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Menditto: “Assurda la difesa di Marsili alle mie considerazioni”

Il Presidente della commissione Ambiente: "Dalla reazione di Marsili, si capisce quanto le mie considerazioni abbiano toccato un tasto dolente"

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Il Faro on line – “Dalla reazione piccata del Sig. Giovanni Marsili, Presidente del locale Consorzio di Gestione dell’Osservatorio Ambientale, oltretutto corredata da colorite frasi e “lezioncine” che vorrebbe impartirmi, si capisce quanto le mie considerazioni abbiano toccato un tasto dolente. Il Sig. Marsili si appella alle medie, suppongo riferendosi ai valori (o forse intende le scuole, visto che poi parla anche di elementari) per giustificare la supposta uguaglianza tra le centraline del Consorzio e quelle dell’Arpa” – lo dichiara in una nota Dario Menditto, presidente della commissione Ambiente.

“Il mio professore di statistica all’Università – prosegue la nota – diceva che le medie sono come i bikini, quello che lasciano intravedere è interessante, quello che nascondono è fondamentale. Oppure si può citare il più famoso paradosso in base al quale se io ho due polli e tu nessuno abbiamo in media un pollo a testa, ma tu muori di fame ed io ingrasso.
Quando si parla di Pm 10 le medie vogliono dire relativamente poco, mentre i dati importanti sono proprio quelli massimi, quelli oltre i limiti, i cosiddetti “sforamenti”, perché i picchi di Pm 10 possono determinare patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio anche nel giro di poche ore”.

“Non a caso la normativa fa proprio preciso riferimento al numero di sforamenti annuali, che non possono essere più di 35 e secondo l’Oms tali limiti dovrebbero essere ancora più severi.
Quindi la capacità di una rete di rilevare valori massimi è indice di affidabilità più della media dei valori registrati e tali rilievi devono anche essere coerenti, non come quelli sporadici e senza senso ai quali ci ha abituato il Sig. Marsili, tipo quello da lui stesso citato del primo dicembre nella stazione di monitoraggio di Sant’Agostino e che non è riuscito a giustificare in alcun modo” – continua il presidente della commissione Ambiente.

“Apprendiamo poi che le stazioni della rete consortile sono localizzate nelle aree periferiche o rurali. In tal caso sarebbe bene che venissero classificate in altro modo, perché in base alla normativa le centraline di fondo urbano devono essere in grado di rilevare il contributo integrato di tutte le fonti, anche del traffico, soprattutto “in un giorno da cani per l’inquinamento atmosferico … principalmente a causa del traffico veicolare e delle avverse condizioni meteorologiche” come sostiene Marsili”.

“Poi la chiusura del comunicato del sig. Marsili è davvero commovente quando mi consiglia di non mischiare le pere con le mele, quando poche righe prima lui stesso sottolinea che la rete del Consorzio ha misurato 12 sforamenti contro i 3 sforamenti della centralina di Villa Albani, paragonando una rete di 12 centraline dislocate su sei comuni con una sola centralina. Caro Sig. Marsili, si tenga pure le sue lezioncine, che grazie a Dio di professori validi nella mia vita ne ho avuti” – conclude Menditto.

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