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Margherita Magnani, una medaglia mondiale e la qualifica a Rio 2016

Anche la vicecampionessa mondiale militare, al Tempio di Adriano. Il minimo, per i suoi primi Giochi e la passione per le Fiamme Gialle

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Il Faro on line – E’ stata la prima medaglia internazionale, per lei, quella conquistata ai Mondiali Militari. E dietro, con se’, mentre correva, verso il traguardo, inseguendo il sogno di salire sul podio, portava, i suoi tanti e bellissimi tempi, registrati, sulle distanze in pista, del mezzofondo italiano. E Margherita Magnani, durante la cerimonia di presentazione del calendario da tavolo ed agonistico 2016, delle Fiamme Gialle, dello scorso 18 dicembre, ancora lo ricorda, con emozione: “E’ stata una soddisfazione”.

Confessa e continua: “La prima medaglia, di livello internazionale, per me, di un certo valore”. Questo argento ottenuto, sotto il cielo coreano, nella specialità dei 1500 metri ed in quella corsa, che tanto ama, è arrivato dunque, in occasione dei Mondiali di ottobre, rivolti a  tutti gli atleti in divisa, del mondo: “Avevo preparato comunque bene, questa gara, di fine stagione – dice – perché, venivo da un 2015, condizionato da un brutto infortunio”.

E’ conosciuto il valore del cuore di un atleta, quando, tornato a praticare, la sua disciplina sportiva, quella in cui mostra, il suo talento innato, esprime il suo dono agonistico. Vincendo. La Magnani lo racconta: “Ho preparato tutto bene – dichiara, proseguendo – avevo fatto in carriera, un sacco di quarti posti. Alle Universiadi, in Coppa Europa e ai Giochi del Mediterraneo. Finalmente, una bella medaglia!”.
E la sua dedica, non va solo a se stessa: “Sono stata molto contenta – chiarisce – sia per me, che per le Fiamme Gialle”.
E sta diventando complicato, affermarsi in un contesto sportivo, dove molto, viene dominato, dai veloci atleti africani: “Diciamo che, nell’atletica è molto difficile, avere delle medaglie internazionali – racconta Margherita – perché purtroppo, la specialità che pratico io, è condizionata dalla presenza, degli atleti africani. Emergere è complicato, anche nel contesto europeo”. 

Ma la campionessa italiana e vicecampionessa mondiale, del 2015, quella medaglia, l’ha ottenuta, con l’impegno e la determinazione, mostrati, infinite volte, nelle tante gare, alle quali, ha partecipato, in carriera: “Avevo alle spalle, i tre campionati italiani vinti – racconta la mezzofondista cesenate – insieme al record italiano, ottenuto nei 1000 metri indoor. Avevo tuttavia, già fatto, una finale mondiale sui 3000 metri e partecipato a diverse edizioni, di campionati europei e mondiali”. Alla fine, il metallo importante, è arrivato: “Questa medaglia è stata il coronamento, di tutte le mie esperienze agonistiche”. 

Sono ben tre, per Margherita, i record personali, conquistati, in pista, in volo, verso il traguardo. E la distanza, in cui essi sono stati ottenuti, non è solo quella, dei 1500 metri. Infatti, oltre ad aver segnato, un buonissimo tempo, in questa specialità, la sua preferita, con 4’06’’05, ottenuto nel 2014, in Germania, sono arrivati anche, altri due primati. Uno negli 800 metri, con 2’02’’84 e l’altro, nei 3000 metri, con 8’51’’82. 

Una carriera in continuo crescendo, per la Magnani che ultimamente e con grande gioia, ha staccato un prezioso tagliando, destinazione Rio 2016: “Ho ottenuto lo standard minimo, per i prossimi Giochi Olimpici – e continua a spiegare, Margherita, ai suoi tifosi e ai tanti appassionati di atletica leggera – prima era di 4’06’’00””.

Come lei chiarisce e spiega con precisione, la Iaaf ha rivisitato alcuni criteri di entrata, nella gara dei 1500, alzando il tempo di qualifica, ad un secondo in più: “In base all’andamento mondiale – prosegue a dichiarare, la campionessa del mezzofondo, delle Fiamme Gialle – ha stabilito che il tempo, per i 1500, sia quello di 4’07’’00, con valenza, al primo maggio 2015”. E i due centesimi in meno, rosicchiati sul cronometro, ha permesso a Margherita, di entrare nella spedizione azzurra, per le prossime Olimpiadi brasiliane: “Quest’anno ho fatto, 4’06’’80 e sono dentro – aggiunge con entusiasmo, continuando – tuttavia, dovrò comunque confermarmi, su quei livelli e dare prova, di buona efficienza”. 

E’ una persona molto precisa, la Magnani. E certamente, in questi mesi, che precedono l’emozionante appuntamento, sotto la bandiera a Cinque Cerchi, la vicecampionessa mondiale militare, non mancherà di firmare, ancora tempi utili, per meritare, la sua partecipazione ai Giochi. 

Lo farà Margherita e ancora, insieme al prezioso appoggio, del suo allenatore delle Fiamme Gialle, Vittorio Di Saverio, per uno sport che adora e per quel senso di libertà, che esso le dona: “Associo la corsa, alla libertà – dice – quando lo faccio, mi sento libera”. Spesso, nei discorsi dei campioni, ricorrono queste associazioni che vanno a descrivere, lo sport, come qualcosa di molto importante, ma anche di educativo: “Insegna tanto – spiega la Magnani – soprattutto per chi pratica, una specialità, come la mia. La disciplina è uno dei valori che lo sport trasmette”. E la dedizione, nel mezzofondo, è fondamentale, per raggiungere sempre, nuovi risultati: “E’ uno sport di resistenza. Deve essere improntato sulla continuità. Ti insegna ad essere disciplinato e a gestirti, meglio, nella vita”.

Ecco, dunque, che arriva un aiuto prezioso, per lei, che veste una divisa, di cui è particolarmente orgogliosa: “Senza un Gruppo Sportivo Militare, alle spalle, svolgere l’atletica leggera a livello professionistico, sarebbe stato difficile – dichiara Margherita e aggiunge – come arrivare a certi obiettivi”. E conclude, sorridendo: “Grazie al mio ingresso, in Fiamme Gialle, ho fatto il mio salto di qualità, come atleta”.

Alessandra Giorgi

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