua ex ragazza, che praticava lo sci, anch’essa delle Fiamme Gialle, come lui stesso racconta e da quel momento, ha cominciato a scoprire, questo mondo, della neve : “Ho imparato ad andare sugli sci e sullo snowboard, però fino in fondo, non l’avevo mai vissuta. Non la potevo apprezzare completamente”. Ecco allora, che è arrivato immediato quel suo consenso, alla partecipazione a questo nuovo reality show : “Quando mi si è presentato – dichiara con entusiasmo – ho detto subito di sì”. E ringrazia anche le sue Fiamme Gialle, per aver potuto vivere questa nuova esperienza, all’ombra della cima più alta d’Europa, sotto le luci delle telecamere : “Grazie al Generale Giorgio Bartoletti e al Comandante Vincenzo Parrinello, che mi hanno dato la disponibilità nel farlo, ho partecipato a questo reality”.
 
Sono state indescrivibili, le emozioni da lui vissute, sin dalla prima puntata del 9 novembre : “Ho provato delle sensazioni fantastiche – confida – ho apprezzato la montagna in tutte le sue sfaccettature – continua a raccontare, Maniscalco – è un paesaggio bellissimo, con tutta la sua flora e la fauna”. E sono state tante le bellezze, da lui vissute, come molti anche, gli animali incontrati : “Ho visto stambecchi, camosci, volpi e anche gatti selvatici. Vivevo in un campo base a 2000 metri di altezza”. Prima delle prove, affrontate con la bravissima guida alpina e pluricampionessa mondiale, come lui, di arrampicata su ghiaccio, Anna Torretta, c’è stata in particolare, una difficoltà, certamente fisiologica, affrontata, insieme ai suoi compagni di avventura : “All’inizio, ci sono stati, alcuni sbalzi termici e li risenti – riflette, continuando – è stata un po’ tosta, non essendoci abituato. Ma poi, c’è stato l’acclimatamento, per tutti”.

In questo caso, Stefano descrive come sia stato difficile per lui, venendo da uno sport, non adatto alla neve, abituarsi ad un ambiente, simile : “Con il mio sport del karate – dice – che è una disciplina, anaerobica ed alattacida, si lavora, per alcuni momenti, in assenza di ossigeno. E’ fatto di forza esplosiva – sottolinea – mentre, l’alpinismo è totalmente differente”. Anche questa, dunque, è stata una sfida da vincere, per il samurai delle Fiamme Gialle : “L’alpinismo richiede un lavoro aerobico – spiega – in esso vengono privilegiati, atleti resistenti. Per uno che fa karate – continua a chiarire Maniscalco – è proprio sconsigliato”. Ma poteva un samurai e pluricampione mondiale, tirarsi indietro, di fronte ad una sfida del genere ? No. Non fa parte del suo essere e allora, è andato fino in fondo : “Ce l’ho messa tutta – confida, ricordando quei momenti, in cima alla montagna, continuando – ho fatto quello che ho potuto. Mi sono divertito”.

Sono ancora presenti nella sua memoria, tutti i compagni con cui questa avventura è stata condivisa e vissuta. Lui stesso, li descrive in questo modo : “Era con me, un atleta fortissimo, come Gianluca Zambrotta – racconta Stefano – un vero campione del mondo – sottolinea – ed un grande uomo. Ho conosciuto anche, il giornalista di Libero, Filippo Facci – aggiunge il campione delle Fiamme Gialle – grandissima persona. E’ duro – riflette Maniscalco – ma anche un tenerone – sorride e continua – si è messo a piangere, quando sono uscito”. E descrive Stefano, come tante amicizie nate in questo reality, potranno avere un seguito, anche fuori : “Filippo mi ha invitato a Milano, a fare delle ferrate. Lui odia i social, è uno ancora, da vecchio stampo. E’ una persona vera, che ti guarda in faccia e ti dice quello che pensa – confida Stefano e racconta anche di Enzo Salvi, che come lui, vive ad Ostia Lido – sono diventato molto amico con Enzo. Dobbiamo andare a cena fuori”. Racconta anche degli altri compagni, parlandone con nostalgia e rispetto : “Arisa è una bravissima cantante. Anche Jane Alexander, è una grande donna e attrice e poi – aggiunge – ho trascorso questa avventura anche con Dayane Mello, che è una grande top model e professionista”. E’ stata lei ad impressionarlo, in modo particolare : “Ha dimostrato grande carattere. Molto competitiva”.
 
