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Stefano Maniscalco a Monte Bianco, i valori del karate ed il sogno di un film, tutto suo

Il rispetto, la tenacia ed il coraggio, comunicati. E la televisione, è una cassa di risonanza, per chi, come lui, vuole parlare del suo sport, sempre di più

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Il Faro on line – Continua il cammino de Il Faro on line, lungo la via delle arti marziali e del Bushido, in verticale, di Stefano Maniscalco, percorso nel reality, Monte Bianco. Nella prima tappa, della strada, Stefano ha descritto la sua esperienza nel programma e cosa, le mille emozioni, provate, hanno trasmesso, al suo spirito di samurai. La seconda tappa, di questo cammino, riguarderà, proprio quei valori, che ogni karateka vive sul tatami e che poi, il pluricampione mondiale di kumite, ha portato con sé, scalando le vette più alte, ad un passo dal cielo.

Il desiderio di Stefano era quello di far conoscere questa disciplina orientale e di sperimentare se stesso, celebre karateka, all’interno di una sfida, che quei valori, hanno caratterizzato. E allora, tornando con la mente, sulla roccia scalata, con mani e piedi, per raggiungere la cima, della montagna, racconta che cosa, del karate stesso, ha sentito e voluto comunicare, ai telespettatori, di Monte Bianco: “Prima di tutto, il rispetto. Nel karate, la prima cosa che tu fai, quando sali sul tappeto – dice – è il saluto. Lo si fa, al tatami, al maestro, ai compagni ed al kamize”.

Questo gesto millenario, lo ha manifestato nei confronti dell’ambiente alpino, da lui vissuto: “Il rispetto della natura e della montagna – chiarisce – e con chi stai facendo la sfida”. E’ pericoloso, un contesto naturale del genere, se non lo si conosce, fino in fondo ed Anna Torretta, la sua guida alpina, nella cordata gialla, lo ha ben accompagnato, nelle prove indicate: “La montagna non perdona – sottolinea con decisione, continuando – là, si muore. Con la montagna non si scherza, se c’è uno sbaglio, si rischia la vita. Io ho rispettato la montagna”.

Ha costruito un dialogo interiore, Stefano, con essa ed il coraggio, profuso, ha mostrato, altri principi di quel cammino del karate, che ha messo nel reality: “L’audacia nell’affrontare le prove. Essere audace, è quello che mi ha insegnato sempre, il karate. Il non arrendersi”. Ma anche la pace del samurai, è fondamentale, mantenere, soprattutto quando, le difficoltà, sopraggiungono: “Lo stare tranquillo. Ciò che mi ha aiutato a scalare una montagna, perché se mi prendeva il panico, non potevo andare avanti”. Lo ha fatto, allora Maniscalco, quando, addosso, alla roccia, ha dovuto in pochi secondi, decidere, come muoversi e continuare a salire: “Bisogna riflettere – dice con profonda convinzione – l’alpinista è colui che raggiunge, la vetta.

Non esiste un tempo di percorrenza, … certo – aggiunge, in riferimento alle regole del reality – questo era un gioco, quindi, noi abbiamo dovuto confrontarci con il cronometraggio, nelle scalate e a volte, non potevi goderti, neanche il percorso – chiarisce – ma sono state, ugualmente, delle avventure fantastiche”. Va il suo pensiero, anche ai tanti professionisti della montagna, che come la sua guida alpina, affrontano pendìì impervi e scalate pericolose, per mestiere e per passione: “Gli alpinisti sono dei supereroi – sottolinea, Stefano – sono persone che vivono la montagna e che si addossano, delle grandi responsabilità”.

E prosegue a spiegare: “Nessuno ti garantisce niente”. Ha visto, un film ultimamente, il pluricampione mondiale di karate, al cinema e molto ha ripercorso, della sua avventura, a Monte Bianco: “Everest – dice – mi ha impressionato – continua – mi sono anche emozionato. Quello che i suoi protagonisti hanno fatto, noi lo abbiamo vissuto, nel reality”. Si riferisce, alla quotidianità vissuta. Stefano, lo racconta, con queste parole: “Nel nostro piccolo, lo abbiamo fatto anche noi. Mi sono rivisto : le esperienze al campo base, il mangiare tutti insieme, il festeggiare anche, prima e dopo una vetta”. E descrive, quanto, questo momento, sia stato prezioso, per un’avventura del genere: “E’ importante. Hai raggiunto un obiettivo – sottolinea – ce ne sono tanti nella vita, è quello che dico sempre ai ragazzi”.

Tanti, sono per il campione delle Fiamme Gialle, gli incontri che lui stesso, vive con i giovani delle scuole, con gli atleti più piccoli e con i tanti appassionati di karate: “Esistono tanti scopi nella vita. Raggiungeteli – dice, riferendosi, ai dialoghi che lui instaura con le nuove generazioni e, riguardo alla sua esperienza personale, continua – per arrivare al Monte Bianco, io ho scalato due cime. Non ci sono arrivato, alla fine – riflette ed esprime un piccolo desiderio – non è detto però, che prima o poi, lo faccia”. E’ un percorso a tappe, la vita e sperimentare, occasioni, come situazioni nuove, garantisce, una crescita interiore. Prosegue a descrivere Stefano, questa sua filosofia di atleta e di persona: “Comunque, ho provato. Bisogna fare i sacrifici, per arrivare, in alto. Sempre”. Stefano Maniscalco è stato il primo karateka, che ha partecipato ad un reality e di questo particolare, format, in un ambiente montano. Molti appassionati ed atleti di karate, anche suoi ammiratori, lo hanno seguito.

