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Gioco d’azzardo, Megna: Fiumicino come Las Vegas”

L’ex delegato alla legalità: "Ci sono più di 100 luoghi che ospitano le macchinette e circa 30 sale giochi e scommesse, quasi il 4% della quota laziale"

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Il Faro on line – Ed è proprio di una attività fiorente che parla l’ex delegato alla legalità del Comune di Fiumicino Raffaele Megna: “Già perché i numeri che girano attorno ai luoghi che ospitano sia le macchinette “mangia soldi”, più elegantemente note come slot machine, che le vere e proprie sale giochi sono impressionanti. Da numeri ufficiosi, nel Comune di Fiumicino ci sono più di 100 fra bar e luoghi vari che ospitano le macchinette e circa 30 sale giochi e scommesse, in totale un numero importante di posti dove si può giocare d’azzardo”.

“Questi numeri -prosegue Megna – sono allo stesso tempo impressionanti e preoccupanti. Impressionanti perché, rimanendo nel settore delle sole sale scommesse, 30 punti sono veramente tanti se si considera che nel Lazio, secondo la Consulta Nazionale antiusura, sono state censite 769 sale gioco, quindi Fiumicino con i suoi numeri rappresenta il 4% della quota laziale.
La cosa è preoccupante perché, evidentemente, se c’è una grande offerta di gioco c’è anche una importante domanda e questi luoghi possono attirare la delinquenza legata all’usura e lo spaccio di stupefacenti. Ma sono anche i luoghi dove sicuramente si manifesta il fenomeno della ludopatia, cioè la dipendenza  dal gioco d’azzardo”.

“L’usura, come tutto il mondo del gioco d’azzardo, secondo le innumerevoli relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, rappresenta una importantissima fetta degli interessi delle mafie, così come il gravissimo problema della dipendenza dal gioco è una vera e propria malattia che rovina le persone e le famiglie, la cui soluzione sempre più peserà sui bilanci pubblici dei Comuni e delle Asl.
Il Comune di Fiumicino – continua la nota – con questi numeri, è un territorio, come molti, già segnato e qualcosa deve essere fatto: sicuramente avere una cooperativa che da anni lavora sul settore delle dipendenze è un fatto positivo, ma non basta. L’Amministrazione Comunale può fare qualcosa, anche alla luce di una legislazione nazionale che, attenta ai bilanci dello Stato, favorisce più le società che gestiscono il gioco d’azzardo che i cittadini che ne rimangono impigliati. Ad esempio il Sindaco può, secondo una recente sentenza della Consulta, regolare gli orari di apertura delle sale gioco e gli orari per poter usare le macchinette nei bar, così come intervenire in modo stringente sul rispetto del codice della strada davanti questi luoghi”.

“Potrebbe regolare le distanze delle sale dalle scuole, così come sperimentare lo sconto di alcune tasse comunali alle attività commerciali che decidessero di non ospitare le slot machine, oltre ad avviare una massiccia campagna di sensibilizzazione nelle scuole per convincere i giovani a star lontano dal gioco d’azzardo, che oggi si pratica anche su gli smatphone. E’ in gioco la salute pubblica e la civiltà di un territorio” – conclude Megna.

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