E ancora una volta, Stefano Maniscalco accetta di tornare lassù, con la mente, sulle pareti rocciose del Monte Bianco, per raccontare ad Il Faro on line, le sensazioni vissute, come i momenti anche, di stallo : “L’essere umano che scala una vetta, è una cosa straordinaria – riflette con passione e continua – dona una sensazione immensa – descrive, proseguendo – sei tu che scali la natura”. La voglia di un vincitore di arrivare sempre più in alto e dimostrare a tutti, che può superare qualsiasi cosa, è più forte, quando a guidarlo, è l’istinto del campione : “Ho raggiunto due vette – precisa Stefano – due pareti difficilissime, molto tecniche. L’Aiguille Croux e la Vierge. Entrambe, da 3.500 metri”. Le ha scalate Maniscalco, facendo un percorso, come lui racconta, su di un dislivello precedente e su un ghiacciaio a più di 3000 metri di altezza.

E tanti sono stati, i momenti difficili vissuti, come anche quelli, in cui lo spirito del samurai, è venuto fuori : “Dalla televisione sembra tutto facile. Non è così – dice Stefano, continuando a descrivere, le sue scalate – ti ritrovi a 3000 metri di altezza, con una guida alpina, che non riusciva a tirarmi su”. Era tanta la differenza, di stazza, tra lui e la Torretta, ma alla fine, la competenza e la professionalità di Anna, è riuscita a spingerlo in cima : “Una grandissima professionista – ci tiene a precisare, continuando – che quando saliva verso la cima, poi non la vedevi più”. E come affrontava, il samurai gialloverde, quegli istanti solitari ? Ecco, come li racconta : “C’eri tu solo. Tu e la montagna – confida – non ero mai salito, attaccato ad una roccia – continua a precisare, Stefano e si chiede – come fare a salire ? Non nascondo, che mi è venuto un attimo di panico”.

Anche i suoi tifosi, che in tantissimi lo hanno seguito in tv, hanno certamente provato, le stesse sue emozioni. Ma conoscendolo, sapevano che poi, alla fine, il pluricampione mondiale di karate, avrebbe trovato il modo, per uscirne : “Mi sono affidato al mio karate – dice – esso mi ha insegnato a stare tranquillo e a vedere le soluzioni – racconta Stefano – mi sono concentrato e mi sono detto : qui, la cosa è una. Devo salire. Qua, non posso rimanere e allora, ho visto gli appoggi e all’improvviso – dice sorridendo – mi si è aperta la strada”. 

