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Rischio di licenziamento senza preavvsio per l’architetto Claudio Sciacchitano

Tanti i colleghi che hanno firmato una lettera di solidarietà a favore dell'architetto

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Il Faro on line – Oltre 40 le firme gia’ raccolte in comune dai colleghi dell’Architetto Claudio Sciacchitano per il rischio di licenziamento senza preavviso come comunicato dall’attuale presidente pro tempore Dirigente Giovanni Cocozza. Il dipendente, secondo le accuse, avrebbe “rilasciato una autorizzazione all’installazione di delineatori flessibili ad un cittadino, delineatori atti a rallentare il flusso veicolare”.  Il richiedente dell’installazione dei dissuasori di velocità è il consigliere Luca Fanco la cui autorizzazione è stata avallata dallo stesso comandante della municipale e malgrado i dissuasori siano stati installati a spese dello stesso Fanco nessun agente della municipale ha sollevato contestazioni in merito o sono arrivate ordinanze di rimozione.

Sono scesi in sostegno dell’architetto Sciacchitano tanti colleghi che hanno firmato una lettera di solidarietà inviata allo stesso Sciacchitano, al sindaco, alla giunta comunale a tutti i consiglieri comunali, alla segretaria comunale, alle Rsu, alle Organizzazioni Sindacali Provinciali ed agli organi di stampa. I colleghi nella missiva fanno notare come quello che viene definito come un atto di “gravità tale” è relativo ad una autorizzazione per un piccolo intervento di segnaletica stradale, realizzato per la “sicurezza dei cittadini” e completamente a cura e spese di un privato, a fronte di un precedente legittimo “parere favorevole” all’intervento da parte del Dirigente della Polizia Locale Avv. Giuseppe Sciaudone, che di fatto ha assorbito la firma dello stesso Sciacchitano.

Claudio Sciacchitano, è stato allontanato dal lavoro: è la prima volta che si mette in moto una azione disciplinare così pesante verso un dipendente, per di più un architetto responsabile del settore viabilità, specialmente se si considera il fatto che diversi sono i dipendenti che non sono stati neppure sospesi quando hanno avuto la ristrettezza della libertà, o a seguito di condanne del Tar successivamente ricorse in appello ed in attesa di sentenza definitiva.

Luigi Centore

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