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Russo D’Auria: “Crisi aeroportuale, un problema dimenticato”

Il leader di Gil: "Se ne parla solo quando arriva la stagione delle partenze, ma le famiglie soffrono tutto l'anno. La politica si attivi ora, e senza divisioni di schieramenti"

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Il Faro on line – “Delle migliaia di lavoratori messi praticamente in strada dalle vicende dell’aeroporto, dall’Alitalia alle società di handling, dai catering alla manutenzione, non ne parla più nessuno. Perché di questi temi fa gioco parlarne solo quando l’attività aeroportuale è sotto i riflettori, come in prossimità dell’estate. Ma non è così. Quelle famiglie soffrono tutto l’anno, e proprio all’inizio del 2016 sarebbe opportuno che la politica programmasse interventi concreti, aprisse tavoli di confronto, per poi arrivare a qualche soluzione almeno in primavera”. Mario Russo D’Auria, leader di Gil (Gruppo indipendente libero per Fiumicino) lancia l’allarme-oblio sul tema del lavoro in aeroporto, in un momento in cui la grande stampa, e anche la politica, sembrano essersene dimenticati.

“Vanno fatte due considerazioni. La Prima: questo è proprio uno di quei casi in cui la politica non deve più dividersi in maggioranza e opposizione, non deve fare calcoli di convenienza elettorale né farsi separare dalle ideologie, ma ritrovare quello spirito di unità, di comunità, che può permettere di dare forza alle richieste. Divisi non si va da nessuna parte, e questo è un dato di fatti. Dunque bisogna cambiare registro se si vuole ottenere qualcosa”.

“La seconda considerazione – prosegue Russo D’Auria – riguarda invece proprio i lavoratori. Anche per loro vale il principio che se la situazione è davvero drammatica non è possibile prendere paure nella protesta. Perché anche se ancora arriva uno pseudo stipendio, questo continuerà per 6 mesi, un anno, forse due, ma poi il problema si riproporrà come per tutti gli altri per i quali è già suonata la campana. E allora, forse, ci sarebbe bisogno di stare in trincea giorno dopo giorno, senza paure dettate dagli altri, politici o media che siano”.

Ilaria Perfetti

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