Ha visto il suo Bushido in verticale, Stefano, disegnato sulla roccia, dritto verso il cielo ed i principi della sua disciplina orientale, lo hanno spinto, sempre più in alto. Nella prima prova eliminazione, quella sull’Aiguille Croux, la salita è stata più difficoltosa per lui e lo racconta, ammettendolo, ma poi, per la seconda, quella che poi, gli è costata l’uscita dal programma, contro la cordata rossa, di Gianluca Zambrotta, che poi ha vinto Monte Bianco, la salita è stata più agevole : “Sono salito un po’ più su – dice – perché, avevo capito, il metodo”. In queste sfide ad eliminazione reciproca, non è tanto il metodo giusto da utilizzare, certamente prezioso, ma quanto il tempo minimo, in cui questo deve essere messo, per vincerle. Ma ciò che è importante, per Stefano, alla fine, è stato quello che ha imparato e ciò che per sempre, resterà nel suo cuore : “Sono salito a 3000 metri di altezza – dichiara, pensando ancora alle sue scalate, in montagna – ho provato un’emozione indescrivibile. E’ come vincere un campionato mondiale – confida con fierezza – perché c’è un uomo che ha raggiunto una vetta. E l’ho raggiunta con le mie mani, con le mie gambe, con la mia forza”. Stefano stesso è una roccia e tutti i suoi amici e tifosi, lo sanno bene. Lui è uno che non molla mai e la sua umiltà da samurai e di persona, sa che tutto questo, è stato possibile, anche grazie ad Anna Torretta : “Meno male, che hai una guida alpina con te. Lei ti dice come muoverti e agire”. Tuttavia, sono state le sue mani e i suoi piedi da atleta, a scalare da solo la montagna, quando la Torretta lo incoraggiava a salire e lui restava solo, con il vuoto dietro la schiena : “Io l’ho scalata – sottolinea e continua – io ho scalato la montagna. Oggi posso dire che sono un piccolo alpinista – dice Stefano – ho raggiunto la vetta. Anzi, due vette. Questo, fa parte del mio bagaglio personale”.

E la conserverà segretamente, sempre dentro se stesso, questa consapevolezza, che lo ha fatto crescere, ancora di più : “Oltre ad aver vinto, due mondiali, ho scalato anche due vette. Me lo custodisco dentro, questo. Le due vette mi hanno insegnato che la natura non perdona. Dobbiamo comunque rispettarla – riflette, proseguendo – arrivare in cima, è difficile, ma quando lo fai, è meraviglioso”. E cosa si vede, da lassù ? Lui risponde in questo modo : “Il paesaggio è fantastico – confida – ti ritrovi vicino ad altissime altre montagne, come il Dente del Gigante e la cima dello stesso, Monte Bianco, che sta lì con te, a soli 100 metri”.

Non può che esprimersi allora, la sua anima del samurai, che in contatto con la natura, medita e incontra se stesso. Ma Stefano, durante le sue scalate, ha avuto tanti altri incontri, tra i quali, anche quello, con un simpatico camoscio e lui lo racconta, ridendo, teneramente : “L’ho visto a 50 metri, da me, che mi guardava – racconta sorridendo – stavo a 3000 metri e mi sono chiesto : che ci fa, questo animale qua ? – aggiunge ridendo e continua, riflettendo – capisci, allora, veramente, che sei parte della natura”. A livello spirituale, sono state queste le esperienze che lo hanno segnato : “Ho sentito la montagna – dice – ed anche i suoi animali – aggiunge e raccontando la quotidianità al campo base, continua a descrivere – sono stato, per quasi un mese lì – precisa – alle nove calava il sole. Eravamo noi, la natura e le stelle. Bellissimo – ricorda con nostalgia, continuando – alle 5 e 30, suonava la sveglia e per noi, che facevamo le prove, la giornata si annunciava molto lunga. Il mese era quello di luglio, ma c’erano dei grandi sbalzi termici e ci lavavamo anche, in un fiume ghiacciato”.

Tuttavia, quando il pluricampione mondiale di karate, raggiungeva la sua vetta, tutto l’universo conosciuto entrava dentro di lui, come se quella medaglia d’oro fosse ancora una volta, stata messa al collo : “Le sensazioni che senti, sono come quelle che provi, quando vinci un campionato del mondo – confida, ammettendo – in quel momento, non sei diventato miliardario, ma ciò che hai dentro, è un senso di potenza assoluto. Ti trovi veramente a fare una cosa, che nessuno pensava, che tu potessi fare”.
E lo ha fatto, Stefano Maniscalco, in questa prima e nuova trasmissione targata Raidue, con Caterina Balivo e Simone Moro, che per quasi un mese lo hanno accompagnato e consigliato. Per sempre nel suo cuore, resteranno quei momenti, come anche le cime ammirate e le stelle guardate. Quale sarà stata la sua ? Sicuramente, quella che lo ha fatto salire, ancora più su.

Alessandra Giorgi

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