E lui, ha portato con sé, valori e particolarità di questo mondo del tatami: “E’ stata una cosa fantastica, partecipare – dice, con entusiasmo, proseguendo – e portare con me, tutti questi ragazzi che amano il karate, è stato emozionante”. Descrive poi, quello che lui stesso, ha voluto comunicare ai telespettatori, che per tre settimane, lo hanno seguito: “La mia figura e la mia immagine – sottolinea, con decisione – quello che voglio trasmettere in televisione, è appunto, il karateka. Lui è uno tosto. Uno che non si abbatte. Noi siamo sempre nel combattimento – riflette – come una metafora della vita”. Riferendosi, alla sua vita quotidiana, racconta: “Io mi sveglio per combattere ogni giorno – racconta il campione gialloverde – ho voluto dunque, portare lo spirito del karateka. Nella vittoria, ma anche nella sconfitta.

Uscire bene – prosegue a spiegare, Stefano – non solo nel trionfo, ma anche quando si perde. Farlo, da grande gladiatore. Ogni volta, che affrontavo una scalata, portavo con me, tutto il mondo del karate”. Ha ricevuto poi, un tributo dal grande pubblico, grazie alla sua partecipazione al programma, quando per le vie di Milano o di Roma, si è ritrovato, a passeggiare e ad essere riconosciuto, da tante persone: “Camminavo in via Montenapoleone, oppure in Via Dei Condotti e mi riconoscevano – descrive con entusiasmo – come campione del mondo”. Sono davvero tantissime, le medaglie vinte da Stefano, nella sua lunga carriera sportiva. Emozioni, esperienze, fatiche, trofei e tante competizioni conquistate: “Ho vinto 8 medaglie ai Mondiali – spiega – 21 invece, agli Europei e 14, sono stati i titoli italiani – l’attuale campione nazionale dei pesi massimi, di kumite, continua a raccontare – ho conquistato 4 titoli ai Giochi del Mediterraneo, come tante, sono state le medaglie ottenute, nella Premier League”.

La sua visibilità a livello televisivo, grazie ad un programma andato in onda in prima serata su Raidue, è certamente cresciuta e tutto questo, ha portato dei grandi benefici, non solo alla sua figura di atleta, ma anche a tutto il movimento del karate italiano. Come la stessa cosa, è accaduta per la sua amata società di appartenenza, che da 15 anni, lo vede protagonista, le Fiamme Gialle: “La televisione fa questo. E’ una cassa di risonanza, incredibile – sottolinea Maniscalco – molti ragazzi possono adesso, ancora di più, avvicinarsi al karate, perché io ho fatto Monte Bianco ed esso – continua a spiegare, Stefano – è stato una grande vetrina. Ho faticato. Ho fatto l’alpinista”. Uno dei suoi sogni più grandi, oltre a quello di ritornare presto sul tetto sportivo del mondo, nelle prossime competizioni internazionali, della Wkf, sarebbe anche quello di raccontare la sua storia.

Magari all’interno di un film, tutto suo: “Mi piacerebbe, che la gente parlasse di karate – dichiara, il 5 volte campione d’Europa – in giro per il mondo, come negli Stati Uniti, in Francia, in Germania ed in Giappone, le arti marziali, sono seguitissime. E sono spettacolari – sottolinea – ci sono tantissimi artisti marziali, anche in Italia. Perché non farli parlare, di più ?”. Lui stesso vorrebbe farlo, con passione: “Vorrei andare in tv e parlare del karate, della difesa personale e dello spirito del karateka”. Facendo riferimento ai film, aggiunge: “Sono nato con quelli di Van Damme e il mio desiderio, sarebbe quello di fare, come lui. Potrei raccontare, anche la mia storia, perché no ?”.

E come sarebbe la trama, di questo lungometraggio, targato Maniscalco ? Lui lo svela, ai lettori de Il Faro on line: “Sarebbe la storia di un ragazzo che nasce, con la passione per le arti marziali – dice e prosegue – riesce poi a coronare, il suo sogno, conoscendo un maestro orientale, venuto dal Giappone e vince poi, il Mondiale, nel Paese del Sol Levante”. La sua storia, praticamente. Tutta vera e tutta originale. E quel Mondiale vinto, il secondo per lui, in carriera, è arrivato nel 2008. All’ombra del Monte Fuji. Una bellissima sceneggiatura, sarebbe quella, della sua storia personale ed il Van Damme italiano, potrebbe ancora, con il suo talento sportivo, portare a tutti, appassionati e non, quei valori del karate, espressi e respirati, sul pendìo impervio, di Monte Bianco: “Nulla è impossibile – conclude – io ci credo”.

Alessandra Giorgi

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