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“Ninfa, la persistenza della memoria”: mostra di incisioni calcografiche e disegni

Questo piccolo centro, dopo il 1382, quasi del tutto spopolato, continua però a tramandare il proprio ricordo

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Il Faro on line – Il giorno 15 gennaio 2016, con inizio alle ore 16,00 si terrà all’interno delle sale del Complesso Monumentale di Tor Tre Ponti la mostra di incisioni calcografiche e disegni dal titolo “Ninfa, la persistenza della memoria” di Alberto Serarcangeli e Marcello Trabucco. Verrà presentata una raccolta di incisioni (in numero di dieci) con una serie di disegni preparatori, pastelli e olii (circa 25) che sono nati con l’intento di ripercorrere le antiche suggestioni dei viaggiatori, che affascinati dalla natura selvaggia e poetica del luogo, hanno lasciato sublimi descrizioni della Pompei del Medioevo, così come la definì Gregorovius.

“Per noi moderni e perciò inadeguati seguaci, di cotanta straordinaria tradizione e con così impegnativi predecessori, è stato da una parte una sorta di obbligo unito ad un istintiva attrazione, che ci ha guidato e quasi spinto a cimentarci nella realizzazione di questa serie di incisioni, eseguite nell’intento speriamo riuscito, di restituire, attraverso la lettura degli elementi costitutivi del luogo”.

Ninfa il lago e il corso d’acqua da sempre hanno segnato il territorio pontino insieme ai vicini centri di Cori, Norma e Sermoneta. Quando nelle cartografie non compare il nome della cittadina di Ninfa, quasi sempre è presente il corso d’acqua con il bacino alimentato dalla sorgente. Le vicende molto variegate e complesse della cittadina, a partire dall’VIII secolo, si intrecciano con le ambizioni politiche ed economiche della Chiesa e delle principali famiglie dell’Italia centrale e, attraverso scontri, conquiste e passaggi di proprietà ne hanno determinato il destino e la storia.

Il titolo della mostra “Ninfa, la persistenza della memoria” deriva dall’osservazione che il piccolo centro di Ninfa, dopo l’anno 1382, ormai diventato un cumulo di macerie, quasi del tutto spopolato, continua però a tramandare il proprio ricordo, mantenendo un posto ben saldo nelle mappe. Memoria che rimanere un punto fisso nella cartografia, con le “ruine” del castello, con i suoi edifici in disfacimento e le numerose chiese semidistrutte fino a quando proprio queste caratteristiche questi ruderi la faranno riemergere dall’oblio e diventare dal XVIII secolo in poi, luogo della fantasia dell’immaginazione e del sentimento romantico.

Nel catalogo (curato da Fabio D’Achille) oltre all’introduzione del Presidente della Fondazione Roffredo  Caetani, dott. Pier Giacomo Sottoriva, sono presenti i contributi dell’avvocato Renato Mammucari storico e fine conoscitore della pittura dell’ottocento e infaticabile valorizzatore della campagna campagna, dell’arch. Giovanni Papi, di Alberto Serarcangeli e di Marcello Trabucco, oltre ad alcune poesie di Rita Notturno.

Abbiamo collocato il nostro operare, convinti come siamo, che la divulgazione e l’analisi inesausta del patrimonio culturale del nostro territorio, di cui Ninfa è senz’altro una delle gemme più preziose, sia un azione doverosa e necessaria per tutti coloro che condividono i celeberrimi versi danteschi “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

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